• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La soppressione del voto: arma efficace dei repubblicani?

L’America si considera un Paese democratico per eccellenza ma la strategia repubblicana di sopprimere i voti degli elettori di gruppi minoritari macchia questi ideali democratici.

di Domenico Maceri | 22 Ottobre 2018

Immaginate un giocatore di tennis impegnato in un match nel quale agisce anche da arbitro. Ecco la situazione di Brian Kemp, segretario di Stato della Georgia, dove lui è candidato a governatore nell’elezione del prossimo novembre 2018. Come segretario di Stato, Kemp è incaricato di applicare tutte le leggi e regole sulle elezioni. La legge non richiede che lui si ricusi e lui si è rifiutato di farlo nonostante gli ovvi conflitti di interesse.

Il suo lavoro di Segretario di Stato è stato criticato specialmente per alcune leggi troppo restrittive sull’elezione che potrebbero sfociare in soppressioni al voto limitando i diritti dei cittadini  di esercitare i loro diritti. Kemp, da segretario si Stato, deve fare applicare una legge chiamata “exact match”, compatibilità esatta della registrazione al voto. Si tratta di una legge adottata  nel 2017 dalla legislatura della Georgia che rimpiazzava una precedente perché considerata discriminatoria dal punto di vista razziale.

Anche la nuova legge però contiene simili effetti discriminatori. Per eliminare possibili frodi elettorali la documentazione per l’eleggibilità al voto non può contenere nessunissimo sbaglio. Persino un trattino, una virgola, un apostrofo fuori posto, una minuscola invece di maiuscola potrebbe rendere una richiesta di voto ineleggibile. Questa volta 53mila domande sono state bloccate per questo tipo di errori. Non significa che non potranno essere rimediate ma ovviamente richiede tempo e persistenza da parte dei cittadini.

L’accusa di soppressione al voto è stata lanciata anche perché il 70 percento di queste registrazioni potenzialmente illegali appartengono a afro-americani, gruppo etnico che rappresenta solo il 32 percento della popolazione della Georgia. Si crede ovviamente che la stragrande maggioranza di questi elettori potenzialmente esclusi dalle urne voterebbe per Stacey Abrams, la candidata democratica a governatore, avversaria di Kemp.

Il tentativo di ridurre il voto dei gruppi minoritari specialmente nel Sud del Paese è già noto e ce lo conferma la storia. Dopo l’emancipazione degli afro-americani a conclusione della Guerra Civile nel 1865 le leggi locali e statali di Jim Crow continuarono la discriminazione razziale imponendo severi limiti ai diritti civili. Fino agli anni 60, per esempio, un afro-americano aveva bisogno dell’appoggio di un bianco benestante per iscriversi alle liste elettorali dell’Alabama. Il Civil Rights Act del 1964 contribuì notevolmente a ridurre la discriminazione razziale eliminando molti degli ostacoli all’esercizio del voto. Sfortunatamente nel 2013 la Corte Suprema americana ha indebolito i provvedimenti di questa legge citando i progressi già fatti.

La Georgia non è l’unico Stato dominato da legislature repubblicane a cercare di limitare il voto dei gruppi minoritari. Proprio questa settimana la Corte Suprema ha confermato la necessità di limitare i tipi di carta di identità necessari nel North Dakota  che devono contenere l’indirizzo preciso del cittadino per potere votare. Per i nativi americani dello Stato che abitano nelle riserve indiane spesso queste informazioni sono difficilissime da ottenere. Cinquemila individui potrebbero perdere il loro diritto al voto. In uno Stato in cui l’attuale senatrice Heidi Heitkamp vinse l’elezione nel 2012 con un margine di 2.936 voti  questa soppressione potrebbe determinare alcune importanti elezioni.

Il problema con gli indirizzi è stato usato anche alla Prairie View University nel Texas per limitare il voto degli studenti, l’80 per cento dei quali sono afro-americani. I funzionari della Waller County di Houston avevano messo in dubbio l’eleggibilità degli studenti perché usavano uno dei due indirizzi dell’università per registrarsi non possedendone altri. Alla fine, il segretario di Stato del Texas ha dichiarato che gli studenti potevano votare. Il danno però era già stato fatto poiché aveva causato confusione e non pochi studenti saranno stati influenzati a non recarsi alle urne.

La soppressione al voto è un’arma dei repubblicani che usano in modo effettivo poiché controllano la legislatura in 32 dei 50 Stati. Le leggi sulle elezioni vengono stabilite in stragrande misura dagli Stati per quanto riguardano le modalità e i requisiti anche per le elezioni federali. Quindi, come Kemp in Georgia, fanno da arbitro in partite in cui sono coinvolti come giocatori. Gli abusi sono abbastanza frequenti e i democratici spesso devono fare ricorso al sistema giudiziario e in alcuni casi si arriva anche alla Corte Suprema. Come si sa, con la conferma di Brett Kavanaugh, anche la Corte Suprema adesso è formata da una maggioranza che pende decisamente a destra.

L’America si considera un Paese democratico per eccellenza ma la strategia repubblicana di sopprimere i voti degli elettori di gruppi minoritari macchia questi ideali democratici.

I cambiamenti demografici con gli aumenti di gruppi minoritari e riduzioni dei bianchi fanno più pressione a creare coalizioni per il successo alle urne. I repubblicani però continuano a tentare di vincere basandosi sulla loro base formata di bianchi e riducendo il voto agli elettori di gruppi minoritari. In un discorso a un gruppo di repubblicani Kemp ha dichiarato che “i democratici stanno registrando un sacco di elettori di gruppi minoritari” che generalmente non votano. “Se vi riescono” ha continuato Kemp, “vinceranno queste elezioni a novembre”. Infatti, nonostante gli sforzi repubblicani di limitare il numero di elettori, i democratici hanno una buona opportunità per frenare non solo questi tentativi di cambiare le regole del gioco con la soppressione al voto ma di frenare il dominio repubblicano il 6 novembre. Gli analisti ci dicono che la Camera bassa andrà a finire nelle mani del Partito Democratico ma il Senato potrebbe rimanere sotto controllo dei repubblicani. Si vedrà se la “blue wave”, l’onda blu dei democratici includerà anche il successo nelle elezioni statali.

Domenico Maceri

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, anni 60, cambiamenti, dichiarato, discorso, elezioni, lavoro, legislatura, nuova legge, partito democratico, provvedimenti, punto di vista, studenti

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti