È ormai palese, oltre ogni evidenza, la pervicacia ottusa con cui i partiti si rifiutano di risanarsi, di ripensarsi e di rinnovarsi.

Lasciati ormai ai ricordi dei nostalgici amanti del cavillo parlamentare i governi balneari che allietarono la nostra infanzia, evocando immagini da fumetto di Fanfani a mollo con la ciambella, siamo passati direttamente alla politica del colpo di sole, chè non ci sono più le ragionevoli estati di una volta e viviamo ormai sotto la rovente dittatura degli anticicloni africani. Il cui effetto sulle sinapsi arrugginite dei nostri politici andrà pur studiato, prima o poi, per tentare di dare una spiegazione scientifica, o almeno una accettabile scusa, alle mirabolanti scempiaggini che ci stanno di nuovo ammannendo.
Al di là di ogni basso calcolo elettorale, risulta ad esempio francamente inconcepibile la ventilata alleanza fra Casini e Bersani, due sfiatati tromboni di troppo lungo corso che paiono aver dimenticato – ops, che sbadati – di spiegare ai loro potenziali elettori che siccome non sono in sintonia su nulla e si sono sin qui combattuti a colpi di transfughi da un partito all’altro, oggi riuniti dall’unico comune ideale che è quello di salvarsi le ammosciate terga fanno le pubblicazioni di un matrimonio destinato a durare meno di un ipotetico flirt fra Balotelli ela Fornero. E, nel caso, scommetteremmo di più sul secondo.
Come se la disastrosa esperienza dell’ultimo governo Prodi non fosse mai esistita, le due volpi della provincia emiliana – che, diciamolo, specie di questi tempi meriterebbe rappresentanti di gran lunga migliori – ripropongono una ammucchiata insensata, una raffazzonata macchina acchiappavoti destinata a sfasciarsi in un turbinio di veti incrociati e contrapposizioni ideologiche su ogni singolo provvedimento dovessero discutere nella sventurata ipotesi di una loro avventura governativa in tandem. E non ci affatichiamo neanche a ricordare la abissale differenza che dovrebbe – ma il condizionale qui è davvero d’obbligo – separare la sinistra e i cattolici sui temi etici e su quelli dei diritti civili negati, ma vorremmo proprio conoscere, sempre che esista, sia chiaro, la loro linea comune sulle politiche economiche, sulla scuola, sulle riforme istituzionali, in sintesi su tutti quei temi su cui si sono amabilmente scannati in Parlamento per anni, prima dell’avventodelprofeta Monti che li ha visti uniti nel soccorso a chi garantiva loro la sopravvivenza al potere senza nemmeno doversi affaticare a chiederla agli elettori.
Questa sciamannata alleanza, basata sul nulla e motivata solo dall’ansia di garantirsi un successo elettorale, tuttavia dovrebbe fornire la garanzia di stabilità e di mantenimento degli impegni presi riguardo al risanamento del bilancio ed al taglio della spesa pubblica che l’Europa, ma ancora più la ferocia dei mercati, ci chiede di rispettare – se mandassimo al governo un gatto ed un topo, avremmo maggiori possibilità di vederli trovare un accordo per il bene comune, e maggiori garanzie sulla durata di tale sodalizio.
E questa ipotesi ci riporta al nodo cruciale, quello sul quale continuiamo ad avvitarci, senza peraltro riuscire a venirne a capo, un vero nodo gordiano che alla fine, temiamo, qualcuno si incaricherà di tagliare con la spada aprendo la strada a guai peggiori.
È ormai palese, oltre ogni evidenza, la pervicacia ottusa con cui i partiti si rifiutano di risanarsi, di ripensarsi e di rinnovarsi; la vetustà e la scadente qualità delle loro classi dirigenti, del tutto estranee all’elaborazione di idee e avvezze solo alla contrattazione per l’occupazione di tutti i ruoli chiave del potere, impediscono ogni altra via che non sia quella dell’ennesima dilazione della resa dei conti, inventandosi mezzucci di piccolissimo cabotaggio destinati, in caso di vittoria – e la sola idea ci terrorizza – a sprofondare ancora di più questo paese nelle secche dell’impotenza, in mano ad un governo costruito su una alleanza esclusivamente elettorale.
Il solo fatto che persone che stanno in politica ed in Parlamento da una vita, come Casini e Bersani, si arroghino il diritto di prenderci per i fondelli con una simile ridicola proposta, dovrebbe indignarci ed al tempo stesso spingerci a decretare unavoltaper tutte la fine di questa mala politica che ci ha portati alla rovina. Ma dovrebbe anche farci ragionare su quale sia la strada da seguire, perchè i sondaggi che danno in costante crescita il delirante Grillo sono la peggiore risposta data dall’esasperazione, e non certo la scelta di una sensata e ragionevole alternativa.
Perchè se le cose restassero così, e se a primavera prossima ci trovassimo il duo Bersani-Casini al governo, ed in Parlamento oltre cento deputati Grillini, allora siamo disposti a farci stranire anche noi da Caronte ed a lanciare una proposta quantomeno basata sul merito: Pirlo Premier e Prandelli Presidente della Repubblica. Per Cassano alle Pari Opportunità stiamo trattando.

Notizia interessante, però la Notizia viene descritta meglio qui