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La smodata ambizione, l’abbandono del PDL per non correre rischi con la magistratura sono le cause dell’auto rottamazione di Fini

di Domenico Civitano | 23 Settembre 2012

In politica spesso si sale sull’altare e altrettanto velocemente si cade nella polvere. E’ capitato a Napoleone e non meraviglia certamente la caduta di fini nella polvere politica. La storia si diverte con i traditori: Prima li porta in alto e poi li sbatte a terra decretandone la fine morale e, in molti casi, anche quella fisica.

Com’è strano che il Presidente della Camera dei deputati, cioè la terza carica istituzionale dello Stato si riduca, mentre è nel pieno svolgimento della sua funzione, appena al due per cento di quelli che lo voterebbero solo per solidarietà umana e non per il riconoscimento di meriti e serietà politica.

Il tradimento operato scientemente nel 2010 da Fini ha danneggiato molto il Popolo della libertà e il suo Leader Berlusconi.

Passato all’opposizione del Governo che lo aveva eletto Presidente della Camera ha perduto la stima e anche la solidarietà di moltissimi elettori.

Berlusconi, già fortemente impegnato a difendersi dagli strali avvelenati della magistratura di sinistra perché reo di essere sceso in campo, non si aspettava proprio da Fini un simile devastante comportamento.

Collocandosi all’opposizione e con il potere della presidenza della Camera Egli ha rimesso in gioco il PD e i PM di “Mani Pulite” per distruggere Berlusconi e la democrazia in Italia.

L’ingordigia di Fini e il calcolato tradimento verso il PDL, nel tempo, sono diventati dei bumerang fino a determinarne il suo infelice tracollo politico.

E’ opinione diffusa tra i cittadini che il tradimento è stato il prezzo che Fini doveva pagare per risolvere i problemi con la giustizia.

A confermare i dubbi sul tradimento di Fini sono i giudizi d’inaffidabilità espressi da Donna Assunta, moglie di Almirante.

Si applica bene il famoso detto che dice: “Chi è colpa dei suoi mali pianga se stesso”.  Fa male a essere geloso del Sindaco di Firenze per la simpatia che sta raccogliendo in tutta Italia per il coraggio dimostrato nel combattere i nauseanti tromboni della politica, eccellenti protagonisti d’illeciti arricchimenti personali e assoluta incapacità a risolvere i problemi d’interesse collettivo.

Tranne il saper fare il pettoruto, Fini sta dimostrando di non saper fare alcun calcolo politico. L’idea del “Terzo Polo” con Casini, Rutelli e altri presuntuosi, è stata la dimostrazione di non avere materia grigia nel cervello.

E’ un principio fisico che due poli della stessa natura si respingono.  Pierferdinando Casini è la fotocopia di Fini in quanto a errori politici. Egli è stato un alleato di Berlusconi, Presidente della Camera e traditore come Fini.

Casini convinto di essere il regista della situazione politica italiana e il successore di Giorgio Napolitano poteva mai essere il collaboratore di Fini?

La dimostrazione dell’errore di Fini è che lui è finito nella zona d’ombra dell’UDC che naviga in acque agitate per l’ingiustificata boriosità proprio di Casini che è da rottamare nell’elenco di Renzi, leale avversario di Bersani che sta frantumando la sinistra con lo smontare e ricreare alleanze politiche peggio di Penelope, la moglie di Ulisse.

Allo stato delle cose l’ipotesi più probabile è la competizione politica tra Matteo Renzi e il PDL ringiovanito.

Pubblicato in : Primo piano

Info Domenico Civitano

Nato a Bitetto (Bari) nel 1932. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Bari. Socialista del PSI da giovanissima età a seguito lettura della triste fine di Giuseppe DÌ VAGNO. Sempre Nenniano e Craxiano. Vice Segretario Provinciale PSI. Dal 1957 Segretario della Sez. PSI di Bitetto. Anticomunista. Membro di Commissioni Amministrative provinciali, Vice Sindaco nel Comune di Bitetto.

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