
Sabato un responsabile siriano ha dichiarato che le autorità non parteciperanno ai colloqui previsti a Parigi sull’integrazione dell’amministrazione curda semi-autonoma della Siria all’interno dello Stato, chiedendo che qualsiasi negoziazione futura si svolga a Damasco. Questa decisione fa seguito a una conferenza organizzata dall’amministrazione curda, che controlla vaste zone del nord e del nord-est della Siria, con la partecipazione di diverse comunità minoritarie siriane – una prima assoluta dalla destituzione dell’ex presidente Bashar al-Assad da parte di una coalizione islamista nel mese di dicembre. Una ventina di paesi arabi e musulmani hanno condannato sabato il piano israeliano di prendere il controllo della città di Gaza, considerandolo una “pericolosa escalation”. In una dichiarazione congiunta, questi paesi, tra cui Egitto, Arabia Saudita e Turchia, accusano il piano, approvato nella notte tra giovedì e venerdì dal governo israeliano, di costituire “una flagrante violazione del diritto internazionale e un tentativo di consolidare l’occupazione illegale e imporre un fatto compiuto”. L’inviato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Medio Oriente, Steve Witkoff, ha incontrato sabato scorso in Spagna il primo ministro del Qatar per discutere un piano per porre fine alla guerra a Gaza e liberare gli ostaggi, secondo quanto riferito dal giornalista di Axios Barak Ravid. Missione italiana per lancio aiuti a Gaza. “Primo volo in decollo per il lancio con paracadute di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. La Difesa c’è sempre, dove serve e quando serve”. Così su X il ministero della Difesa, con un video che immortala il decollo di un C-130.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che l’annuncio della Francia di riconoscere uno Stato palestinese ha portato al fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, rafforzando il gruppo terroristico palestinese. “I colloqui con Hamas sono falliti il giorno in cui Macron ha preso la decisione unilaterale di riconoscere lo Stato palestinese”, ha affermato ieri Rubio in un’intervista alla Catholic Eternal Word Television Network. Il primo carico di aiuti umanitari aviotrasportati dall’Italia per Gaza è stato paracadutato sulla Striscia da un C130 dell’aeronautica militare italiana. Nei prossimi giorni e per una settimana seguiranno altri aviolanci per la popolazione di Gaza, per un carico complessivo di cento tonnellate di prodotti alimentari, che parte dalla base di Ammanin Giordania nell’ambito della missione Solidarity Path 2, a cui partecipa anche la Difesa italiana. Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito israeliano (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, si è impegnato ieri di attuare “nel miglior modo possibile” la decisione di Israele di conquistare Gaza City, che ha scatenato forti critiche sia in patria che all’estero, per il timore che possa aggravare la crisi umanitaria a Gaza e mettere in pericolo la vita degli ostaggi. Lo riporta il Times of Israel. Almeno 14 palestinesi, tra cui otto mentre aspettavano gli aiuti umanitari, sono stati uccisi inseguito agli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dall’alba di ieri: lo riporta Al Jazeera. Almeno 11 persone sono state uccise e trasportate all’ospedale al-Awda nel nord di Gaza, tra cui 6 mentre aspettavano la distribuzione di cibo vicino al corridoio di Netzarim. Il sultanato dell’Oman ha espresso la sua condanna e il suo categorico rifiuto della decisione del governo israeliano di consolidare l’occupazione militare della Striscia di Gaza, della sua continua violazione del diritto internazionale, del suo disprezzo per le risoluzioni di legittimità internazionale e della sua violazione dei diritti legittimi del popolo palestinese: lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa. Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha firmato una Dichiarazione congiunta con i ministri degli Esteri di Regno Unito, Germania, Australia e Nuova Zelanda per respingere con forza la decisione del Gabinetto di Sicurezza israeliano dell’8 agosto di lanciare un’ulteriore operazione militare su larga scala sulla Striscia. Lo riferisce la Farnesina in una nota. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme ai suoi omologhi, afferma la necessità di un cessate il fuoco immediato e permanente, che consenta anche la fornitura di un’adeguata assistenza umanitaria. Sennò ci sarà un altro embargo e insieme la rovina economica. Questo sì che si chiama ricatto.
Giuseppe Basilico

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