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Bilanci a luglio e personale in mobilità ricollocato nei comuni, cambiare tutto per non cambiare nulla

I processi di semplificazione e modernizzazione della Pubblica amministrazione sembrano non dover mai passare per la riduzione del personale.

di Cesare Mannucci | 21 Febbraio 2016

“Affinchè tutto resti come prima è necessario che tutto cambi”.  Bilanci comunali e delle Città metropolitane che slittano ad aprile e a fine luglio, personale delle vecchie Province messo in mobilità con la riforma degli enti intermedi e che ora potrà essere assunto dai comuni. Scomodiamo questa settimana Tommasi di Lampedusa e il suo celebre Gattopardo per registrare ancora una volta come le riforme della pubblica amministrazione volute con forza dal Governo Renzi in realtà non modifichino nulla riguardo la spesa fuori controllo degli enti pubblici e locali e che la burocrazia è un mostro a dieci teste che si autoriproducono anche se ne tagli una o più in poche settimane ne spuntano nuove in numero doppio. Insomma le riforme tanto strombazzate e sbandierate all’opinione pubblica nei mesi scorsi come punti qualificanti e di merito del gabinetto riformatore del sindaco rottamatore siano in realtà degli specchietti per le allodole come qui su queste colonne abbiamo scritto e ribadito quando la maggior parte dei mass media al contrario con toni trionfalistici celebravano la grande opera innovatrice del Governo. E’ infatti di questi giorni la nota congiunta dell’Assocazione nazionale comuni italiani (Anci) e di palazzo Chigi che annunncia ancora una volta lo slittamento dei termini per l’approvazione dei bilanci di previsione di comuni fissata per il 30 aprile  e al 31 luglio quelli di Città metropolitane e Province. Il via libera definitivo al differimento è arrivato in settimana dalla Conferenza Stato-Citta’, riunitasi al Viminale. Ci si domanderà cosa c’è di strano in tutto questo. Nulla o quasi in realtà rispetto agli ultimi anni. Ma i lettori più in la con gli anni ricorderanno che una volta i bilanci dei comuni dovevano essere approvati entro il 30 novembre dell’anno precedente, in modo da avere una stima delle spese per l’anno successivo, mentre entro il 30 giugno veniva approvato il conto consuntivo (ovvero quello che il comune aveva speso l’anno prima). Incrociando i due documenti poi (dal consuntivo poteva risultare un avanzo di gestione), le somme  risparmiate potevano essere integrate nell’esercizio finanziario in corso per poter fare delle spese o investimenti aggiuntivi emersi nei primi mesi dell’anno. Era la pratica del buon senso quello che accade in ogni famiglia quando può verificare con l’estratto conto bancario il saldo corretto tra le entrate e le uscite e nel caso far fronte ad emergenze o spese che erano state rimandate in passato per mancanza di fondi. Se queste due date fisse vengono fatte slittare dai 5 ad 8 mesi capite benissimo in quale incertezza e in quale assoluta mancanza di programmazione si troveranno sindaci, assessori e presidenti di provincia. Questo è il primo degli aspetti negativi che questa settimana portiamo ad esempio. Il secondo annuncio che viene dall’Anci  è quello  della ricollocazione del personale messo in mobilità dalla riforma delle Province.  “Valutiamo positivamente le oltre 2.500 proposte di offerta complessiva di posti da parte delle amministrazioni interessate, per i circa 1.800 lavoratori delle ex Province inclusi negli elenchi di mobilità. Ora i Comuni possano tornare ad assumere – ha affermato il vicepresidente ANCI con delega alle politiche del personale e sindaco di Chieti, Umberto di Primio -. Visto che siamo arrivati a questo livello nella trattativa, avendo peraltro già avuto rassicurazioni dal governo, è essenziale che si possano riaprire i processi assunzionali nelle Regioni dove sono state concluse le ricollocazioni del personale perché non ha senso che i Comuni di una Regione debbano aspettare la conclusione dello stesso percorso in altre Regioni non ancora al passo”. Nella sua logica il ragionamento non fa una piega. Peccato che da anni in questo Paese si combatta con una burocrazia dilagante, asfissiante utile solo a se stessa che produce solo carta e malaffare, ostacolando in tutti i modi la sana imprenditoria nazionale. I processi di semplificazione e modernizzazione della Pubblica amministrazione sembrano non dover mai passare per la riduzione del personale. Una P.A. moderna ed efficiente risolverebbe tanti passaggi burocratici con pochi clic di mouse di computer come avviene all’estero. Da noi invece ci si preoccupa di non lasciare a casa nessun dipendente, che guarda caso vota e probabilmente si trova li grazie ai buoni uffici di qualche politico di rilievo o per merito delle segreterie di partito. Insomma come spiega benissimo il Principe di Salina va bene l’unificazione del regno d’Italia, ma gli affari devono continuare a seguire la tradizione consolidata.

Pubblicato in : Editoriale, La parola al SindacoTag: amministrazione, anni, annuncio, buon senso, estero, governo, italia, mass media, merito, opinione pubblica, palazzo chigi, renzi, riforme, tagli

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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