• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La nobiltà della Politica

Come dice Max Weber, la politica deve mettere insieme l’etica della convinzione e l’etica della responsabilità, ovvero saper commisurare le finalità con i mezzi disponibili, con lo sguardo addestrato a guardare nella realtà della vita.

di Sergio Casprini | 30 Settembre 2018

Se non si è portatori di una visione storica e di strumenti di analisi culturale e di un serio e coerente patrimonio di valori e di idealità su cui fondare programmi di governo, la politica si fa asfittica e di corto respiro ed esposta alle degenerazioni, anche in senso morale, del potere quotidiano. La politica mette così a rischio la sua componente ideale e spirituale, la parte etica e umana della sua natura, di cui peraltro essa non potrà mai spogliarsi del tutto…

Thomas Mann Moniti all’Europa 1947

 

Il vento della antipolitica soffia da alcuni anni nelle società democratiche dell’Occidente, sostenuto da movimenti e partiti populisti in contrapposizione alle tradizionali forze politiche che hanno governato ininterrottamente dalla fine della seconda guerra mondiale.

La crisi economica, il discredito della classe dirigente per casi frequenti di corruzione oppure perché al servizio di fazioni e di interessi di parte e non del bene pubblico, hanno accresciuto le distanze tra popolo ed élite politico-economiche e convinto, anche in Italia, molti cittadini che in democrazia gli eletti siano i “portavoce” della volontà popolare, superando di fatto la rappresentanza parlamentare classica, che è legittimata dal voto sì, ma per fare in piena autonomia gli interessi dell’intera Nazione e non di una parte sia pure consistente di essa.

Se guardiamo infatti alla storia dei parlamenti europei dopo la fine dell’assolutismo monarchico, i rappresentanti del popolo, a partire dalla costituzione francese del 1791 e poi in tutte le costituzioni dell’Ottocento (compreso lo Statuto Albertino del 1848), progressivamente acquisirono sempre più la rappresentanza politica di tutta la nazione.

E in Italia, infatti, se l’articolo 1 della Costituzione affida la sovranità al popolo, “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, l’articolo 67 stabilisce che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Niente di più distante, quindi, dai diktat dei populisti o dei sovranisti.

Oggi più che mai, nella crisi dei valori e degli ideali democratici, non va delegittimata la Politica insieme ai suoi esponenti, ma va anzi rifondata nei suoi valori costitutivi, ridandole quel prestigio che aveva alle origini. Piero Calamandrei scrisse che la politica non è una professione. Il che è ovvio se si vuol dire che non può essere soggetta alla stessa logica degli affari. Ma la nobile arte della politica vuol dire vocazione e alta professionalità. Essa, come dice Max Weber, deve mettere insieme l’etica della convinzione e l’etica della responsabilità, ovvero saper commisurare le finalità con i mezzi disponibili, con lo sguardo addestrato a guardare nella realtà della vita. Se questi sono i tratti distintivi dell’uomo politico, la politica non può essere affidata al dilettantismo. Un dilettantismo e un’impreparazione culturale che portano alla demagogia e al disprezzo delle regole della democrazia e dello stato di diritto.

Una professione, quindi, quella del politico, che deve saper unire la razionalità dei programmi e degli obiettivi con la sincerità e la passionalità di accenti nella difesa del patrimonio di valori e ideali del suo Paese, entrando così in sintonia con i bisogni e i sentimenti non solo dei suoi elettori ma di tutti i cittadini.

Chi invece denigra l’arte della politica e parla in nome del popolo oppresso da fantomatici poteri forti, auspicando forme di democrazia diretta, prepara il terreno (eterogenesi dei fini) a forme di governo illiberali e autoritarie; e forse all’avvento dell’Uomo della Provvidenza.

Sergio Casprini

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, antipolitica, classe dirigente, costituzione, crisi, crisi economica, demagogia, democrazia, disprezzo, fini, governo, guerra mondiale, italia, la nazione, natura, nazione, parlamento, rappresentanza politica, seconda guerra mondiale, statuto

Info Sergio Casprini

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marco Bonavia

    1 Ottobre 2018 alle 09:22

    Gentile Professore, è un piacere leggere il vademecum del perfetto politico, che modestamente sottoscrivo appieno. Mi chiedo però, e me ne dia Lei notizia, ha scritto altrettanto quando le banche fallivano con la complicità dei modesti, ma professionisti, politici al governo? Oppure quando Verdini si definiva “il taxi di Montecitorio” per trasferimenti da una compagine all’opposta? O , mi aiuti a ricordare, quando l’amico broker di Renzi rastrellava azioni di banche popolari a gennaio, in vista della modifica da popolari a SpA con impennata delle azioni di borsa di cui ha largamente beneficiato, tra altri pochi, il sig. (!) DeBenedetti? Vorrei dimenticare le evoluzioni turistiche del condannato Formigoni, che insieme ai vari Berlusconi, Scaiola, e gentiluomini dell’una e dell’opposta fazione, hanno vieppiù esasperato anche il popolino più credulone. Quel popolino tanto sottovalutato dai governi degli ultimi trent’anni, oggi ha deciso di toglier loro la fiducia. Spero vivamente che le Sue preoccupazioni non nascano solo oggi.
    Cordialmente

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti