
La scelta islamista dei progressisti è sempre più chiara. I Fratelli musulmani da cui nasce Hamas con il suo programma genocidario, emarginati nei paesi arabi, si sono creati una base di massa nei paesi europei con quella che si manifesta sempre più come una scelta strategica delle sinistre. Il contesto qualche anno fa era di un respingimento dell’opzione islamista fondata sulla costante ricerca della guerra con Israele per conquistare il dominio del Medio Oriente in favore di una distensione che puntava non alla salvaguardia dello status quo chiamandolo pace, ma alla collaborazione tra mondo arabo e Israele.
Il progetto era quello degli Accordi di Abramo e convergeva nella realizzazione della cosiddetta “via del cotone” il corridoio IMEC dall’India all’Europa che era un’alternativa all’analoga via cinese (Belt and road initiative). È questo progetto che l’Iran (alleato della Cina!) e gli islamisti sunniti volevano far saltare muovendo guerra ad Israele e circondandola di eserciti e milizie in Libano, a Gaza, in Iraq e nello Yemen. Il 7 ottobre questo è stato e non se ne esce se non con la sconfitta dell’Iran.
Non capire questo contesto è demenziale oppure è una scelta precisa. Il movimento pro-pal non avrebbe potuto svilupparsi senza due condizioni: l’adesione massiccia del mondo progressista (politici, organizzazioni sociali, giornalisti, intellettuali) e la mobilitazione degli immigrati coordinati dalla Fratellanza musulmana magari camuffati da studenti (e l’Italia continua ad accoglierne).
Non è stato un caso l’odio per Israele fomentato attingendo alle fonti informative di Hamas assunte come verità indiscussa. I giornalisti in massa hanno deciso di imboccare questa strada senza alcun tentennamento fornendo non informazione, ma disinformazione con l’unico fine di fomentare l’ostilità contro Israele e la simpatia per la causa NON DEI PALESTINESI, ma di chi ne aveva assunto il controllo a Gaza: la dittatura militare e religiosa di Hamas. Sì le sinistre hanno appoggiato l’ideologia più retrograda che ci sia al mondo oggi, quella che vediamo simboleggiata dalla sottomissione femminile e dalla repressione crudele di chiunque voglia allontanarsi dalla fede islamica.
Questo hanno fatto le sinistre e stanno proseguendo inserendo nelle loro liste alle elezioni locali dei musulmani che chiedono il voto in nome di “Allah clemente e misericordioso” (il PD è in testa in questa gara). Mirano ai voti specie dopo che è emerso il peso decisivo del voto islamico nel referendum sulla giustizia (1,7 milioni di voti), mirano ad evitare rivolte degli immigrati musulmani (di prima seconda o terza generazione non conta, l’identità rivendicata è la stessa) come è accaduto in Francia o nel Regno Unito, mirano ad un’alleanza con l’islamismo sia arabo che iraniano. La svolta è seria ed è radicale ed è difficile da contrastare perché il mondo progressista include una Chiesa cattolica sempre più stordita dal ruolo buonista che si è scelta e detiene un’egemonia culturale indiscussa. I megafoni di Hamas su tutte le reti tv durante la guerra di Gaza lo dimostrano (e il genocidio è diventato una verità indiscussa come atto di fede nel palestinismo).
Claudio Lombardi
(da Solo Riformisti)

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