
Trattasi di una sindrome che, se da una parte rivela richiesta di cambiamenti radicali, dall’altra agogna rimanere allo status quo della situazione al momento della probabile e ipotetica scelta. L’uomo si comporta in modo differente quando gli si prospettano possibili guadagni o possibili perdite. Mentre nel primo caso mostra avversione al rischio, nel secondo che ho detto, per assurdo, è propenso ad assumersi dei rischi.
Ecco, noi in Italia facciamo così.
Il bilico si assesta fra il conservatorismo pratico e il rivoluzionarismo a parole. A fronte di un mugugno perpetuo si assiste a un comportamento che rivela avversione al rischio e immane prudenza. Tanto che spesso dà origine a una instabilità paradossalmente stabile senza soluzione di superamento. Alcuni psicologi sostengono infatti che l’uomo soffre maggiormente per la perdita più che per la gratificazione della vincita. Dunque si afferma l’esistenza di un framing effect per cui enunciazioni anche inconsce e inconsapevoli logicamente equivalenti portano a differenti decisioni dettate, pare, da altre variabili come il linguaggio utilizzato, il contesto , la natura , nonchè la percezione soggettiva del problema, a livello psicologico.
Ma non si tratterebbe di ipocrisia. Semplicemente siamo fatti così, noi umani. In particolare noi italiani. Qualcuno sostiene comunque che la storia è un susseguirsi di corsi e ricorsi che, essendo storicizzati, appunto, non si possono negare.
Tutto ciò premesso siamo davanti al quesito cruciale. Sarà forse l’anno in corso quello del disgelo? Quello della famosa ripresa o, per usare un neologismo obsoleto, quello della crescita? Quello in cui qualcuno riuscirà davvero a tendere verso qualcosa di positivo e di creativo superando addirittura la paura di farcela, che ci liberi da questo stallo indecente del vorrei ma non vorrei, del levati tu che mi ci metto io senza compicciare nulla se non prendersi a sgomitamenti fine a se stessi al netto di proponimenti seri e in totale assenza di programmi organizzati e costruttivi. Troppe strade stradelli viottoli e tratturi che conducono al nulla.
Sarebbe invece utile procedere non in fila indiana pedissequamente , bensì prendendosi per mano tutti insieme appassionatamente in catena sinergica , della serie oggi faccio un passo avanti io domani lo fai tu, per ritrovarsi in linea dopo la costruzione di qualcosa di reale e proficuo.
Ma chi fa tendenza spesso è guardato con sospetto, suscita invidia. Odio e amore, in contemporanea, accompagnano i coraggiosi che tentano di cambiare verso e andare oltre. Pregiudizi e preconcetti danno origine a indagini da intelligence casereccio per scoprire e capire se esistono soltanto biechi secondi fini.
Perdendo di vista quella che potrebbe essere, finalmente, una possibile soluzione se non La soluzione.
E’ stato piacevole vedere Matteo e la Angela prendersi per mano e a braccetto appropinquarsi verso lo splendido David davanti al quale lei ha fatto rivoltare nella tomba Stendhal. Anche se, pare, lui fosse stato sconvolto e caduto in deliquio in preda a tachicardia e allucinazioni, dando origine alla sindrome sua propria, uscendo da a Santa Croce. Insomma signori Firenze è Firenze. Questa è la capitale. Ma, prolissa com’è, o almeno come appare, la cancelliera avrebbe detto di sentire la mancanza degli infissi germanici, duri e puri, che chiudono magnificamente e ermeticamente. Pare che i nostri facciano passare troppi spifferi. Ecco, noi in Italia facciamo così. Loro, in Germania fanno così. Riusciranno i nostri eroi a trovare il giusto compromesso?
Sinceramente ce lo auguriamo perchè così non si va avanti.
Con l’aiuto di Mario, naturalmente. Mario chi? Si si quello lì.
E la Rai nei tiggì ripeteva imperterrita il David di Donatello. Ahinoi ahinoi. Non solo ignoranti ma anche stupidi. Nel dubbio basta andare su google.
E, al colle? Votantonio votantonio…

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