
Prendo spunto da un interessante retroscena di Repubblica sull’assemblea di Assolombarda per alcune riflessioni sul rapporto tra grande industria e politica. I punti sottolineati nell’articolo sono 3:
1. Le grandi imprese si sentono ignorate
2. C’è paura di recessione
3. Il Governo non è all’altezza delle aspettative
Un filo rosso lega le risposte: ve la dovete prendere con chi vi consiglia in campo di PR istituzionali. Non li chiameremo lobbysti, perché a mamma non si può dire che si fa lobby in Italia, ma ci siamo capiti.
1. Probabilmente qualcuno si deve essere illuso che dalle parti di Roma ci si dimenticasse i nomi di chi ha finanziato Calenda. Spoiler: no, se lo ricordano benissimo. Un paio di applausi a vittoria appena ottenuta non sono sufficienti per farlo scordare. Quello che vi è andato davvero bene, in termini di fortuna sfacciata, è che in altri tempi non ve la sareste cavata “sentendovi ignorati”. E mi fermo qua. Di sicuro, l’accusa di “pensare maggiormente a PI e piccole imprese” è delirante. Quand’è stata l’ultima volta che avete fatto eleggere qualcuno? Quand’è stata l’ultima volta che avete dimostrato di poter essere votati almeno dai parenti stretti? Ecco, le Partite Iva sono 4 milioni. Voi, nella migliore delle ipotesi, siete 4 gatti. Ricchissimi e vitali per la nazione, ma con una fedeltà elettorale nulla e la bruttissima abitudine di non saper leggere la realtà. Governisti sempre finché le cose vanno bene, progressisti quando a pagare sono gli altri e conservatori quando qualcuno vi fa notare che servirebbe un’innovazione che vi potrebbe danneggiare l’ultima riga del bilancio. Il mix perfetto per considerarvi mentre applaudite, ignorarvi quando chiedete qualcosa di impegnativo e osteggiarvi quando provate a reagire.
2. La recessione non è una paura. E’ il piano della Lagarde per evitare che l’inflazione cresca. E che, per una volta, i costi inevitabili della crescita li paghino i non imprenditori. Diciamocelo, è un piano criminale. E diciamolo con altrettanta chiarezza: l’Italia questa battaglia la sta facendo. Per davvero. Quindi sfugge di cosa vi stiate lamentando.
3. E quale Governo è mai all’altezza, verrebbe da dire. Ma questo è l’unico punto fondato. Ma si basa sull’ennesimo errore strategico di aver votato in massa un partito degnissimo, ma con una classe dirigente di centrosud, che si è trovato con una massa di voti che non si aspettava di prendere a Nord. Insomma, vi siete fatti tentare dall’esotico e ora state scoprendo che vi mancano gli interlocutori sul territorio e con quelli che avete non vi intendete. Altro enorme capolavoro dei vostri consulenti, direi.
Come se ne esce? Non c’è una soluzione facile, ma il primo punto è sicuramente cambiare chi vi consiglia. Troppa gente che sta là per farvi sentire intelligenti invece che darvi gli strumenti per capire un mondo bizantino, frustrante e inutilmente macchinoso. Da cui, però, dipendente tutti. Tutti.
Il secondo è decidere di schierarvi, per una volta, dalla parte di chi ancora manda avanti questo paese, vi fa costantemente da banca e di fatto crea la rete su cui potete prosperare: le PMI. Non dico le Partite IVA, non esageriamo con la solidarietà, ma le PMI per Dio, quelle sì. Quelle che il salario minimo ucciderebbe. Quelle che l’ESG falcidierebbe. E via di innovazioni che avete accettato precisamente per questi motivi. Di fatto, siete il fiore di questo paese, ma avete fatto il deserto attorno a voi e ora vi domandate dove siano i portatori di acqua. Ecco, fate rete, mettete a disposizione relazioni e capitali, poi ne riparliamo, che ne dite?
Il terzo è capire che in Italia la scelta di sostenere chi produce c’è in tutti i programmi, ma è DAVVERO presente solo nelle forze moderate. Per un milione di ragioni, la prima delle quali è che, parlando a folle meno oceaniche, ci si può concentrare sul dire cose intelligenti. Calenda è stato un’idiozia, non in quanto Calenda, ma in quanto ipotesi fuori dal mondo che potesse contare qualcosa dopo le elezioni. Va sostenuta la parte moderata di chi vince. Sono le basi. E siccome a sinistra non c’è alcuna parte moderata e il centro vincerà l’anno del mai nel mese del poi, le scelte diventano drasticamente poche, non trovate?
Ecco, quell’area del centrodestra è colonizzabile. Mentre criticate Giorgia dalla Garbatella due riflessioni sul dopo fatele. Potrebbero servire.
Luca Rampazzo

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