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La politica è un’arte

di Pier Paolo Segneri | 10 Marzo 2012

La sua missione è di sconfiggere il tempo e innalzare la vita dei cittadini: “abolire la miseria”, scriverebbe Ernesto Rossi. 

L’arte è linguaggio, comunicazione, creatività. La politica è un’arte. Non a caso, la politica è visione del mondo, intuizione delle forme, immaginazione del possibile, realizzazione di un’idea. In poche parole, la politica è l’arte del “nuovo possibile”. La politica è tale se è in grado di governare gli eventi, prevedere gli imprevisti, superare le crisi. La politica è tale se sa ascoltare, comprendere, osservare. Insomma, la politica è un’arte con sue specifiche peculiarità, con sue particolari caratteristiche, con forme e materiali di difficile lavorazione. Non è più il tempo degli alchimisti, degli stregoni e dei venditori di fumo. La politica, come pure l’arte, nasce dalla memoria, vive nel presente e si proietta con un progetto verso il futuro. La sua missione è di sconfiggere il tempo e innalzare la vita dei cittadini: “abolire la miseria”, scriverebbe Ernesto Rossi. I partiti politici devono cambiare forma e struttura. Devono darsi altre regole e rispettarle. I Radicali sono assai più avanti rispetto a questo cammino. La democrazia, infatti, necessita di un “metodo liberale” in grado di tutelarla mentre gli attuali apparati partitocratici, al contrario di quanto servirebbe, non hanno più niente di liberale al loro interno e sono ormai divenuti oligarchie verticistiche. Il Pd, l’Udc, il Pdl, la Lega e tutti i maggiori partiti appaiono vecchi, anzi: sono vecchi. Più che partiti assomigliano sempre più a soggetti burocratici senza idee e senza dibattito, troppo chiusi nelle proprie nomenclature e gerarchie, con la sola premura di trovare un modo per sopravvivere a questo cambiamento che rischia di spazzarli via. Il cambiamento in corso si muove secondo tutta un’altra mentalità rispetto a quella dominante negli attuali partiti. Al primo posto degli impegni degli attuali partiti, invece, c’è l’ennesima controriforma della legge elettorale, che vorrebbe cambiare tutto affinché nulla possa davvero cambiare. Il futuro non appartiene più a questi partiti, cioè a questa forma opprimente del Potere fine a se stesso, che esiste soltanto allo scopo di preservare e perpetuare se stesso. La politica non è quella rappresentata dagli apparati dei vari mono-poli, a cominciare dal Terzo Polo. La politica non è il pragmatismo ideologico dei fatti, ma la forza delle idee, del dialogo, della discussione. La Politica, con la maiuscola, non è il Potere. La Politica non è quella della partitocrazia. Casomai, la Politica è il “potere”, ma scritto con la minuscola, cioè inteso come “possibilità”. La Politica è l’arte del “nuovo” possibile.

Pubblicato in : Primo piano

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