
Il processo di “baracconizzazione” degli sport da combattimento è un indice del disagio psichico che affligge questa modernità: il narcisismo regressivo.
Nel caso dei due miliardari è un regresso allo stadio preadolescenziale con le sue scazzottate nel cortile delle medie.
Il che è abbastanza inquietante per due tizi titolari di patrimoni che superano ampiamente il PIL di interi stati.
Ma sono solo la punta dell’ iceberg di una regressione collettiva.
Anche l’ultimo degli sfigati, oggi, vuole esibire la sua natura di “combattente”.
E su imbarazzanti fisici da ultrasedentari compaiono truci tatuaggi effigianti draghi, tigri, aquile, gladii, pugnali ecc.
A tacere di tutta una generazione di youtubers che scimmiottano malamente boxe o Mma (arti marziali miste) e, cosa tragica, hanno più successo degli atleti professionisti, con milioni di followers che ne seguono le imprese e sognano di emularli.
Poi dal regresso alla preadolescenza a quello alla “fase anale” dell’infanzia il passo è breve.
Presto o tardi spalmarsi le feci sul viso diventerà il nuovo must.
Stefano Pillitteri
“Apprendiamo ora, 13.30 di oggi, da fonte ufficiale di Facebook che Mark Zuckemberg ha smentito le dichiarazioni di Elon Musk sulla sfida da gladiatori: “Non c’è ancora nulla di concordato. Se la sfida ci sarà lo saprete ufficialmente da me. Non tenete conto dei soliti annunci ad effetto di Elon Musk!”
(S.P./ Ce.M.)

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