• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il ritorno di Marmaldo

di Alberto Benzoni | 3 Maggio 2015

Oggi Rignano sull’Arno sta per diventare Rignano Maramaldo. Avendo dato i natali ad un leader che ha eletto l’”omicidio con insulto”a filo rosso del suo agire politico.

unnamedRicordate la scena? Francesco Ferrucci, eroico difensore della repubblica fiorentina, giace al suolo a Gavinana. La battaglia contro le forze imperiali è già persa e lui sta morendo. A quel punto, arriva un tal Fabrizio Maramaldo che lo sbeffeggia e lo finisce. Ma come tutti i morituri illustri Ferrucci trova il tempo per l’”ultima parola famosa”. “Vile tu uccidi un uomo morto”.
Da allora, il capitano dell’esercito imperiale è stato un modello da evitare. Almeno nella nostra vita pubblica. Mai infierire sul tuo avversario. Mai illudersi di averlo ucciso definitivamente. Mai voler fare troppi gol. Mai distruggere quando è sufficiente dividere. Mai…
Mai. Almeno prima di oggi. Perché oggi Rignano sull’Arno sta per diventare Rignano Maramaldo. Avendo dato i natali ad un leader che ha eletto l’”omicidio con insulto”a filo rosso del suo agire politico. O, per dirla in altro modo, avendo trasformato il gesto individuale di un bullo in un disegno politico-ideologico.
Fateci caso; nessuno ha mai amato le inaugurazioni come Lui ( che si tratti di una fabbrica di missili o di un asilo nido ). E nessuno, come Lui, ha pensato di affidare il futuro ad una serie di Uomini soli al comando ( da Lui al magistrato anticorruzione, dall’industriale/benefattore al sindaco onnipotente, sino al preside d’istituto ). E, conseguentemente, nessuno prima di lui aveva provato un così totale disprezzo per il passato; per le sue idee, per le sue istituzioni, per i suoi esponenti, per la sua complessità.
Il capitano pratica in diretta il colpo finale ad un avversario già in fin di vita. C’è un’occasione; si limita a coglierla. Lui annuncia pubblicamente le sue intenzioni prima ancora di iniziare la sua battaglia. Saint Just aveva detto che la rivoluzione si definisce come distruzione di tutto ciò che gli si oppone; Lui potrebbe dire che il Nuovo si definisce come distruzione del Vecchio.
Perciò, misura delle sue vittorie non è mai la qualità del risultati ottenuti ( e cioè delle riforme attuate) ma piuttosto la possibilità di esibire davanti alle folle i senatori e i consiglieri provinciali che costano soldi, i sindacalisti che non lavorano e impediscono di lavorare agli altri. I magistrati che fanno troppe ferie. I burocrati fannulloni che mettono i bastoni tra le ruote, l’opposizione interna. E così via. Tutta gente che merita di scomparire. Perché inutile.
Nella vicenda dell’Italicum si seguirà lo stesso schema. Importante, certo, portare a casa “la riforma”. Ma più importante ancora umiliare pubblicamente i propri interlocutori/avversari. In una prima fase oggetto di questo trattamento sarà Berlusconi: rendendo chiaro a tutti che il patto del Nazareno è un accordo leonino in cui il Cavaliere potrà avere, alla fine, la legge elettorale che gli conviene; ma solo se, nel frattempo, avrà svolto diligentemente il suo ruolo di “oppositore di Sua maestà”. Al minimo sgarro, si passerà dal premio alla coalizione a quello alla lista; per il Cavaliere, lo scenario peggiore. In quanto, poi, all’opposizione Pd, il cadavere è sotto gli occhi di tutti: un’èlite rancorosa e incoerente; e, per altro verso, un mare di peones pronti a vendere anche la loro madre pur di evitare di perdere il seggio e il vitalizio.
Lo Scalpo come segno della vittoria. Rimane Lui, l’uomo solo al comando. Pronto a “cambiare l’Italia”( una vera e propria sfida agli dei; nessun uomo politico, nell’ambito di una democrazia liberale, aveva mai preteso tanto). E, intorno a Lui, un campo di rovine.
Rovine, innanzitutto, della democrazia. Non stiamo parlando di dittature incombenti o di regimi autoritari, manca, per inciso, al Nostro la caratura necessaria. Stiamo, parlando, piuttosto, di morte lenta, per conclamata inutilità. La democrazia non è il diritto di sapere chi ha vinto la sera delle elezioni, con l’annesso diritto, per quest’ultimo, di potere fare ciò che vuole fino al prossimo giro. E’ piuttosto il diritto/dovere per la collettività nazionale e per i suoi rappresentanti di costruire, insieme, il proprio futuro. E, allora, chi addita di continuo alla “gente” ( senza, per la verità, essere smentito, in parole, opere e omissioni…) la politica, le sue istituzioni e lo stesso conflitto come un inutile e costoso gioco di ombre a copertura di puri e semplici interessi, personali o di gruppo, colpisce alla radice la democrazia. Senza abbatterla o soffocarla, per carità; semplicemente svalutandone radicalmente il senso e il valore.
Perciò, glielo diciamo per il suo bene, Lui dovrebbe stare attento. E noi con lui. Perché sta giuocando con il fuoco. “O me o il caos”. Da una parte una minoranza di soddisfatti o aspiranti tali. Dall’altra una marea di astenuti per convinzione. In mezzo, come sbocco di una rabbia impotente, populisti d’ogni ordine e grado; ma non in grado di governare. Per Lui, la vittoria assicurata. Per l’Italia, comunque, uno scenario da incubo.
Chiunque vinca.

 

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Benzoni

Nato nel 1935. Ha lavorato all’ufficio Studi e Internazionale dell’Iri. Nel Psi dal 1957. Vice sindaco di Roma dal 1976 al 1981. Autore di testi sulla storia del movimento socialista in Italia e, in particolare, sull’esperienza craxiana. Ha scritto anche, con la figlia Elisa, “Attentato e rappresaglia – il Pci e via Rasella” e “Le vie dell’Italia”. Si è interessato collaborando a varie riviste, di problemi di politica internazionale.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti