La Rosa nel Pugno, si è detto, dovrebbe avvviare un
processo costituente che vada oltre Sdi e Radicali.
Ce lo auguriamo davvvero anche perché quest’alleanza
ristretta ci vede un tantino perplessi.
Vi sono tuttavia degli aspetti innegabilmente
positivi: da una parte tale unione ha contribuito a
risvegliare uno Sdi appiattito sulle posizioni di Ds e
Margherita e di risvegliarne la natura laica propria
del socialismo europeo e dall’altra ha permesso ai
radicali di “modernizzarsi” e di diventare finalmente
forza di governo.
Purtuttavia i risultati sono e rimangono modesti e
ridotti.
Chi scrive, già nel 2002 (ma la proposta l’avevo fatta
ai radicali nel 1999 all’indomani dell’esploit di Emma
Bonino alle europee) in un articolo per Mondoperaio
dal titolo “Per una nuova aggregazione laica e
libertaria” teorizzava la nascita di un asse fra
radicali, socialisti (tutti, soprattutto i senza
tessera), liberali ed ambientalisti riformisti.
Proponevo anche un nome: “Sinistra delle Libertà”.
Un’aggregazione unitaria che andasse oltre i Poli e si
contrapponesse ad essi.
Tale progetto è poi nato ed è stato denominato “Rosa
nel Pugno”. Progetto, ripeto, assai ridotto e
riduttivo che mette assieme due minoranze e con
tematiche limitate.
Nella tanto denigrata Prima Repubblica, i cosiddetti
partiti laici di governo (Pri, Psdi, Psi e Pli)
avvevano il compito di arginare le istanze della
Democrazia Crisitana in un quadro di sostanziale
stabilità e di democrazia (visto che si
contrapponevano al più grande Partito Comunista
d’occidente finanziato dalla dittatura sovietica).
E così negli anni del Pentapartito di Centro-Sinistra
la cultura clericale era pressoché ridotta e mitigata
da quel 25 % di deputati laici, socialisti,
repubblicani e liberali in Parlamento.
Non fu un caso insomma che, proprio negli anni del
(vero) Centro-Sinistra si arrivò alla legge sul
divorzio, a quella sull’aborto, allo Statuto dei
lavoratori ed alla legge sul diritto di famiglia.
Tutte leggi di matrice laico-socialista.
Oggi, dopo la falsa rivoluzione di tengentopoli
montata da una giustizia a senso unico e la
conseguente scomparsa degli storici partiti laici,
l’avvento del berlusconismo e dell’ulivismo prodiano,
abbiamo visto come il clericalismo, privo di qualisasi
argine politico, è più presente che mai.
La legge sull’aborto è minacciata, la ricerca
sicentifica vietata e una possibile legge sui PACS
ancora al di là da venire.
Come se non bastasse vediamo la processione dei
politici italici in Vaticano per farsi ricevere dalle
Alte Gerarchie ed il Card. Ruini e il Papa un giorno
sì e l’altro pure intervengono nei mass-media sulle
vicende inerenti alla politica del Libero Stato
italiano.
Ora, posto che una presenza laica come la Rosa nel
Pugno all’interno di questo governo ci appare
importante, si tratta a nostro avviso di andare oltre
e di costruire un Partito più ampio (ciò che io chiamo
“Partito della Democrazia”) capace non solo di
arginare il clericalismo imperante nella politica, ma
anche di radicarsi nel territorio a partire dalle
elezioni amministrative, che si batta contro la
corruzione nei comuni, per la trasparenza, contro la
burocrazia, i Poteri Forti, che parli di lavoro in un
quadro di libertà economica, di giustizia giusta…
Il cosiddetto Partito della Democrazia dovrebbe
insomma essere il contrario del tanto osannato partito
democratico che non è altro che un’americanata
lanciata dai soliti cattocomunisti (amici dei
clericali e dei Poteri Forti) per essere riconosciuti
in Europa e nell’occidente quale forza di governo.
Peccato che, nonostante il possibile cambio di nome,
il loro DNA e la loro politica li smentisca
inesorabilmente.
Il mio augurio e le mie speranze vanno al Gruppo dei
Centouno affinché il nuovo soggetto
Laico-Liberalsocialista possa essere l’embrione di
questo Partito della Democrazia.
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Infatti il sottoscritto era contrario al “triciclo”è contrario al “partito democratico” non è affatto convinto della giustezza dei propositi di “pensalibero”.
Sonoconvinto che l’ unica alternativa per i socialisti italiani sia un partito socialista, laico, riformista che, non riesce a rinascere perchè ai vertici di tutti i partiti e partitini che dicono di rifarsi al socialismo, ci sa gente che del socialismo e/o di qualsiasi altra cosa , non glie ne può importar di meno. Questi pensano solo al cadreghino ed a matenere lo status a loro congeniale.
Per questo sostengo, da tempo ormai, che l’azzeramento delle cariche debba essere il primo atto, seguito da una convocazione che veda la partecipazione di tutti coloro che si sentono socialisti, indipendentemente dall’attuale collocazione, e/o iscrizione, e/o militanza ecc. ecc.Unica referenza per partecipare essere socialista.
Scopo finale, la rinascita di un partito socialista unico, collocato là dove la storia lo ha sempre collocato, non a rimorchio di chichessia ma a guida ed esempio per tutta la sinistra.
Un’ utopia ? forse ! Ma, chissà, a volte le utopie si realizzano.
Bravissimo malabrocca. Ma tra le virtù che ella pratica non è contemplata anche quella di evitare certe cattive compagnie?
Io e, credo, anche gli amici di Pensalibero lo facciamo stando lontani dall’Unione e dalla CdL. Almeno fino a quando non saremo così temprati da resistere alle tentazioni. Provi anche lei!
Vedi Ramon, andare sempre a sinistra, per un socialista, è la cosa più semplice e naturale .
Basta non avere interessi personali da anteporre a quelli collettivi, basta non farsi incantare dalle sirene del berlusconismo, basta essere vaccinati, essendo lombardo da sempre, alle lusinghe demagoghe della Lega, basta ricordare chi sono ed a chi si rifanno i signori di AN. Seguire i nostri padri, nell’ideologia e nei comportamenti, Nenni, Lombardi, Pertini non sono moti capitalisti e/o liberisti, sono morti socialisti e poveri perchè il rubare non era nel loro dna. Come vedi i concetti sono semplici, il difficile è metterli in pratica, io ci provo
e son convinto che molti altri socialisti ci provano anche se si sentono umiliati da chi li rappresenta e li ha rappresentati presso l’oppinione pubblica negli ultimi decenni.
E’ da manuale il comportamento di Malabrocca che seguo affascinato dal suo esordio su Pensalibero. Dovrebbe raccontarci lo choc che gli ha provocato l’ossessione di essere classificato ” a destra”, la qual cosa lo aiuterebbe a liberarsene.
Poi, soltanto poi, gli proporremo il compito più difficile: spiegarci come fa ad andare sempre a sinistra senza mai perdersi per strada.
Come opina sia accaduto a voi di Pensalibero.
Sottoscrivo tutto, meno l’ultimo paragrafo.
Continuo a leggere con attenzione tutto ciò che riguarda ” i 101″,più leggo e più ho l’impressione, spero di sbagliarmi, di un tentativo, neanche tanto occulto, di organizzare un qualcosa di desra, coinvolgendo con giri di parole, chi a destra non vuole e non può stare. I socialisti !
L’ iniziativa sarebbe lodevole se si sottoscrivesse che in nessun modo, mai, ciò che nascerà, se nascerà, potrà essere assimilato, accostato, aggiunto, alleato o anche solo in appoggio alla destra.
I socialisti, i laici ed iriformisti devono fare sponda contro il clericalismo, più o meno strisciante, contro il liberismo assoluto, senza regole e contro tutto ciò che di eversivo esprime il berlusconisno il leghismo ed il fascismo mimetizzato e strisciante che hanno inquinato la politica italiana .
A queste condizioni, il sottoscritto entrerebbe con entusiasmo in gioco e si spenderebbe senza nulla chiedere per se, per il raggiungimento dello scopo prefisso.
Penso come mè molti altri.