La Chiesa cattolica negli S.U. ha faticato non poco a farsi accettare, d’altronde l’America nasceva protestante, anti papista e anti monarchica. Gente nuova in fuga da un vecchio Continente statico e amante delle diseguaglianze. Tale avversione delle classi dominanti americane fu assai lunga a morire. Nonostante lo tsunami di emigranti dai paesi cattolici che si riversarono per tutto l’Ottocento e inizi del Novecento negli Stati Uniti. Il primo presidente che ruppe l’ostracismo nei confronti del papato fu Woodrow Wilson, quello che auspicò la creazione delle Nazioni Unite dopo la prima guerra mondiale nel 1919, in occasione della conferenza di pace di Versailles. Giunse a Roma a stringere la mano di Benedetto XV, creando un grande scalpore in patria.
Sebbene fra Stato del Vaticano e Stati Uniti le relazioni diplomatiche furono continue fin dal 1788, quando il papa Pio VI inviò un emissario a Parigi per incontrare il diplomatico appena assegnatovi dalla nuova Repubblica nel Nord America. Il diplomatico era il Fratello Benjamin Franklin, e la richiesta che il Papa gli fece fu semplice e concisa: << Sarebbe stato d’accordo il presidente George Washington che il Papa nominasse un vescovo nel nuovo Stato? >>. Ligio al dovere Franklin riportò la domanda al suo confrèr il presidente Washington, e ciò che tornò a dire al Papa era che egli avrebbe potuto nominare qualunque vescovo avesse voluto per gli Stati Uniti, poiché quello che la rivoluzione aveva portato alle colonie era proprio la libertà, inclusa la libertà religiosa; pur tuttavia il primo ambasciatore effettivo, William A. Wilson, presentò le proprie credenziali a papa Giovanni Paolo II soltanto nell’aprile del 1984.
Nemmeno a John Kennedy, primo ed unico caso di presidente cattolico, riuscì a nominare un ambasciatore ufficiale, anzi in occasione della sua nomina (1961) fu costretto a giurare pubblicamente che non avrebbe rispettato gli ordini impartiti dal Papa. Permaneva l’ostracismo delle classi dirigenti ad ammettere fra di loro elementi cattolici, tanta era ed è il timore della possibile influenza vaticanesca.
Ci fu un unico momento di comunione di spiriti fra l’America ed il Vaticano, nel periodo del presidente Ronald Reagan, non tanto perché cattolico di ascendenza paterna, ma in pratica membro degli evangelici Discepoli di Cristo, ma perché le due “potenze” si trovarono alleate sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, il polacco, per muovere guerra al comunismo. Fu in tale periodo che i vescovi cattolici americani divennero “patrioti americani” e un po’ evangelici, nel senso dei conservatori puritani, come lo sono i loro confratelli calvinisti. Questo irrigidimento portò il cattolicesimo americano verso non soltanto una mentalità per nulla relativista e modernista ma ad un primo distacco dalla secolarizzazione della Chiesa di Roma sempre più sprofondante in un cattolicesimo all’acqua di rose basata su una malcelata interpretazione del Concilio Vaticano II. La caduta del comunismo e la nomina di Bergoglio costituirono nuovamente due fratture, sia nei confronti Vaticano ed USA, sia all’interno della Chiesa degli Stati Uniti ove le teorie lassiste di Bergoglio (comunione ai divorziati, comprensione dei gay, famiglie atipiche, divorzio vescovile, ecc) hanno diviso i vescovi USA in pro e contro il nuovo Papa.
Ora i due Imperi, Usa e Vaticano, sono divisi come non mai e anche all’interno della Chiesa americana, soprattutto per le nuove nomine dei vescovi bergogliani è guerra aperta e anche sotterranea, nella quale tutte le armi sono buone, compresa la pedofilia(Carlo Maria Viganò-Theodore McCarrick) per bloccare Bergoglio. Il Papa non gode dunque le simpatie di Trump e viceversa, soprattutto e non soltanto perché amoreggia con Putin e con Xi Jinping, altri due Imperi nemici del Presidente americano, ma anche perché Trump incarna il liberismo capitalista sfrenato e l’eresia condannata recentemente dalla Placuit Deo della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Tutto ciò porta ad ipotizzare che ci stiamo avvicinando al dopo Bergoglio. Dispiace, ora che avevamo un Papa del “discernimento” cioè della Tolleranza, portatore di una grande visione della nuova religiosità, purtroppo non condivisa dai molti dei suoi confreres, non vedere la fine del progetto bergogliano.
Guglielmo Adilardi

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