• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La nomina di Stefania Craxi e lo specchio della comunità socialista

La nomina di Stefania Craxi a capogruppo al Senato di Forza Italia ha riaperto una discussione che attraversa da anni la comunità socialista italiana, una discussione che non riguarda soltanto la politica attuale, ma il modo in cui questa comunità continua a rapportarsi alla propria storia, alle proprie ferite e alla figura di Bettino Craxi.  C’è chi ha accolto questa nomina come un segnale di riconoscimento verso un nome che per decenni è stato oggetto di demonizzazione; c’è chi invece la vive come un tradimento, come se ogni gesto che riguardi un Craxi dovesse essere interpretato attraverso la lente del sospetto.

di Angioletta Massimino | 28 Marzo 2026

La nomina di Stefania Craxi a capogruppo al Senato di Forza Italia ha riaperto una discussione che attraversa da anni la comunità socialista italiana, una discussione che non riguarda soltanto la politica attuale, ma il modo in cui questa comunità continua a rapportarsi alla propria storia, alle proprie ferite e alla figura di Bettino Craxi. 

C’è chi ha accolto questa nomina come un segnale di riconoscimento verso un nome che per decenni è stato oggetto di demonizzazione; c’è chi invece la vive come un tradimento, come se ogni gesto che riguardi un Craxi dovesse essere interpretato attraverso la lente del sospetto. 

Eppure, Stefania Craxi è la figlia di Bettino Craxi, uno dei protagonisti più discussi e più complessi della storia repubblicana, l’unico grande statista che molti riconoscono dopo Alcide De Gasperi, un leader socialista che ha segnato un’epoca e che ha pagato un prezzo altissimo, umano e politico. 

La sua fine è stata una tragedia disumana, e non si può ignorare che fu tradito anche da molti dei suoi stessi compagni. 

Nel 1992 il Partito Socialista Italiano si dissolse, e quella dissoluzione non fu impedita da chi avrebbe potuto farlo. 

È comprensibile che la figlia di un uomo travolto e isolato abbia scelto di allontanarsi da chi riteneva responsabile di quel tradimento.

Non è necessario condividere ogni sua scelta politica per comprendere la legittimità dei suoi sentimenti. 

La responsabilità penale è personale e non si tramanda agli eredi. Continuare a colpire un cognome significa rifiutare la complessità della storia e trasformare la memoria in un tribunale permanente.

Persino Antonio Di Pietro, uno dei principali accusatori di Craxi, direi il più pervicace, ha riconosciuto che in quella stagione ci furono eccessi e sproporzioni. 

Se persino chi guidò l’accusa ammette che si è andati oltre, forse è davvero tempo di chiudere un ciclo e di restituire alla storia la sua complessità, senza più indulgere in persecuzioni infinite.

Rimane una domanda che non possiamo più eludere: com’è possibile che una comunità che si riconosce nella tradizione socialista fatichi così tanto a distinguere tra memoria, identità e fanatismo?

Quando questi tre piani si sovrappongono, la memoria smette di essere un luogo di verità e diventa un campo di battaglia, l’identità si irrigidisce in appartenenza tribale e il fanatismo prende il posto della riflessione critica. 

È un fenomeno che non riguarda solo i singoli, ma il modo stesso in cui la nostra comunità elabora il proprio passato e immagina il proprio futuro. 

La memoria dovrebbe essere un patrimonio complesso, capace di accogliere luci e ombre; l’identità dovrebbe essere un terreno di confronto, non un recinto; il dissenso dovrebbe essere una ricchezza, non un pretesto per scomuniche reciproche. 

Se il Socialismo vuole tornare ad essere una cultura politica viva, deve ritrovare questa capacità di distinguere, di ascoltare, di comprendere, di non trasformare ogni divergenza in una frattura insanabile. 

Una comunità che non sa più discutere senza aggredire, che non sa più riconoscere la dignità delle persone, che confonde la fedeltà con l’accecamento, è una comunità che rischia di smarrire se stessa.

Viviamo un tempo attraversato da guerre, instabilità, crisi economiche e sociali che mettono a dura prova le democrazie e la convivenza civile.

In un contesto così fragile, la responsabilità di chi assume ruoli istituzionali non è mai soltanto politica: è anche morale, culturale, umana. 

Per questo motivo, al di là delle appartenenze e delle simpatie, rivolgo a Stefania Craxi un augurio sincero: che possa tracciare una linea politica capace di tenere la barra dritta, con equilibrio e senso delle Istituzioni, in un momento in cui l’Italia e il mondo hanno un disperato bisogno di stabilità, misura e visione. 

Non si tratta di condividere ogni scelta, ma di riconoscere che, quando il mondo è sopraffatto dalle guerre e dalle paure, chi guida ha il dovere di farlo con lucidità e responsabilità.

E forse, proprio da questo riconoscimento, la nostra comunità socialista potrebbe ritrovare un po’ di quella maturità che l’ha resa grande: la capacità di guardare oltre le ferite, oltre i rancori, oltre le appartenenze rigide, per tornare ad essere una comunità che pensa, discute e costruisce, senza paura della complessità e senza bisogno di nuovi nemici.

Angioletta Massimino

Pubblicato in : Editoriale

Info Angioletta Massimino

Siciliana, socialista e imprenditrice, scrive per passione, fa giornalismo come ricerca della verità e porta avanti l’editoria come attività imprenditoriale.
La sua formazione comprende studi classici, musicali, giuridici, sociologici e giornalistici.
Dal 1987 ha guidato la ‘Massimino Editrice’ e la Tipolitografia ‘Sicilmediterranea’, collaborando con Giuffrè, Giappichelli e Istituzioni accademiche.
La Sicilia è il centro del suo impegno: una terra ricca e capace, spesso relegata in un ghetto culturale e politico. Il suo lavoro nasce dall’esigenza di restituirle spazio e dignità.
Socialista per convinzione, ha fatto parte della Commissione Nazionale di Garanzia e del Consiglio Nazionale del PSI, contribuendo alla redazione di un’interrogazione parlamentare sul MUOS e alla stesura di un disegno di legge sullo stalking giudiziario.
Ha collaborato con diverse testate, tra cui Avanti! Online, I Nuovi Vespri, Il Faro sul Mondo, Il SudEst, PoliticaPrima, AKIS REGALE e La Giustizia.
Vive e lavora in Sicilia.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti