
Dice Repubblica della modifica alla legge pensionistica in Finanziaria per l’uscita anticipata dal lavoro per la mia generazione:
“Non c’era fretta di intervenire sulle norme Fornero. Tanto più che si applicano su una coorte – quanti hanno iniziato a lavorare dal primo gennaio 1996 – che comincerà a pensionarsi in modo rilevante dal 2030. Si tratta poi di lavoratori totalmente contributivi che prenderanno quanto versato, senza scassare i conti.”
In caso interessasse a qualcuno, questo è terrapiattismo finanziario. Per quattro ottimi motivi:
1. Non è vero che i lavoratori che hanno il sistema contributivo “prendono quello che versano”. Quello che versano va a coprire le pensioni dei retributivi.
2. Quello che FORSE riceveremo sarà FORSE versato dalla generazione successiva. Avete presenti quelli che piangono su Tik Tok per le otto di lavoro giornaliere? Ecco, loro. Buona fortuna a tutti noi.
3. Quindi, il contributivo è un CALCOLO, di quanto spetta, NON UN METODO DI PAGAMENTO della pensione. I metodi di pagamento delle pensioni, ad esempio, sono quello a capitalizzazione, ovvero metti da parte dei soldi, io li investo, te li ridò quando sei anziano. Il metodo di pagamento Italiano è quello a ripartizione. Il metodo di calcolo può essere retributivo o contributivo. Il secondo è più prevedibile e meno oneroso. Ma non è minimamente quello che Repubblica crede che sia.
4. In breve: i soldi che paghi con i contributi se li prende lo Stato che li distribuisce come più gli piace. Tu devi sperare che fra qualche decennio ci siano abbastanza contribuenti per fare altrettanto.
In definitiva: per la mia generazione fate tutte le norme che vi pare. Tanto in pensione non ci andremo mai, salvo che non mettiamo via i soldi noi. Tanto vi dovevo.
Luca Rampazzo

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