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La schizofrenia italica e la teoria del prospetto

di Carla Ceretelli | 25 Gennaio 2015

carlaceretelliLa politica è in divenire: dal patto del Nazareno al patto dell’Accademia. Per ora forzarenzi

Trattasi di una sindrome che,  se  da una parte rivela richiesta di cambiamenti radicali, dall’altra agogna rimanere allo status quo della situazione al momento della probabile   e ipotetica scelta. L’uomo si comporta in modo differente quando gli si prospettano  possibili guadagni o  possibili perdite. Mentre  nel primo caso mostra avversione   al rischio,  nel secondo che ho detto, per assurdo,   è propenso ad assumersi dei rischi.

Ecco, noi in Italia facciamo così.

Il bilico si assesta  fra il conservatorismo pratico e il rivoluzionarismo a parole. A fronte di un mugugno perpetuo  si assiste a un comportamento che rivela avversione al rischio e immane prudenza. Tanto che spesso dà origine a una instabilità paradossalmente stabile  senza soluzione di superamento. Alcuni psicologi sostengono infatti che l’uomo soffre maggiormente per la perdita più che per la gratificazione della vincita. Dunque si afferma l’esistenza di un  framing effect per cui enunciazioni anche inconsce e inconsapevoli  logicamente equivalenti portano a differenti decisioni  dettate, pare, da altre  variabili come  il linguaggio utilizzato, il contesto , la natura , nonchè  la  percezione  soggettiva del problema, a livello psicologico.

Ma non si tratterebbe di ipocrisia. Semplicemente siamo fatti così, noi umani. In particolare noi italiani.  Qualcuno  sostiene comunque che la storia è  un susseguirsi  di  corsi e ricorsi che, essendo storicizzati, appunto, non si possono negare.

Tutto ciò premesso siamo davanti al quesito cruciale.  Sarà forse l’anno in corso quello del disgelo? Quello della famosa ripresa o,  per usare un neologismo obsoleto, quello della crescita? Quello in cui qualcuno riuscirà davvero a tendere verso qualcosa di positivo e di creativo superando addirittura  la paura di farcela,  che ci liberi da questo stallo indecente del vorrei ma non vorrei, del levati tu che mi ci metto io senza compicciare nulla se non prendersi a sgomitamenti fine a se stessi  al netto di   proponimenti seri e in  totale assenza di programmi organizzati e costruttivi. Troppe strade stradelli viottoli e tratturi che conducono al nulla.

Sarebbe invece  utile procedere non in fila indiana pedissequamente , bensì prendendosi  per mano tutti insieme appassionatamente in catena sinergica , della serie oggi faccio un passo avanti io domani lo fai tu, per ritrovarsi in linea dopo la costruzione di qualcosa di reale e proficuo.

Ma chi fa tendenza spesso è guardato con sospetto, suscita invidia. Odio e amore, in contemporanea, accompagnano i coraggiosi che tentano di cambiare verso e andare oltre. Pregiudizi e preconcetti danno origine a indagini da intelligence casereccio  per scoprire e capire se  esistono  soltanto biechi  secondi fini.

Perdendo di vista quella che potrebbe essere, finalmente,  una possibile soluzione se non   La soluzione.

E’ stato piacevole vedere Matteo e la Angela prendersi per mano e a braccetto appropinquarsi  verso lo  splendido David davanti al quale lei ha fatto rivoltare nella tomba Stendhal. Anche se, pare,  lui fosse stato sconvolto e caduto in deliquio in preda a tachicardia e allucinazioni,  dando origine  alla  sindrome sua propria, uscendo da  a Santa Croce. Insomma signori Firenze è Firenze. Questa è la capitale. Ma, prolissa com’è, o almeno come appare,  la cancelliera avrebbe detto di sentire la mancanza degli infissi germanici, duri e puri, che chiudono magnificamente e  ermeticamente.  Pare che i nostri facciano passare troppi spifferi. Ecco, noi in Italia facciamo così. Loro, in Germania fanno così. Riusciranno i nostri eroi a trovare il giusto compromesso?

Sinceramente ce lo auguriamo perchè così non si va avanti.

Con l’aiuto di Mario, naturalmente. Mario chi? Si si quello lì.

 

E la Rai nei tiggì ripeteva imperterrita il David di Donatello. Ahinoi ahinoi. Non solo ignoranti ma anche stupidi. Nel dubbio basta andare su google.

E, al colle? Votantonio votantonio…

Pubblicato in : Editoriale

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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