Nel giorno in cui tutti guardavano ai risultati elettorali è arrivata la notizia, tanto inaspettata quanto attesa per oltre quarant’anni: il boss imprendibile, la primula rossa, il ricercato n°1 del paese è stato catturato. Cosa Nostra perde il suo più grande esponente, e anche se non sappiamo quanto questo potrà influire nello scacchiere mafioso, sicuramente quello inflitto al crimine siciliano è un colpo ad effetto che, sotto un aspetto di “immagine” pesa tantissimo nell’eterna lotta tra Stato e mafia.
Pisanu lascerà il Ministero dell’Interno potendosi godere questo successo che ne rafforzerà il ricordo nel già positivo ruolo svolto in questi anni alla guida di un dicastero certamente non tra i più facili.
Successo che è da attribuire tuttavia in gran parte all’eccellente lavoro svolto dagli uomini della Polizia e delle forze dell’ordine in generale, che sotto la guida dell’ottimo Grasso hanno portato a termine un’operazione lunga e laboriosa partita mesi fa dall’operazione chirurgica che il super boss di Corleone aveva svolto a Marsiglia sotto falso nome.
E così, tra grida di gioia di poliziotti e di cittadini comuni in festa, specie giovani che organizzando un sit-in spontaneo hanno accolto nel peggiore dei modi l’arrivo del boss in questura, si è chiusa una pagina durata ben 43 anni in cui Provengano, facendosi scudo di amici e fiancheggiatori, è riuscito a rendersi totalmente invisibile ed inafferrabile.
Una vicenda interminabile conclusa in pochi secondi tra i cori dei giovani e le esultanze delle forze dell’ordine, sotto gli occhi gonfi di gioia del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che ha vinto una battaglia memorabile contro Cosa Nostra ed il crimine in genere. E se la latitanza del boss è durata oltre quarant’ anni, c’è da sperare davvero che quel grido giovanile:“siamo noi, siamo noi la Sicilia quella vera, siamo noi” resti nell’aria di Palermo molto di più.
Angelo Marinazzo

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