La ragazza “bonita” anche se non più freschissima, e tuttavia ancora bella, ritorna poco a poco sulle ginocchia del suo ora amato, ora odiato, principe azzurro.
Già dalla scoperta dell’America, Cuba fu la fidanzata preferita, l’eletta dei magnati del momento. In quei tempi dove a seguito del trattato di Tordesillas, il Nuovo Mondo veniva diviso in proprietà della Spagna e del Portogallo, la “perla del Caribe” già aveva un trattamento privilegiato, si costruivano palazzi, fortezze, mansioni, città che non si vedevano più nemmeno nel vecchio continente, e l’Isola divenne luogo d’elezione per nobili (e banditi ndt.) spagnoli. Per Cuba passavano baldanzosi bastimenti carichi di ricchezze sottratte, che andavano alle metropoli d’Europa, e tra tutte le amanti che ebbe l’imperio colonialista, Cuba ricevette sempre un trattamento speciale.
E quando si sciolse dalla mano della malandata e impoverita Corona spagnola, attraverso l’Emendamento Platt, seppe ricadere per la terza volta, tra le braccia del fiammante magnate moderno, gli Stati Uniti d’America.
Pero’ quando anche questa relazione si stava raffreddando, perchè la fidanzata dei ricchi e famosi decise che andava a tentare la sorte in una avventura autonoma, quando minaccio’ di rendersi nuovamente indipendente, già aveva un nuovo pretendente che sebbene di non gran lignaggio, con ineguagliabile potere.
Ad appena due anni, dal “trionfo della Rivoluzione” e senza tanti giri di parole, dopo che Fidel aveva giurato di rifiutare d’emblée il comunismo, Cuba la bella, si fidanzo’ ufficialmente con l’URSS, con il quale già aveva una relazione di straforo, anche se ampiamente conosciuta per tutto il quartiere.
Sebbene in quel momento la patria dei Soviet, fosse una delle due potenze mondiali (e in questo senso Cuba poteva presumere di avere un fidanzato poderoso) il fatto è che il glamour e la raffinatezza brillarono per la propria assenza e la Perla si ritrovo’ tra le ruvide braccia della dittatura del proletariato.
Anche se per Fidel fu sufficiente che Mosca gli promettesse manforte in cambio della propria anima, nel crocevia dei due destini. L’Unione Sovietica tuttavia, quando sopraggiunse Gorbačëv tradi’ Cuba, lasciandola per fidanzate più sofisticate, meglio agghindate, di aspetto molto più alla moda anche se con meno gusto; Cuba si senti’ offesa nel più profondo del proprio orgoglio, e intimo’ a Mosca di portarla con sé verso nuovi destini (la relazione era agli sgoccioli) ma Mosca si nego’ come un uomo maturo che avvicinandosi alla terza età, desidera sperimentare i suoi ultimi assaltii di virilità, con una tigrotta assai più giovane e infinitamente più vitale.
La verità è che Fidel non discusse niente di questo con i milioni di scheletrici zombie, che sopra le proprie biciclette cinesi, sbucavano da ogni dove a zigzag per evitare mandrie di zanzare assatanate, che non trovavano nemmeno una traccia di globulo rosso che valesse la pena, addosso a quelle pellacce coriacee per via del Rum “scintilla di treno” , la pasta d’oca (terribile preparato con tutti gli scarti possibili e impossibili di macelleria) e l’inferno degli apagones (le continue interruzioni di elettricità senza preavviso).
Cuba, la Cuba dei fratelli “Castramazov” disse: Ah si’? Resisteremo in ogni modo, “Socialismo o Morte!” Il mio popolo sparirà per fame o per pidocchi, pero’ noi non ci arrenderemo. E cosi’ ella usci’ in strada in preda alla follia, mezza nuda, come posseduta da un demone che non controllava, a cercare un nuovo fidanzato…I cinesi erano stati disprezzati da Fidel e condannati pubblicamente negli anni nei quali pareva che l’URSS sarebbe stata eterna e conveniva farsi passare per un imperterrito anti-maoista. “No way” dissero i cinesi, che voleva dire “no Huawey!” Anche se Cuba era ormai una sperimentata sgualdrinella sopravvissuta al passare del tempo, non le resto’ più rimedio che andare alla ricerca di un fidanzato rustico, volgare, indecente, impresentabile in società; ma non c’era altra alternativa, doveva trovarlo e doveva essere un “mazzetta” come si dice a Cuba di quelli che posseggono molto denaro. Incontro’ il Venezuela. Normalmente una persona come Chàvez per il Fidel degli anni sessanta, settanta e ottanta, non sarebbe passato niente di più che un deviazionista populista, o nel miglior caso come un revisionista, un militare opportunista che giammai avrebe potuto incarnare nessun serio cambiamento. Un gigione poco serio e intelligente al quale l’URSS avrebbe ordinato immediatamente di dare le spalle. Pero’ i tempi erano cambiati, e il compagno Chavéz passo’ ad essere lo stendardo della rivoluzione latinoamericana. Nel mentre le gracili palme reali, l’aroma dell’aria, la bellezza della sabbia, l’insieme delle città cubane, soffrivano nel vedersi fidanzata di quel tipo caricaturale. Cuba non aveva niente contro il Venezuela, anzi l’adorava, pero’ non per esserne la promessa sposa, magari una fugace amante del pomeriggio, una amica e confidente sempiterna a proposito di pesca e di peccati… La Perla del Caribe, per la prima volta conobbe la desolata sensazione di esserlo stata e di non esserlo più, come un Tango o come un incubo. Fino a quando non arrivo’ Obama e a poco a poco Cuba inizio’ a fargli gli occhi languidi, Raùl Castro comincio’ a mandare messaggi in chiave occulta attraverso la trasparenza del ventaglio della seduzione e Barack ne accuso’ la ricezione. Il presidente americano era nella necessità di ottenere un buon risultato (una hit, parlando nel linguaggio del baseball) giacché ultimamente non gli stava ben riuscendo le messa in pratica delle sue pur lodevoli intenzioni. Chissà, penso’ che forse occorreva ben altro per ottenere il premio Nobel per la pace, che spostare quà e là eventi sulla timeline. Il Papa con il suo spirito modernizzante della chiesa (fino ad un certo punto) ha anche svolto un’attività valorosa nel tentare di unire in sacro matrimonio, due antichi conoscenti, due fidanzati del passato. Cuba è ritornata col suo ex principe azzurro, e parrebbe aver risvegliato tutta la vecchia passione per i buoni affari, in quanto non solo è bella, ma lo è con tutto il candore…Restano solo da vedere i termini dell’accordo prematrimoniale, e lo stile di coppia che sceglieranno per interpretare questa unione scintillante e ricca di glamour sulle più rinomate riviste patinate di tutto il mondo.
Questo si’, ben sposata, affinché non si commenti nel quartiere e nessuno torni a rumoreggiare che quando finirà i dané “La Perla” esca di nuovo a prostituirsi.

Lascia un commento