“Via il segreto di Stato su tredicimila pagine che raccontano i crimini commessi dai nazifascisti durante la seconda guerra mondiale. E’ questo il nuovo e importante capitolo nel percorso di trasparenza avviato a Montecitorio di cui sono contenta perché un Paese veramente democratico non deve avere paura del proprio passato”
Ci conferisce la premièrefemme dello Stato. La presidenta che ha scoperto l’acqua calda, come spesso le capita. Con le sue esternazioni ovvie e banali.
Sarebbe opportuno evitare di fare di tutta l’erba un fascio e dividere gli episodi attribuiti ai nazisti da quelli attribuiti ai fascisti. Sarebbe opportuno e forse anche utile accantonare, per un momento, senza mai dimenticare. Andare oltre e pensare ai genocidi e alle stragi sotto il nostro naso, oggi. Prendiamo comunque atto dell’attività della nostra terza carica dello stato che si diletta a spendere risorse su temi ormai triti e ritriti che sono stati e sono sotto gli occhi di tutti da decenni propinandoceli come grandi scoperte secretate.
Ma in seguito alla fantastica scoperta boldriniana tutto ciò è on line sul sito dell’Archivio storico della Camera. Pagine ingiallite occultate e poi ritrovate, pare, in uno sgabuzzino. Ci narrano di stragi assolutamente inedite, forse per lei, come Sant’Anna di Stazzema, Fosse Ardeatine, Marzabotto, Monchio e Cervarolo, Coriza, Lero, Scarpanto, degli eccidi dell’alto Reno. In effetti non ne avevamo mai sentito parlare. Finalmente questi documenti sono stati desecretati. Finalmente.
Fra donne per parlare di donne, Luxuria sulla scia di Grillini, per i distratti noto esponente dell’arcigay, pretende che il Papa a nome della Chiesa tutta chieda scusa agli omosessuali del mondo intero, in particolare agli indios d’america latina, tutti gay secondo lei, per essere stati discriminati e poi massacrati. Dopo che Papa Francesco ha chiesto perdono ai popoli indigeni per le sistematiche incomprensioni ed esclusioni subite e per le spoliazioni delle loro terre. Alle persone, donne uomini e gay. Ma non le basta mai, il suo egocentrismo è plateale. Eppure pare una persona intelligente.
Intanto si viene a sapere una notizia che ci indigna e ci sconvolge. Un’altra donna, paladina dei diritti civili,minaccia di lasciare la politica, dopo l’uppercut, ancorchè prevedibile, che si è beccata. Eppure la novella Giovanna D’Arco ha ricevuto molto dalla politica. Un esempio ? L’alloggio di 110 metri adiacente Piazza Navona a 360 euro al mese che nelle periferie degradate se lo sognano. Ma lo snobismo e questo senso di superiorità morale fittizia la fanno da padrone. Mica ci perdiamo molto se va a casa, dopo aver lasciato ovviamente l’alloggio di cui sopra. Si potrebbe consigliarle un lungo viaggio ristoratore, e qualche unguento per curarsi le ferite, se proprio non se le vuole leccare, provocate da un “chi troppo vuole…” . Insopportabile e talmente abbarbicata alle proprie convinzioni che non riesce a rispettare quelle degli altri ancorchè maggioritarie, almeno per ora.
Siamo in democrazia bellezza.
Note a margine
Chissà chi gli ha portato cosa tanto per parlare di sicurezza interna del carcere.
Ma hanno segato le sbarre, si sono calati con lenzuola arrotolate e annodate, novelli papillon.. e hanno preso l’autobus come tutti gli altri, cioè senza biglietto.
Con due guardie carcerarie per 150 detenuti, questo l’effetto nobile dei tagli.
Due medici per Roma? Non è che è accanimento terapeutico e l’urbe così com’è o la evacui o chiami la protezione civile per dirla con Crozza.
Passera che cita e difende gli esodati e le pensioni di reversibilità non ha prezzo. Per tutto il resto c’è Fornero. Ma davvero qualcuno lo voterà?
A volte ritornano. Due senatori a vita lasciano l’aula stizzosi e pieni di alterigia come se qualcuno gli dovesse qualcosa, anzichè ringraziare il fato che li ha graziati di un immeritato dono a spese dei cittadini. Quelli della congiura antisilvio del 2011 bofonchiano all’indirizzo di quell’arrogante e irriconoscente giovanotto , che oggi per uscire dalla melma in cui si è invischiato riprende alcune tesi del Vecchio sull’UE.

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