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La scoperta dell’acqua calda

Sandro Bondi invoca “un tocco femminile” in politica ma è solo un’operazione di facciata

di Redazione Pensalibero.it | 3 Gennaio 2007

Il 2007 si è aperto con una trovata di Sandro Bondi, a conferma che gli anni passano ma la politica, e chi la fa, restano ahimè immutabili. L’ineffabile Bondi ci aveva proprio ieri deliziati con una delle sue omelie sulla scoperta dell’acqua calda, che però se la scopre Forza Italia diventa immediatamente una verità abbacinante oltre che un prodotto da commercializzare con successo, che subito, come vedremo dopo, gli acquirenti non sono mancati.
Cosa scopre Bondi il 2 gennaio 2007?! Nientepopodimeno che la politica italiana ha bisogno di donne per portare “un tocco femminile”, e che Berlusconi, come sempre, è stato e sarà ancora un precursore su questo tema, avendo già preso misure mirate per rispondere a questa esigenza. Già qui, ci sarebbe molto da dire. Intanto, vorremmo sapere in cosa consiste esattamente il “tocco femminile” di cui Bondi sente la necessità in politica: un fiocco appuntato sul bavero della giacca? Un apostrofo rosa fra le parole Sorelle d’Italia? Un fiore sui banchi del Parlamento?! La scelta di questa espressione è irritante e vacua, a dimostrazione dell’inutilità di un articolo che, pur nella sua vasta lunghezza e nel generoso spazio che gli è stato concesso dalla stampa amica, riesce nella non facile impresa di non dire assolutamente nulla di preciso, propositivo o quantomeno analitico. Ci sfugge inoltre, perché certamente privi della fede di Bondi nel suo idolo, la presunta preveggenza di Berlusconi, che ricordiamo invece capo consenziente di un governo che ha respinto più volte il tentativo della Prestigiacomo di imporre quote rosa – alle quali comunque siamo sempre contrarie – nonchè convinto fautore di candidature femminili di altissima qualità: due nomi su tutti, Mara Carfagna ed Elisabetta Gardini. Una giovane e bella – ci mancherebbe – ballerina che dall’inizio della legislatura si è segnalata solo per il suo decisivo contributo all’individuazione della tinta per capelli usata da Mastella, ed una più attempata ex-attrice mai rimpianta che sente la necessità di emanare un comunicato stampa ogni volta che va in bagno ed incontra altri deputati/e che la disturbano. Come esempi di lungimiranza, non ci sembrano confortanti. Già, direte voi, e la Moratti sindaco a Milano?! Ma sarebbe come candidare un Agnelli sindaco a Torino, se si vuole vincere in casa si schiera il centravanti che fa goal a porta vuota, il calcio insegna.
Ma il bello sta nei commenti del giorno dopo. A parte il solito avvilente Calderoli, che ha un concetto delle donne mutuato pari pari dal suo diretto antenato, l’Uomo di Neanderthal, si è levato un coro di voci esultanti, al grido di “Cerchiamo la Ségolène italiana”, senza naturalmente indicare né dove né come andrebbe cercata, ma soprattutto senza per carità indagare come mai la Royal è arrivata ad essere candidata alla Presidenza della Repubblica del suo paese, mentre da noi ancora non si ammette una donna neanche alla presidenza della bocciofila amatoriale, salvo necessità di partito impellenti. E poi, perché dovremmo cercare una Ségolène, per una mera operazione di immagine, piuttosto che interrogarci una volta per tutte sui motivi dell’emarginazione delle donne dalla vita politica di questo Paese?! Ci pare, e temiamo che i prossimi eventi non ci smentiranno, che dal punto di vista della questione femminile l’anno sia iniziato nel peggiore dei modi, proprio come era finito: con superficialità, qualunquismo, dichiarazioni di facciata e nessuna volontà di aprire veramente la strada ad una parità che appare tuttora un miraggio lontanissimo. Lo abbiamo già scritto e lo ripetiamo: questa legislatura è quella che conta il minor numero di donne elette dalla nascita dell’Italia repubblicana. Ignoriamo se questo dato umiliante sia a conoscenza di Bondi e dei suoi corifei, però continuiamo a pensare che una riflessione onesta, obbiettiva e soprattutto risolutiva sul ruolo e la presenza delle donne in politica, dovrebbe partire dall’analisi di questo minimo storico, raggiunto non casualmente. Lasciamo Ségolène Royal al Paese che ha meritato di averla, noi siamo ancora all’Ufficio collocamento soubrette: ne abbiamo, di strada da fare. Ed è tutta in salita.

Chiara Boriosi

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. malabrocca

    8 Gennaio 2007 alle 09:30

    Fino a quando si candideranno, d’ufficio, donne politicamente molto prearate come Iva Zanicchi, la Gardini e altre di questa tiratura, c’è da augurarsi che le donne elette siano sempre meno, per carità di popolo.
    Con “la schifezza” come la battezzata il padre putativo Calderoli, di questa legge elettorale, non conta candidare persone preparate, integerrime, ed intelligenti, conta candidare veline, ex cantanti,volti conosciuti e popolari, meglio se non politici, basta che portino un serbatoio di voti trasversali ed anonimi. Che il soggetto venga eletto ,come nel caso della Gardini, o trombato , come nel caso della Zanicchi, non ha alcuna rilevanza politica in quanto in parlamento o fuori potranno solo starnazzare.

    Rispondi
  2. Puccio Cartoni

    8 Gennaio 2007 alle 08:34

    Allora ,pensiamo alle cose serie:non volendo entrare nella polemica di parte (maschietti /femminucce ) ,ed evitando quindi – come fanno diversi – di cavalcare questo o quel destriero ( non maschile ,ma singolare generico) ,voglio indicare quello che mi appare il tratto saliente del commento . Che mi risulta :“questa legislatura è quella che conta il minor numero di donne elette dalla nascita dell’Italia repubblicana “. Non si tratta di Prodi o Berlusconi . E non si tratta di saper usare o meno il pallottoliere. Si tratta del fatto che tale rilevazione ha origine da elezioni non libere ,strettamente condizionate dalle segreterie di partito .
    Questo non interessa proprio a nessuno ?

    Rispondi
  3. Antonio Dani

    7 Gennaio 2007 alle 21:54

    Nella storia italiana ci sono due termini, collaborazionista e cooperatore, che indicano due infamie o non infamie di colore diverso. Tutti sappiamo chi erano i collaborazionisti, pochi sanno invece che “cooperatori” erano chiamati nei campi di concentramento alleati gli italiani che facevano la spia contro altri italiani fascisti. Chiaramente i cooperatori, e ce ne furono tanti assurti agli onori del dopoguerra, erano spregevoli collaborazionisti. Vengo al dunque, la preoccupazione per l’assenza di donne in politica. Ma le donne italiane dovrebbere essere orgogliose di non passare nel fronte collaborazionista o dei cooperatori, perché a meno di non essere veri idioti è sotto gli occhi che noi stiamo vivendo una fine, politica, culturale, antropologica. Questa fine potrà essere rinviata con mille “escamotages”, ma non evitata. E voi donne smaniate per entrare nel finale d’una scena che vi ha sempre escluse? Sveglia, sveglia belle signore! Antonio Dani

    Rispondi
  4. G.M.

    7 Gennaio 2007 alle 21:27

    Io però, da maschietto, devo dire una cosa, per mettere le cose apposto.
    La questione “toilette” o va tolta e ciascuno di noi entra ed esce come gli pare, ovvero ha ragione la Sig.ra Gardini. Wladimiro Guadagno ha ammesso che lui il pippolino ce l’ha e non ha alcina intenzione di castrarsi. Quindi ha fatto una bella provocazione., né di destra né di sinistra.
    Se posso scherzare una volta ho provato anch’io ed una bella signora, mi ha detto: “guardi che questo è per le donne” al che un po imbarazzato ho rimediato una scusa dicendo: “ha ragione signora, anche questo però”.
    Ecco, la genia dei giornalisti DI SINISTRA abituati a dare del fascista, o dell’ignorante, o tantissime altre cose a quella sottospecie che da quando è nato l’uomo E’ SEMPRE RIUSCITA A COMANDARCI (o governarci se preferite) è convinta che con questi “mezzucci” riesce a screditare gli avversari. NON SERVEEEEEE: E’ LA CAPACITA POLITICO-AMMINISTRATIVA che ti fa acquisire consenso e credibilità. E gli altri sono altrettanto intelligenti, anche se la pensano in modo diverso. Questo non giustifica però ne la soubrette Gardini, né l’ideologa Turco, ferme alla quota rosa!

    Rispondi
  5. Milena Samà

    7 Gennaio 2007 alle 16:23

    Per quanto concerne il problema della carenza in Italia di donne in politica,credo di poter dire con linguaggio giornalistico-sciistico che la soluzione dello stesso è “a monte”.Vale a dire che finchè la risposta alla domanda “Pole la donna….?”è NO,non vi sarà soluzione di sorta.
    Certo, teoricamente è possibile, ma in pratica non lo è.
    La nostra giovanissima democrazia ancora allattata da madre Chiesa,vuole la donna “angelo del focolare”senza concederle,pertanto,nessuna struttura idonea ed efficiente che le alleggerisca i compiti e le dia la possibilità di
    fare gli interessi altrui,tanto è impegnata a tutelare i propri, avendo il più delle volte a che fare con mariti tutti dediti, appunto, alle loro carriere professionali.
    Solo alcune elette con nomi impegnativi quali Mussolini o Moratti hanno avuto facile accesso alla politica,altre quali Finocchiaro e Prestigiacomo provengono da solide realtà lavorative (Magistratura e Confindustria),altre ancora quali Bonino,Rosy Bindi,Turco etc.hanno un piglio per così dire” maschile”.La Melandri avrà certo altri meriti ( a me ignoti) e così via fino a giungere alla Gardini che,al posto di apprendere velocemente cosa è la CONSOB si è intortata in un problema di..toilettes!
    Forse è che noi donne siamo generalmente più realistiche e pensiamo di fare ugualmente politica dal momento che la società ci ha affidato compiti di “bassa manovalanza” quali:
    1)-educare ed istruire le nuove generazioni (nelle scuole,oramai,la maggioranza dei docenti è DONNA)
    2)-rendere giustizia (in magistratura, infatti, tra un parto e l’altro con conseguente congelamento dei ruoli e quindi infinita attesa delle sentenze, i posti sono per lo più occupati da donne).
    3)-salvaguardare la nostra salute ( la medicina specialistica è al femminile).
    4)-Salvaguardare la nostra sicurezza ( in polizia e altrove ci sono già moltissime donne).
    Certo,non occupano ancora i vertici ma, piano piano,ci arriveremo. E allora?Forse il sogno si avvererà e tutti noi potremo davvero: honeste vivere,neminem laedere,suum cuique tribuere….Che ne dici?Vedremo.Milena Samà

    Rispondi
  6. Gino Di Maro

    6 Gennaio 2007 alle 16:04

    Cara Chiara,
    Una “Ségoléne italiana” non spunterà come un fungo come d’altronde non è spuntata così in Francia. So bene e condivido con Te che è cronico il problema della partecipazione femminile alla politica italiana, ma non esageriamo nel dire che si deve partire proprio “da zero” perché di donne preparate dedite alla politica comunque ce ne sono e ce ne sono state di significative. Continuiamo pure, se vuoi, a nominare la Gardini e la Carfagna per quelle che hanno dimostrato, ma mi vengono diversi nomi di altre meritevoli. Non le elenco per non dimenticarne altre ancora.
    Ti ripeto che questo processo va di pari passo con il rinnovo generazionale della politica che, per la mia parte, quella socialista, ho posto al primo punto all’ordine del giorno di un rinato soggetto socialista. E come per arrivare al rinnovo generazionale bisognerà fare leva nella società italiana che è una realtà comunque viva, così pure dovrà essere per la partecipazione femminile.
    Quanto al Tuo “dream” credo che corrisponde esattamente al mio e sicuramente a quello del compagno Mercanzin. Come vedi non sei sola e se si deve pressare ed alzare la voce sulle forze politiche per questa battaglia conta pure sui Socialisti, quelli di sempre!

    Rispondi
  7. G.M.

    6 Gennaio 2007 alle 14:19

    Ai ev-e drim tuu. Anderstend?

    Rispondi
  8. Chiara

    6 Gennaio 2007 alle 13:36

    Caro Gino, lo so che sei stato tu a dire per primo “Cerchiamo la Ségoléne italiana” ma, se mi permetti, il punto non è questo, sarebbe già un punto d’arrivo mentre noi dobbiamo cominciare da zero, purtroppo. Pressiamo i partiti, chiediamo conto delle loro scelte scellerate, invece di digunare alziamo la voce e facciamolo con forza, ogni giorno: per questo, mi dispiace contraddire la tua preghiera, continuerò a nominare la Gardini e la Carfagna, finchè arriveremo ad avere in Parlamento donne preparate, capaci, meritevoli, donne da votare con fiducia. Persone da sostenere, senza dover più sottolineare il genere sessuale. I have a dream…e lotterò fino in fondo per realizzarlo, spero con il vostro aiuto.

    Rispondi
  9. Gino Di Maro

    5 Gennaio 2007 alle 16:20

    Altro intervento maschile:
    Impegnatissimo come sono su un altro fronte non ho seguito come meritava la “cacciata” di Bondi e mi sono rifatto leggendo l’articolo dell’ottima Chiara Boriosi.
    Ciò che dice Biondi è irritante anche per chi è maschio perché, pare a me, che ciò che si cerca non è una giusta risposta al problema della partecipazione femminile alla politica (Chiara ricorda che “questa legislatura è quella che conta il minor numero di donne elette dalla nascita dell’Italia repubblicana”) ma piuttosto una soluzione al politichese da “giocare” contro il centrosinistra.
    Finita la campagna dei pretesi brogli elettorali, fatta una manifestazione nazionale che ha raccolto solo una marea di inutili insulti all’avversario, persi strada facendo gli UDC di Casini, ormai Berlusconi e C. qualcosa devono inventarsi perché un’opposizione seria, che sarebbe utile all’Italia (e lo dico avendo votato l’Unione), non hanno dimostrato di saperla fare.
    All’ora l’idea “geniale” di scimmiottare altrove mentre effettivamente non si è analizzato minimamente il perchè mai la Royal ha meritato di essere candidata alla Presidenza della Repubblica.

    Detto questo rivendico che il “Cerchiamo la Ségolène italiana” l’ho lanciato prima io di altri anche se le mie proposte e le mie battaglie, a differenza di quelle di Pannella non meritano di essere riportate (…. poi mi è stato rinfacciato che non so fare lo sciopero della fame …) se non su Pensalibero.
    E lo sostengo ancora per dare una risposta politica ad un problema e non per creare un fenomeno mediatico.
    Gino Di Maro

    P.S.: prego per carità di patria di non citare più la Gardini

    Rispondi
  10. Chiara

    5 Gennaio 2007 alle 16:13

    Vedi che Bondi serve a qualcosa?! Ci abbiamo messo molto, ma alla fine abbiamo capito il senso della sua presenza…scherzi a parte, anch’io sono d’accordo sul fatto che si debba parlare di persone, non di uomini e donne, ma è certo che l’incredibile arretratezza del nostro Paese costringe a parlare, purtroppo, di questione femminile. E mi rallegro, davvero, di vedere che gli interventi sotto questo pezzo sono tutti maschili. Che si stia muovendo qualcosa?!

    Rispondi
  11. G.M.

    5 Gennaio 2007 alle 16:03

    La donna è bella, la donna è dolce, la donna è mamma, la donna è moglie….
    copio da Chiara e mi faccio il mio Pole le…. n. 9.
    L’uomo è forte l’uomo è virile, l’uomo è concreto, l’uomo è retto l’uomo.
    Ecco: finche parliamo di UOMO E DONNA o di DONNA e UOMO, difficilmente andremo da qualche parte. SPERO INVECE CHE SI PARLI DI CAPACITA’ E DI ATTITUDINI PERSONALI. Troppo spesso si va avanti per appartenenza o peggio per conveniente amicizia.
    MASCHI O FEMMINE UOMINI O DONNE CHE SIANO.
    ROYAL, MERKEL, BACHELET E PRIMA Golda Mair, Indira Ghandi, ecc. hanno assunto responsabilità di governo senza quote, ma per capacità riconosciute, come “alcuni” uomini (non tutti, purtroppo).
    Cavolo se non ci fosse stato sto’ Bondi non avremmo avuto una discussione così accesa!

    Rispondi
  12. malabrocca

    5 Gennaio 2007 alle 15:03

    Ciò che affermi ha un suo fondamento, io sono portato però a pensare che sia ormai una posizione di comodo se non di rendita, eccezzion fatta per qualche bigotto incallito alla Buttiglione o alla Volontè.
    Ma questa è un altra storia.

    Rispondi
  13. Gabriele Ariola

    5 Gennaio 2007 alle 14:07

    Negli ultimi anni ’70 e nei primi ’80,ho fatto parte,unico maschietto,della commissione femminile del Psi napoletano.Intendevo,intendevamo quella commissione non di donne,bensì per le donne.Già allora si parlava di quote rosa,altrimenti definite.Fummo contrari e furono elette,negli organi dirigenti,più donne di quanto spettanti in base alle quote prestabilite.Costringemmo alla scelta per capacità,non per sesso.
    Ma perchè,malabrocca,le donne non si affermano?Puoi escludere l’influenza della cultura cattolica che pervade anche chi crede di esserne esente? Eva mangiò la mela e noi scontiamo il peccato originale.
    E’ difficile capire che Eva non fece alcun male,anzi fece bene.Potè accedere alla conoscenza,che è il vero peccato.

    Rispondi
  14. malabrocca

    5 Gennaio 2007 alle 10:16

    “La donna è mobile qual piuma al vento” , per questo spaventa tanto noi maschietti, statici, immobili, a volte ottusi.
    La donna è mobile, perché meno incancrenita nelle proprie convinzioni, l’emancipazione degli ultimi 50 anni, ha visto formarsi donne dinamiche dalle idee brillanti, dalla voglia di spendersi e mettersi in gioco e quindi non cristallizzate, come gli uomini, sui propri stereotipi.
    La donna osserva, la donna impara, la donna agisce, la donna pensa e questo sconvolge gli uomini o la maggior parte di loro, non pronti ad adeguare i propri comportamenti ed il proprio agire di conseguenza.
    Perché le donne, allora, non riescono ad imporsi sui maschietti, a volte insulsi, incompetenti ed insignificanti, ?
    Non ci riescono perché le donne non si fidano delle Donne, nell’atavica ed a volte inconscia convinzione che una donna , anche se amica, è una potenziale pericolosa rivale.
    Se così non fosse, le donne sarebbero le “padrone” essendo maggioranza assoluta nel paese, della scena politica.
    Gli uomini di potere, amano circondarsi di “oche giulive” di bella presenza che facciano rappresentanza senza però mai minacciare il proprio potere e se qualche donna riesce a sfondare, a prescindere, viene subito premiata con delle promozioni prestigiose, ma senza sbocco per il futuro.
    Per questo, le quote rosa non hanno senso, ci troveremmo ad avere qualche “oca giuliva” in più e peggioreremmo le cose.
    Non dico che dovrebbe nascere il partito delle donne, sarebbe un ghetto inqualificabile e ce ne sono già tanti, ma le donne dovrebbero imparare a votare di più per le Donne, siccome se togliamole “oche giulive” candidate per rappresentanza, di Donne ne restano poche, una di queste “rischierebbe” di diventare una Segolène Royal all’italiana.

    Rispondi
  15. Chiara

    4 Gennaio 2007 alle 15:41

    Caro Giampaolo, non sia mai che non raccolga una provocazione…io non ho bisogno di pubblicità perchè non ho velleità di soubrette, però se dovessi cercarla mi appiglierei a qualcosa che, almeno, mi facesse passare per una persona intelligente, cosa che finora alla Gardini tanto bene non è riuscita…

    Rispondi
  16. Giampaolo Mercanzin

    4 Gennaio 2007 alle 10:39

    Brava Chiara, ci sono cose che vanno dette anche molto fuori dai denti.
    Ti confesso che il successo della Royal, al di fuori delle quote rosa mi ha impressionato molto favorevolmente. e non è la sola nel mondo, per fortuna. Solo che quando le donne non sono di estrema sinistra generalmente non sono considerate in quota rosa .
    Comunqque consentimi una battuta scurrile. Anche tu hai bisogno di pubblicità, per cui la prossima volta il transessuale nel tuo bagno potrei farlo io. Boccaccia mia statte zzitta!

    Rispondi
  17. Gabriele Ariola

    3 Gennaio 2007 alle 22:00

    Eppure c’erano le liste bloccate.
    Non esistono scusanti,per nessuno.

    Rispondi

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