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La politica è finita nel ridicolo

di Roberto Fronzuti | 23 Dicembre 2013

Un semplice seppur bravo avvocato è riuscito a determinare il “cambiamento” dove hanno fallito i mille deputati che discutono da molti anni, senza approdare a nulla. 

parlamentovuotoLa recente sentenza della Corte costituzionale che dichiara inapplicabile la legge sul cosiddetto “Porcellum” ha fatto sprofondare la politica del nostro Paese, nel ridicolo. Da anni e anni, le forze politiche discutono sull’opportunità di cambiare la legge. Un cambiamento invocato in modo quasi unanime, per reintrodurre la possibilità di scegliere il candidato da votare, in luogo delle attuali liste bloccate e dare all’Italia un sistema elettorale più governabile, visto che l’attuale ha messo in luce un “bipolarismo imperfetto”, caratterizzato dai deputati che cambiano “casacca” e dai partiti che si dividono e si aggregano per motivi di opportunità e non sulla comunanza di programmi.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, all’inizio dell’attuale legislatura, aveva cercato di prendere in mano la situazione e determinare il cambiamento, attraverso la nomina di dieci “saggi”, che avrebbero dovuto sfornare una nuova legge. Risultato: non si sa che fine abbiano fatto le proposte dei saggi. Il governo Letta nomina a sua volta un comitato di trenta “saggi”, che attualmente sono a casa a studiare, non si sa bene cosa, visto che alla fine si tratta di fare una semplice legge non la Costituzione italiana. E pensare che nel 1946 i nostri padri costituenti si sono messi a lavoro e in un tempo normalissimo, hanno varato quella che si dice essere la più bella Costituzione del mondo.

Mentre si discute da anni arriva il colpo di scena: la nostra massima Corte di giustizia, dichiara la incostituzionalità della legge che porta la firma del senatore Calderoli, che lui stesso ha battezzato come “Porcellum (porcata, se non fosse sufficientemente chiaro). Il lato ridicolo della questione è che il pronunciamento non avviene sulla base di una richiesta avanzata da un organo dello Stato, da un parlamentare o dai partiti; il tutto nasce dall’iniziativa dell’avvocato Bozzi di Milano (nipote dell’illustre e omonimo esponente del disciolto Partito Liberale).

L’anziano ed esperto avvocato Aldo Bozzi promuove una semplice azione giudiziaria in Tribunale, poi in Corte d’appello e successivamente, al terzo grado di giudizio in Cassazione, che si dichiara incompetente e rimanda il tutto alla Corte Costituzionale. Tutto l’iter svolto dall’avvocato Bozzi dura alcuni anni nel corso dei quali, i nostri politici non hanno trovato il tempo di varare una legge sostitutiva del Porcellum, che anticipasse la sentenza della Corte Costituzionale. Che altro dire? Vergogna! Un semplice seppur bravo avvocato è riuscito a determinare il “cambiamento” dove hanno fallito i mille deputati che discutono da molti anni, senza approdare a nulla.

Il risultato di tutto questo porta alla conclusione, che grazie all’avvocato Bozzi, il Porcellum è definitivamente accantonato. Finalmente, alle prossime elezioni si andrà a votare con una nuova legge.

Pubblicato in : Primo piano

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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