• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La sovranista che sussurra all’America

Giorgia Meloni è partita per l’America con la fierezza della sovranista in missione, ed è tornata con l’entusiasmo di chi ha appena firmato l’abbonamento premium alla dipendenza strategica. A Washington ha trovato Donald Trump ad attenderla con il solito carico di retorica muscolare, smentite creative e un’agenda dove la parola “Europa” figura solo accanto a “parassiti”. Ma tranquilli, non l’ha mai detto. 

di Daniela Piesco | 20 Aprile 2025

Giorgia Meloni è partita per l’America con la fierezza della sovranista in missione, ed è tornata con l’entusiasmo di chi ha appena firmato l’abbonamento premium alla dipendenza strategica. A Washington ha trovato Donald Trump ad attenderla con il solito carico di retorica muscolare, smentite creative e un’agenda dove la parola “Europa” figura solo accanto a “parassiti”. Ma tranquilli, non l’ha mai detto. 

Il vertice tra Meloni e Trump si è aperto con la scena madre: il presidente americano nega di aver mai definito gli europei dei parassiti. Lei annuisce, lui giura, entrambi sorridono come due attori in uno spot di dentifricio geopolitico. Peccato che Trump quella parola l’abbia usata eccome, più volte, più platealmente e con l’entusiasmo di chi sa benissimo cosa vuole dire. Ma chi siamo noi per contraddire due leader così coesi?

Meloni ha così sfoderato il suo lato migliore: quello della smentitrice entusiasta. D’altronde, se la realtà non combacia con la narrazione, tanto peggio per la realtà. Come quando nega che stiamo pagando miliardi per gas americano a peso d’oro o che la difesa italiana stia diventando una succursale del Pentagono. “Fake news”, direbbe qualcuno.

Quella che fino a ieri giurava battaglia a Bruxelles in nome della sovranità nazionale, oggi si presenta a Washington con il cappello in mano e la lista della spesa già approvata: F-35, gas liquefatto, collaborazione tecnologica con Starlink, aumento delle spese militari al 2% del PIL. Altro che sovranità: sembra il Black Friday della subordinazione strategica.

Meloni, paladina del “prima l’Italia”, sembra ora convinta che il vero patriottismo consista nel dire “sì, signore” a ogni richiesta americana, purché le venga concesso un selfie con il Tycoon. Il risultato? Una diplomazia fatta di posture, proclami, e nessuna reale contropartita per il Paese.

L’incontro è stato condito da un copione perfetto: sorrisi forzati, strette di mano e reciproche adulazioni, come se ci trovassimo davanti a una riunione tra pari. Ma non lo era. Perché quando uno detta le condizioni e l’altro le accetta ringraziando, non si chiama “relazione speciale”: si chiama subordinazione travestita da alleanza.

Meloni è riuscita in un’impresa che sembrava impossibile: farsi portabandiera del sovranismo mentre compila assegni per conto terzi. Non è più la leader che sfidava l’UE in nome dell’autonomia nazionale, ma l’intermediaria d’élite tra i desiderata americani e le casse pubbliche italiane.

Che fine ha fatto il concetto di interesse nazionale? È stato sostituito da un algoritmo che traduce “autonomia” in “fedeltà atlantica”, “difesa” in “importazione di armamenti” e “sovranità” in “obbedienza ben remunerata”.

Nel frattempo, ai cittadini italiani resta il sapore amaro di una leadership che predica l’indipendenza ma pratica la subordinazione, che accusa l’Europa di intromettersi mentre accetta di buon grado le imposizioni di Washington.

Alla fine, quello tra Meloni e Trump è stato un incontro simbolico: due leader accomunati dalla capacità di manipolare il linguaggio e reinventare la realtà a beneficio del proprio pubblico. Ma mentre Trump recita per guadagnare voti, Meloni sembra recitare per essere ammessa alla cerchia dei grandi, come una stagista che spera di diventare socia solo perché prende appunti con zelo.

E mentre gli italiani osservano il teatrino tra un “non l’ha mai detto” e un “pagheremo volentieri”, resta una sola verità: la sovranità non si conquista a colpi di strette di mano con chi detta il prezzo. Si difende rifiutando di barattarla per un applauso d’oltreoceano.

Meloni celebra l’incontro con Trump come un trionfo della diplomazia. E in effetti, se il successo si misura in miliardi spesi, promesse di sottomissione tecnologica e abbracci fotogenici, allora sì, è stato un evento storico. Ma per il resto degli italiani, quelli che contano gli spiccioli a fine mese, la domanda è: a che pro?

La sovranità tanto decantata dal governo si riduce a un rebus: quanto siamo disposti a indebitarci per mantenere un posto al tavolo dei “grandi”? Perché se il prezzo da pagare è svendere il futuro alle lobby militari e energetiche statunitensi, forse sarebbe meglio ricordare che la vera autonomia inizia col dire “no, grazie” a chi ci offre amicizie con il prezzo incluso.

Alla fine, la domanda è semplice: quanto costa essere “speciali” per gli Stati Uniti? La risposta appare nella lunghissima lista della spesa che ci è stata gentilmente fornita. Perché l’amicizia con l’America è un po’ come quella con il ricco del gruppo: lui sceglie il ristorante stellato, tu paghi il conto.

Intanto gli italiani si preparano a pagare il prezzo di questa “relazione speciale”. Con la consapevolezza che, nel grande gioco della geopolitica, abbiamo scambiato un padrone per un altro, ma continuiamo a chiamarlo “sovranità”.

Daniela Piesco

Pubblicato in : AperturaTag: battaglia, bruxelles, cittadini italiani, futuro, governo, interesse nazionale, leadership, meloni, stati uniti, stia

Info Daniela Piesco

Avvocato, giornalista pubblicista, direttore responsabile del quotidiano online “L’Eco del Sannio” di Benevento, condirettore del giornale internazionale on line “Radici”. Appassionata di cultura, politica e attualità scrive su “L’Eco di Milano e Provincia”, sul “Corriere Nazionale”, sul “Corriere di Puglia e Lucania” e su “Stampa Parlamento”.
“Sono fermamente convinta, prendendo a prestito le parole di Moravia, che quando le informazioni mancano, le voci crescono.”

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti