Il fatto è che non vale più la regola principale della democrazia, che le elezioni si vincono al centro. Perchè, semplicemente, il centro non c’è più.
Come uno sciame di insetti che ha perso l’orientamento, politici , stimati opinionisti e esperti di sondaggi non sono più capaci di prevedere i movimenti elettorali e ancora meno di articolare politiche possibili che incontrino il gradimento popolare. Il fatto è che non vale più la regola principale della democrazia, che le elezioni si vincono al centro. Perchè, semplicemente, il centro non c’è più, o, meglio, sta scomparendo il ceto medio, che si esprimeva politicamente al centro e di questa progressiva scomparsa si sono resi conto, molto prima degli astuti politici e dei dotti opinionisti, i diretti interessati, che molto concretamente si sono accorti che stanno perdendo tutte le certezze economiche, sociali e politiche su cui si basava il loro solido centrismo, fulcro di un progresso senza avventure, gestito da chi tendeva a rinviare ogni riforma, con il sostanziale aiuto di una opposizione incapace di proposte concrete, che potevano turbare l’assolutismo di una propaganda utopica.
Così gli interessati hanno perso la voglia di andare a votare secondo le attese di lor signori. Non ci vanno e basta, oppure ci vanno e combinano sfracelli.
E’ un fenomeno che riguarda tutte le democrazie occidentali: chi avrebbe mai pensato che un democratico molto progressista e per di più negro facesse due mandati come presidente USA? e che nello stesso periodo gli elettori del Congresso ne spostassero la maggioranza in senso assurdamente e fanaticamente conservatrice, addirittura dando dignità e peso ai fanatici del creazionismo, l’ISIS della Bibbia, che deve essere presa alla lettera? evidentemente non sono le stesse persone a votare.
In Europa invece prevalgono a sorpresa le new entry politiche, con un messaggio breve ma chiaro: i professionisti della vecchia politica ci han mostrato anche troppo la loro incapacità a livello locale , nazionale e internazionale: prima che combinino un altro dei disastri mondiali che sono la specialità dell’occidente, vadano a casa. Per cui a destra prevalgono populismi vicini all’isolazionismo , a sinistra un assemblearismo permanente. Il tutto sostenuto dalla grande diffusione della rete che salta le mediazioni culturali dei “maitre à penser” della comunicazione. Ma soprattutto il numero dei votanti si riduce paurosamente, per cui non si può mai sapere se quelli che voteranno saranno gli stessi che hanno già votato prima.
La sola cosa certa è che nessuno ha una ricetta in tasca per sostenere le proprie ambizioni. Non ce l’hanno i patetici sventolatori degli antiquati calepini di sinistra, sempre in rissa e frazionamento tra di loro, e non ce l’hanno i sommi sacerdoti dell’economia, che sta dimostrando di avere le stesse basi scientifiche dell’astrologia. Non ce l’hanno mai avuta gli urlatori dell’isolazionismo razzistico.
Modestamente, si può solo parlare di metodo: le potenzialità delle rete sono ancora tutte da sfruttare e certamente sta avvenendo un enorme rivolgimento culturale, simile a quello dell’introduzione della stampa, che consentì a tutti di leggersi la bibbia nella propria lingua senza la mediazione dei sacerdoti. Non è che quella volta sia poi andata così bene, speriamo di fare meglio questa…

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