Il consumo moderno trasforma la proprietà da possesso a accesso, nel lavoro nascono nuove figure: i proam e i prosumer.
L’industria è stata il motore e il simbolo della produzione di massa, ma ha anche portato alla trasformazione degli insediamenti urbani, all’avvento delle metropoli ed è stata anche la responsabile dell’esplosione della
spesa pubblica (strade, infrastrutture, ecc.); ha contribuito a modificare i modi di vita precedenti.
Il consumo di massa, è il prodotto di questo grande mutamento avvenuto nelle società occidentali.
Il consumo, in qualsiasi società è un modo d‘agire umano, sia individuale che collettivo, che si fonda su uno scambio di beni e servizi, con denaro.
Riflessioni sulla natura produttiva del consumo e sulle sue potenzialità creative partono in primo luogo al rapporto tra produzione e consumo.
La dicotomia consumo produzione nasce con l’avvento della società industriale. Questa separazione moderna non era presente nelle società pre-moderne nelle quali non vi erano rigidi confini tra queste attività.
Da questa separazione sono nate le figure che oggi sono note come produttori e consumatori, ma che nelle economie pre-moderne si fondevano, in quanto svolgevano contemporaneamente attività di produzione e consumo.
E’ con la nascita dell’idea di consumo che diventa strategica quella di “domanda di beni”, diversa dall’idea pre-moderna di utilizzatore di beni. Il consumo infatti implica l’acquisto anche di oggetti che non si utilizzano.
Pensare che il consumo si riduca al solo acquisto, significa non cogliere l’aspetto produttivo e creativo che può avere, Lo scambio sul mercato, infatti può essere l’inizio di un processo di produzione sia simbolica che fisica, anche da parte del consumatore. La dimensione produttiva del consumo va vista in funzione dell’uso delle merci che fa il consumatore, si può consumare per scambio, per possesso, per status. Per scambio quando facciamo un regalo, per possesso quando si vuole personalizzare le merci, per status quando si compra per rinvigorire e mantenere un certo stile di vita . Oggi gli oggetti sono sempre piu’ numerosi e facilmente sostituibili, ciò consente di passare da un bene all’altro anzi si può pensare ad un consumo che origina un uso personale del bene acquistato.
Questo nuovo modo di consumare ha ripercussioni nel mondo del lavoro.
Il mercato del lavoro, in un contesto caratterizzato da globalizzazione, liberalizzazione ha prodotto nuove forme di inquadramento.
Nella società contemporanea sta cadendo il confine fra lavoro e hobby, figure ibride di professionismo e amatoriaità i proam. Oggi si intraprende un’attività, come hobby da affiancare ad un lavoro più strutturato poi può trasformarsi nella propria professione ad esempio “food blogger”, persone che hanno trasformato la propria passione per la cucina in una fonte di guadagno. Questi nuovi maitre hanno iniziato per gioco, postando in rete le foto dei loro piatti e delle ricette in seguito hanno dato vita a un business. Un altro esempio sono le casalinghe che trasformano la propria cucina in un ristorante permanente o anche i fashion blogger, amanti dello scrivere noti sui social network.
Il mondo dell’informazione, e particolarmente interessato da questo fenomeno noto come i “prosumer”(fusione tra produttore e consumatore) , utenti che si svincolano dal rapporto passivo di ricettori di notizie, ma le rielaborano o utilizzano in altri formati, generando nuovi contenuti ma anche profitti. I prosumer saranno nuovi utilizzatori creativi coloro che lentamente, ma inesorabilmente faranno cadere la separazione fra professionisti e amatori di un mestiere senza aver seguito un percorso formativo, ma capaci di fornire beni e servizi fatti con passione e competenza.

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