Eccole di nuovo, le sardine. Hanno espugnato Piazza San Giovanni, il banco di prova da sempre, per sinistra, centro e destra, di chiunque aspiri a dimostrare che ha forza a sufficienza per imprimere una svolta, quale che sia, al Paese. Talvolta le urne hanno poi confermato tale aspirazione; altre volte l’hanno clamorosamente smentita. Ma non dovrebbe preoccupare troppo le sardine che, al momento, non mostrano di avere l’ambizione di piazzarsi al governo.
E, infatti, ecco di nuovo le reazioni rabbiose della destra (Lega, Fratelli d’Italia e, purtroppo, parte di Forza Italia) che rinfaccia alle sardine proprio questa mancanza di volontà, o capacità, di candidarsi al ruolo di governo. Ed ecco di nuovo, nel variegato e contraddittorio arcipelago della sinistra, la critica invidiosa e distruttiva per le centinaia di migliaia di persone che seguono le sardine e snobbano le iniziative di coloro che da sempre si sentono i migliori. Sono rimasti in pochi; ma la colpa è della gente che non capisce. Loro, purtroppo si spiegano sin troppo bene, e i numeri impietosamente stanno lì a dimostrarlo.
Nel suo immortale “La banalità del male”, Hannah Arendt prende spunto dal processo ad Eichmann a Gerusalemme per riflettere come il male terribile della persecuzione di milioni di ebrei sia stato reso possibile dalla azione di tantissimi piccoli e grandi volontari mediocri e inconsapevoli. Le sardine che affollano le piazze italiane, fortunatamente, non devono combattere contro quel tipo di male che portò al processo ad Adolf Eichmann. Hanno in mente di contrastare una male che sta aggredendo la politica e la sfera sociale dell’Italia.
Sono persone che amerebbero vivere in condizioni normali, senza linguaggi e comportamenti dai toni perennemente esagerati, come accade in Italia, senza soluzione di continuità dalla nascita del giustizialismo nei primi anni ’90. Salvini è preso di mira solo perché di questo clima è oggi il maggiore istigatore. Ma potrebbe, tranquillamente fare chiamata di correo di tanta stampa, magistratura e società “civile” che si esprime attraverso i social. E’ semplice il messaggio delle sardine anche perché si mette in contrapposizione a valori negativi altrettanto semplici: la pace e non la guerra; uguaglianza e non disprezzo della diversità, ancorchè diversità solo di pensiero; confronto civile e non rozza contrapposizione ideologica. Altrettanto semplice è il mezzo per affermare il messaggio: pacifiche occupazioni di piazze, sempre più numerose e più grandi.
Esiste dunque non solo una banalità del male ma anche una semplicità del bene. Una semplicità che a tanta gente sembra non dispiacere.
Nicola Cariglia

Si potrebbe anche rigirare la semplicità del male con la banalità del bene, entrambi insaporiti dalla morte cerebrale.
Gentile Colella,
la ringrazio per la dovizia di informazioni che ci ha trasmesso. In breve:
1- Le sardine sono state inventate dal PD, moribondo ma non troppo evidentemente.
2- C’è un piano (e potrebbe essere notizia non brutta. Io disperavo.
3- Inutile votare in Emilia e Calabria perchè tutto è già deciso
4- Come conseguenza del punto 3, i piani sono 2.
5- Il 90% dei media sono d’accordo ma non si sa su cosa.
Manca, purtroppo, tra le molte informazioni, la più importante, cioè la fonte. In attesa del punto 6 la saluto con viva cordialità.
SONO INVECCHIATO E L’ITALIA ATTUALE NON MI PIACE! NON SONO PIU’ ATTIVO IN POLITICA, ANCHE SE CONTINUO A GESTIRE http://www.sentierirepubblicani.it. DEGLI ATTORI CHE COMPONGONO IL CAST DEL TEATRINO POLITICO ITALIANO NON ME NE PIACE UNO. LE SARDINE………… CANTANO BELLA CIAO, QUINDI SONO SICURAMENTE DI SINISTRA. STENTO A CREDERE CHE QUATTRO DICIOTTENNI BOLOGNESI POSSANO AVER SMOSSO QUESTE PIAZZE, SICURAMENTE HANNO DIETRO QUALCUNO O QUALCOSA, CHE SIA L’ANPI O LA CEI, IL BOTTEGONE O I CENTRI SOCIALI, LE ONG O I MAGISTRATI NON LO SO ( ANACORA). MA UNA COSA LO SO: LE SARDINE SONO L’OTTIMO PASTO DI TANTI ALTRI PESCI, CERTAMENTE MOLTO PIU’ FAMELICI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il PD è talmente impresentabile che ha inventato le sardine. Non si mettono assieme tanti media se non vi è un piano ben organizzato. Le sardine non spostano il consenso elettorale e la verifica sarà il 26 gennaio in Emilia e Calabria. Quello che è cambiato è che il consenso non passa più tra la solidarietà dei ceti sociali e delle ideologie. Una altra verifica, del 26 gennaio, sarà se la macchina da guerra del 90% dei media ha ottenuto il risultato che si è preposta. Se ciò non si verificherà anche questa arma è una arma spuntata.