Sostiene Nicola Cariglia che Matteo Renzi riuscirà a far saltare chi conta
nella politica fiorentina, cioè i cattocomunisti, al tal punto che alle
primarie sarebbe stato votato strumentalmente anche da molti del
centro/destra.
Così come presentata sembra una riedizione riveduta ed aggiornata del Cavallo
di Troia e ci fa capire come la seconda repubblica è veramente alla frutta.
Ma, visto che Renzi si è trovato, per ventura o per sventura, in questa
posizione deve fare delle precise scelte e vanno fatte prima del 7 giugno.
Deve confermare apertamente ciò che sostiene Cariglia.
Deve denunciare che l’esasperazione contro il sistema cattocomunista
fiorentino è arrivata al tal punto che i fiorentini hanno dato vita ad una
congiura organizzata, ben organizzata, approfittando di un momento di
sbandamento degli avversari.
Deve, pertanto, chiedere il voto apertamente ai cittadini in questa veste.
Poi vada come vada. E ne terremo in buon conto al ballottaggio.
Ma non può stare nel PD e voler fare da anti-sistema, perché è noto che non
si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Non può fare l’entrista, il militante passionario e ragazzo del PD, l?astro
nascente del PD. Se veramente crede di cambiare la storia del comunismo, nella
variante cattocomunista all’italiana, suscita veramente perplessità.
In alternativa deve sconfessare Cariglia.
E noi non grideremo per questo. Perchè il ruolo di eroe non può essere
imposto a nessuno. Ma, dalla elementare conoscenza della storia del comunismo,
si troverà nel diverso ruolo della testa di legno, utile ai cattocomunisti, che
Lo utilizzeranno in un momento di difficoltà.
La storia del comunismo è piena di non comunisti, di bravi ragazzi, di
intellettuali e professionisti, che in particolari momenti il PARTITO ha messo
in posti anche prestigiosi per fare puntualmente quel che il PARTITO chiedeva
salvo essere sostituiti quando gli ordini non erano eseguiti a puntino.
Io, per amore di Firenze e della Sinistra, boccio Matteo Renzi, e sono dell’
avviso che va votata la lista SPINI per FIRENZE.
Ma ci è stata suggerita dall’ottimo compagno Alessandro Silvestri una
variante marocchina. Dice Gatto Silvestro, gatto maldestro, che si deve essere
più ambiziosi:
per mandare Spini al ballottaggio, si deve lanciare anche un appello a chi
voterà la lista “Sinistra per Firenze” perché, avvalendosi della facoltà del
voto disgiunto, per il sindaco sia votato appunto Valdo Spini.
Invitando i miei amici e compagni fiorentini a portare un bacione a Firenze,
Li esorto a votare Valdo Spini. E’ un’occasione per Firenze.
Gino Di Maro
P.S. solo per il Signor Renzi:
Signor Matteo Renzi,
Le do del “Lei” perché non militiamo nella stessa parte politica e perché non
mi sento autorizzato diversamente.
Anche io ho creduto di poter operare politicamente in un partito con i
cattocomunisti.
Ero nel PDS, sotto la segreteria D?Alema, e da dirigente di sezione
richiamavo la mia identità socialista. Vuole sapere come finì?
Mi resi conto che, anche se era cambiato il nome, ero nel PARTITO: dovetti
scegliere tra fare l’utile idiota o lasciare.
Le do un consiglio spassionato: per non trovarsi di fronte alla mia stessa
scelta, voti anche Lei per Valdo Spini.
Caro Gino,
io non assegno a Renzi né ad altri il compito di essere “cavalli di Troia”. Sono molto più lineare. Vedo, e parlando come 101 dico vediamo, in Renzi una grande opportunità per Firenze: di cambiare rispetto al passato ma anche di realizzare cose belle e utili. Ne ho già parlato varie volte su Pensalibero. Su queste cose utili e belle (città viva e aperta, infrastrutture, politica culturale non esclusivamente museale, etc. ) noi concordiamo. Un caro saluto, Nicola Cariglia

Dunque: l’accenno all’ipotesi “cavallo di Troia” (honni soit qui mal y pense ) ebbi a farla io ,in tempi non sospetti ,valutando episodi conosciuti ,del tipo sconfessione iniziale e quindi plateale abbraccio da parte di Domenici (funzionaro di partito,prima che Sindaco).
Quanto alla “esperienza” fatta dai soliti voltagabbana , non mi pare sia questione da prendere in considerazione .
E tra Spini e Renzi ,con tutto il rispetto della carriera politica ,mi pare preferibile affidarsi a chi ancora può dimostrare autonomia,novità , decisione pratica ,linearità ,piuttosto che fumose e sospette alleanze.
Certo ,a questi chiari di luna resta tutto da vedere….Che Dio ce la mandi buona e senza vento!
Caro Gino, ho già commentato il tuo scritto su Facebook, dunque perdonami se mi ripeto. La domanda te la faccio io: come si coniuga l’intento riformista di Spini con l’allleanza con i maestri del “no” a prescindere di Rifondazione Comunista? Come si governa una giunta dove ogni tentativo di azione, innovazione ed investimento viene bloccato a priori per rifiuto ideologico puro?! Ci siamo già passati, da questo travaglio, la nostra città ha pagato un prezzo troppo alto, ora è tempo di guardare oltre.
Mi dispiace, ma purtroppo non è possibile accomunare il voto a Spini con quello a Sinistra & Libertà. Anzi. In altra parte di Pensalibero mi sforzo anche di usare due parole per argomentarlo.
Preciso per Nicola Cariglia che la definizione di “Cavallo di Troia” è mia.
E su questa definizione, sulla veste cui si vuole presentare Matteo Renzi che non è ancora chiara, che aspettiamo un Suo intervento.