Mettiamo due notizie a confronto. Il 9 marzo il World Economic Forum ha reso nota l’annuale classifica che fotografa la situazione dei vari Paesi sulle capacità di sviluppo e l’utilizzo delle nuove tecnologie. In pratica la misura della capacità di competere e di innovare. L’Italia risulta al 45° posto su 104 Paesi presi in esame. 17 posizioni meno rispetto al 2003. Prima di noi i grandi, i paesi nordici come Islanda, Finlandia, Danimarca, Svezia e anche Sudafrica, Tunisia, Cina e Giordania. La spiegazione viene fornita dal rapporto stesso che individua con chiarezza i fattori alla base dell’arretramento italiano “un farraginoso clima normativo, un’infrastruttura relativamente povera e carenze in aree come la qualità del sistema scolastico, i bassi livelli di collaborazione fra settore industriale e mondo accademico”. L’altra notizia. Il 10 marzo a Lucca è stato inaugurato l’IMT, Istituzioni, Mercati, Tecnologie, una scuola d’alta specializzazione post universitaria che ha lo scopo di costruire, in stretta connessione con il mondo del lavoro, percorsi formativi finalizzati all’innovazione. Con l’IMT collaborano quattro fra le più prestigiose università italiane, quella di Pisa, la LUISS di Roma, la Scuola S. Anna di Pisa, il Politecnico di Milano. Ad inaugurare il primo anno accademico, il ministro Moratti e il Presidente del Senato, Marcello Pera. “L’obiettivo di queste scuole – ha detto la Moratti – è innalzare la qualità e il livello del capitale umano in settori strategici per il progresso. Più cresce la qualificazione e la formazione più cresce il reddito pro-capite”. In sintesi un passo verso la direzione giusta, una prima risposta alle puntualizzazioni del World Economic Forum. Sempre il 10 marzo a Lucca si è svolta una manifestazione di protesta contro la riforma Moratti che sta cercando di modernizzare la scuola italiana introducendo elementi di sburocratizzazione e di flessibilità per adeguarla agli standard europei. In piazza 2500 giovani dell’ultrasinistra a gridare contro il Ministro e la sua politica. Potrebbe non essere un segnale preoccupante, i giovani si sa sono spesso sulle barricate. Il guaio è che nello stesso giorno dalle colonne del Tirreno il presidente della Regione uscente, Claudio Martini, tuonava contro la politica della Moratti. Come dire: forse a Lucca si sta realizzando anche una cosa buona ma in realtà la politica della Moratti è sbagliata. Non vi fate abbindolare.
Non c’è dubbio. La strada da fare a sinistra per arrivare a mettere a punto proposte che siano realmente nell’interesse del Paese è ancora molto lunga.

Lascia un commento