• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La riforma elettorale dei democratici: altruismo o gioco di potere?

La proposta verte su quattro aree principali che includono l’ampliamento al voto, gli aspetti finanziari della campagna elettorale, le leggi etiche e la protezione delle elezioni da interferenze straniere.

di Domenico Maceri | 4 Febbraio 2019

“Stanno cercando di rivestire questo gioco di potere con cliché di democrazia…. ma la proposta consiste semplicemente di cambiare le regole a beneficio di un partito”. Con queste parole scritte nel Washington Post, il senatore repubblicano del Kentucky Mitch McConnell, presidente del Senato, cercava di silurare un disegno di legge del Partito Democratico che modificherebbe molte procedure elettorali. Il disegno di legge H.R. 1,  House Resolution 1, cosiddetto “For the People Act”, apporterebbe un numero di cambiamenti al sistema elettorale che amplierebbe la democrazia anche se il Partito Repubblicano ne farebbe parzialmente le spese alle urne.

Si tratta di un disegno di legge solido non solo per le 571 pagine di testo. La proposta verte su quattro aree principali che includono l’ampliamento al voto, gli aspetti finanziari della campagna elettorale, le leggi etiche e la protezione delle elezioni da interferenze straniere.

Come si sa, meno del 50 percento degli americani si reca tipicamente alle urne, cifra bassa comparata a quella di molti altri Paesi democratici. Per ampliare la partecipazione il disegno di legge permetterebbe l’iscrizione ai registri elettorali online anticipatamente ma la dichiarerebbe legale anche lo stesso giorno dell’elezione per le contese federali. Toglierebbe il diritto alle legislature statali, spesso dominate dai repubblicani,  di stabilire i distretti elettorali assegnando il compito a commissioni indipendenti, rendendoli più competitivi. Garantirebbe il diritto del voto agli ex detenuti e migliorerebbe l’accessibilità al voto ai diversamente abili. Impedirebbe l’esclusione dalle liste elettorali i cittadini che saltano un’elezione e al momento li costringe a una nuova registrazione  e stabilirebbe il giorno delle elezioni come festa federale pagata per facilitare l’esercizio del voto. Il Distretto Federale di Washington D.C., più popoloso del Vermont e del Wyoming, diventerebbe uno Stato, meritandosi due senatori e un parlamentare per rappresentare i suoi cittadini.

Il finanziamento delle campagne politiche verrebbe anche modificato riducendo l’influenza del denaro. Colpirebbe Citizens United, la decisione della Corte Suprema che ha legittimato fondi quasi illimitati ai Super Pac che escludono l’identificazione dei contribuenti. Aggiungerebbe anche un’opzione per finanziamenti pubblici alle elezioni con un match di 6 dollari per ogni dollaro contribuito in piccole somme per le elezioni presidenziali e parlamentari (massimo piccolo contributo di 200 dollari).

Le dichiarazioni di dieci anni di redditi dei candidati per presidente e vice presidente dovrebbero essere rese pubbliche.

La corruzione in politica verrebbe anche affrontata. I legislatori non potrebbero spendere fondi pubblici in caso di accuse di molestie sessuali come hanno fatto fino ad adesso.

La sicurezza delle elezioni verrebbe anche affrontata in luce dell’interferenza russa nell’elezione del 2016 e la precarietà del sistema che in molti Stati si basa su macchine elettroniche potenzialmente soggette all’hacking.  Il disegno richiederebbe una copia cartacea dei voti per mantenere  sicurezza e evitare hacking. Richiederebbe inoltre chiarezza sugli annunci politici nell’Internet per identificare l’origine ed evitare influenze straniere. Le aziende digitali come Facebook, Google ecc. dovrebbero stabilire una banca di dati con liste di annunci pubblicitari politici pagati per 500 dollari o più aumentando in questo modo la trasparenza. Il comitato di insediamento di un nuovo presidente dovrebbe rendere  pubblici i contributi e le spese, onde sapere se fondi da Paesi stranieri cerchino di comprare influenza politica.

Il disegno di legge è sponsorizzato da 221 parlamentari, tutti democratici e con ogni probabilità sarà approvato alla Camera non appena le acque sullo shutdown si saranno calmate.

Le obiezioni di McConnell, però, fanno capire che il Senato non lo prenderà in considerazione e quindi non diventerà legge anche perché l’attuale presidente Donald Trump non lo firmerebbe. I contenuti però ci dicono che farebbe passi avanti per rafforzare la democrazia soprattutto alla luce dei recenti problemi dell’influenza russa nell’elezione del 2016. Inoltre, la facilitazione dell’esercizio al voto avvicinerebbe gli Usa a raggiungere l’ideale della democrazia.

H. R. 1 stabilirebbe alcune regole federali in un sistema elettorale stabilito in gran parte da un mosaico di leggi che riflettono il controllo statale. Questo potere locale sulle elezioni non verrebbe eliminato ma l’imposizione di alcune regole lo renderebbe più affidabile e omogeneo.

Il disegno di legge dei democratici non è completamente altruista ma va lodato per i suoi principi anche se non diventeranno legge nel vicino futuro poiché i repubblicani non si interessano, vedendolo come svantaggio per il loro futuro politico che prospera in elezioni con scarsa partecipazione. Ma anche se  H. R. 1 non dovesse mai essere approvato, ritiene la sua validità come ideale a cui aspirare poiché la democrazia si nutre dell’attiva partecipazione. Inoltre stabilisce le priorità del Partito Democratico che potrebbero dare frutto nel futuro con l’elezione presidenziale del 2020. La League of Women Voters, un’associazione non partisan che promuove la partecipazione al voto, si è schierata a favore di H. R. 1, indicandoci che i democratici sono sulla strada giusta non solo dal punto di vista pratico ma anche idealistico.

Domenico Maceri

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, cambiamenti, campagna elettorale, democrazia, elezioni, fondi pubblici, futuro, macchine, partito democratico, punto di vista, riforma elettorale, senatore, sistema elettorale, stranieri, usa

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti