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LA RICONVERSIONE DEL PROF. SALVATI

di Giacomo Properzj Il professor Salvati si accorge, con qualche anno di ritardo, del male che ha provocato all’Italia il bipolarismo all’italiana, cioè la prevalenza delle estreme negli schieramenti.

di Giacomo Properzj | 21 Febbraio 2011

L’Italia, come si può facilmente constatare, è investita turbinosamente da un dibattito sul sesso, in particolare, come avviene nei paesi clerico repressi, sul sesso a pagamento.
Per fortuna una minoranza di uomini che considerano se stessi molto intelligenti sfugge a questa tematica e ne affronta altre politicamente più presentabili. Per esempio il bipolarismo cosicché il professor Salvati si accorge, con qualche anno di ritardo, del male che ha provocato all’Italia il bipolarismo all’italiana, cioè la prevalenza delle estreme negli schieramenti: le estreme di sinistra ci hanno costretto per anni a fare un’opposizione folcloristica (registi, donne in viola, girotondi, fanciulli prodigio, ec. ec.) che ha solo rafforzato la posizione di Berlusconi, eletto personaggi disideologizzati che poi al momento buono hanno transitato verso di lui, ec. Dall’altra parte i leghisti hanno imposto il famoso “federalismo” che è diventato un mito anche se ancora non si è ben capito cos’è: si cita a sproposito Carlo Cattaneo, che vedeva nel federalismo lo strumento per arrivare all’unità del Paese e non si guarda all’esperienza passata. Per esempio, non si guarda ai risultati “straordinari” dell’autonomismo Siciliano (datato 1946) o a quelli dell’Alto Adige dove l’amministrazione locale, in virtù dei fondi ottenuti a scapito delle altre Regioni, riesce ad amministrare meglio che altrove ma con criteri che diremo etnici (non diremo razzisti anche se assomigliano a quelli sudafricani di qualche anno fa), non ringraziano nessuno, non vogliono celebrare l’unità d’Italia e sono pronti come i fiamminghi a lasciar tutto tranne i soldi (recentemente alla radio la senatrice altoatesina si è rifiutata di cantare l’Inno di Mameli).
Del vero problema dell’Italia che tra non molto inciderà malamente sui nostri personali interessi, cioè quello del debito pubblico, se ne parla poco e lo si delega completamente al Ministro Tremonti il quale Ministro dopo aver nascosto per anni la polvere sotto il tappeto (il debito era colpa di Spadolini e Craxi, i vent’anni trascorsi solo un leggero soffio di vento nella storia) ora spiega una cosa molto preoccupante per tutti noi e cioè che il debito pubblico è riequilibrato dal credito privato, cioè che i miei risparmi bancari compensano il debito dello stato e dunque, quando l’Europa ce lo chiederà, pagheremo con questi. Capito perché gli spalloni con la Svizzera hanno ricominciato a lavorare?
Non voglio dilungarmi perché, data la senile fragilità, mi verrebbe da piangere ma, visto il successo della prima, imploro il nostro Tommaso Greco di lasciarmi ancora una volta lo spazio per una piccola storiella.

Giacomo Properzj – le ragioni.it

allegato
Due barboni, seduti sui gradini di un supermercato a Pavia, vedono passare il Ministro Tremonti che ivi risiede:
“Ma quello è il ministro Tremonti – dice il primo barbone – un grande uomo, un grande economista, un personaggio che onora la nostra città”.
“Sì – risponde il secondo barbone – ma è avaro”.
“Come? Lo conosci?” dice il primo.
“Sì, l’altro giorno all’uscita del supermercato l’ho aiutato a portare due pesanti borse della spesa fino a casa. Quando siamo arrivati davanti al suo portone mi ha ringraziato e mettendosi una mano in tasca mi ha detto: grazie buon uomo questo è per il tuo caffè.”
“E cosa ti ha dato?” chiede ansiosamente il primo barbone.
“Una zolletta di zucchero”.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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