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La sanità italiana è più forte delle critiche

A dimostrarlo ci sono anche le decine di migliaia di centenari italiani. Questo risultato non dipende soltanto dalle riforme dei governi che si sono succeduti negli anni, ma anche dai progressi dei farmaci, della diagnostica e dalla qualità diffusa dell’assistenza. E i medici? Dovrebbero poter tornare a dedicarsi pienamente all’anamnesi, sottraendo tempo alla burocrazia, affinché il tempo che ci attende possa essere vissuto meglio e con maggiore dignità. Professionisti sanitari ulteriormente motivati dal giuramento di Ippocrate potrebbero davvero regalarci più serenità, ma a condizione che il sistema non dimentichi il ruolo fondamentale delle famiglie, spesso primo presidio di cura e sostegno.

di Angelo Santoro | 4 Aprile 2026

A dimostrarlo ci sono anche le decine di migliaia di centenari italiani. Questo risultato non dipende soltanto dalle riforme dei governi che si sono succeduti negli anni, ma anche dai progressi dei farmaci, della diagnostica e dalla qualità diffusa dell’assistenza. E i medici? Dovrebbero poter tornare a dedicarsi pienamente all’anamnesi, sottraendo tempo alla burocrazia, affinché il tempo che ci attende possa essere vissuto meglio e con maggiore dignità. Professionisti sanitari ulteriormente motivati dal giuramento di Ippocrate potrebbero davvero regalarci più serenità, ma a condizione che il sistema non dimentichi il ruolo fondamentale delle famiglie, spesso primo presidio di cura e sostegno. Sì, nel suo complesso il nostro Servizio Sanitario Nazionale è più forte di quanto alcuni vogliano farci credere, anche se non mancano criticità evidenti, come le liste d’attesa, le disuguaglianze territoriali e la carenza di personale. Dobbiamo avere più rispetto per la malattia e comprendere che un conto è criticare la sanità pubblica quando si è in buona salute, un altro è ascoltare chi trovandosi in una condizione di fragilità esprime anche legittimamente pessimismo. In quei momenti le parole pesano di più e incidono sulla fiducia, che è parte integrante della cura. La sanità è anche rispetto per la sofferenza che in larga parte si attenua non solo con le terapie, ma anche con la speranza e con la fiducia nel sistema. Per questo motivo il racconto pubblico della sanità dovrebbe essere più equilibrato e responsabile. Ed è anche questo il carico che la classe dirigente dovrebbe assumersi con maggiore consapevolezza: non solo migliorare ciò che non funziona, ma anche proteggere e rafforzare quel patrimonio di fiducia senza il quale nessun sistema sanitario può davvero reggere nel tempo.

Angelo Santoro

Pubblicato in : Editoriale

Info Angelo Santoro

Angelo Santoro è un giornalista e scrittore. Editorialista di “Avanti Online”

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