Siamo alle prese, ormai da tre anni, alle fasi più convulse della scomposizione del Berlusconismo senza che si intraveda ancora il punto di arrivo. I gruppi nei quali si è diviso il vecchio PDL non si contano più. La gente ne ignora le sigle e, a malapena, ricorda i nomi dei capibastone: Alfano, Verdini, Fitto, Quagliarello, Meloni, Bondi, e tantissimi altri che si muovono come marionette impazzite. La gente che ricorda i loro nomi non saprebbe però citare una idea, una sola, da poter associare a tanto dimenarsi e che sia di aiuto a capire contro cosa e per cosa si battono. Sanno comunicare solo con e contro chi stanno.
Sarà ancora peggio tra poco. Un’altra scomposizione è alle porte, destinata ad aumentare il marasma e i problemi di governabilità del paese. E’ la scomposizione che seguirà alla caduta di Matteo Renzi che le elezioni amministrative di primavera potrebbero accelerare. Perché in Italia alla caduta di un leader non segue una normale successione ma mille tribolazioni, lo spiega bene l’articolo pubblicato su questo stesso numero di Pensalibero “Il renzismo non e’ il nuovo che avanza: è’ solo vecchia politica senza i partiti”. Lo ha scritto un italiano che, però, vive a Londra ed è in grado di vedere alle nostre vicende con la necessaria obbiettività. La fine dei partiti e l’adesione degli Italiani al “cesarismo”, prima Berlusconi, ora Renzi, è la causa di tutte queste tribolazioni. Senza partiti, sostituire un leader è diventato un grossissimo problema. La mancanza dei partiti determina il vuoto attorno ai leader; un vuoto che crea periodi più o meno lunghi di incertezza. Quello che si sta verificando nel campo del centro-destra, accadrà, a breve, anche nel PD. E non è detto che la seconda crisi non avvenga quando ancora non si è risolta la prima.
Si prospetta in definitiva una situazione peggiore di quella del ’92. Allora crollarono solo i partiti di maggioranza per il golpe mediatico-giudiziario altrimenti noto come Tangentopoli. Oggi sono entrambi gli schieramenti che si sono alternati negli ultimi venti anni, centrosinistra e centrodestra, in via di spappolamento e senza riferimenti che possano sostituire Renzi da un lato e Berlusconi dall’altro. E, come se non bastasse, Grillo con i suoi Cinque Stelle che la maggioranza degli italiani non ritiene forza di governo e una miriade di fuggiaschi non in grado di offrire alternative.
Insomma, la situazione ideale per consentire a chi ha filo di tessere tela. E persino, se mettessero giudizio, qualche prospettiva anche per nuovi rappresentanti di quell’area culturale e politica laica e liberalsocialista che da troppo tempo è in panchina, senza mai effettivamente essere scesa in campo con intenzione di giocare in proprio.

Per certi versi pare dipingersi l’anticamera di un avvento politico Inquietante (per alcuni), necessario (per altri).
Io purtroppo non darei tanto per imminente l’uscita di scena del caratteriale di Palazzo Chigi, il quale sta giocando le sue carte da vero baro della politica. Ossia: la recita del conflitto con Bruxelles per rubare voti alla Lega, l’elemosina ai ceti meno abbienti, la visita ai “caduti” di Ventotene per farsi paladino di un europeismo antifascista e puro, ma ignorante qual è non sa che i confinati nell’isola avevano in mente l’Europa risorgimentale, verso cui corre un abisso storico e culturale con l’Europa di oggi. A queste ciliegine con cui il caratteriale tenta di restare in sella, si aggiungono le presunzioni di politica internazionale, come se i suoi viaggetti africani mettessero l’Italia in grado di risolvere i problemi del continente e quindi limitarne l’emigrazione, oppure le baldanzose tirate tipo ” l’Italia sarà la locomotiva d’Europa” e anche sciroppi del tipo ” dobbiamo realizzare i sogni dei nostri figli ” ( o suoi? ), e ancora ” Siamo qui per fare l’Europa non per obbedire a Bruxelles “. Insomma una fraseologia di luoghi comuni senza contenuto, così come vuota e la sua persona: guardatelo mentre cammina roteando i talloni da vero montato caratteriale. Ma basterà tutto ciò per aprire gli occhi agli italiani?.
No non basta Marzio, ma il suo credito si sta sgretolando, poco a poco…..
Caro Jurisp,
nessuna dimenticanza, “voluta” del movimento 5 Stelle. Solo un giudizio che, evidentemente, non coincide con il suo. Di questo, come si dice, dovrà farsi una ragione, visto che la maggior parte degli italiani è ben distante da M5S.
Si dimentica “volutamente?” la presenza in Italia dei M5S, che diventeranno l’unico partito onesto e finalmente al potere
è una scomposizione in attesa del Partito dalla Nazione , se non si farà si ricompatteranno le due contrapposizioni PD e PDL con il terzo incomodo M5S