L’inchiesta sul Mostro di Firenze continua a partorire…mostri. Ormai se ne è perso il conto: all’inizio, nei primi anni ’70, toccò ai “guardoni” essere indicati come autori dei delitti contro giovani coppie appartate che insanguinavano le colline fiorentine; poi a varie categorie professionali, dai macellai ai chirurghi. La scienza della criminologia indicò poi una via infallibile: le persone mentalmente tarate e complessate. Ma gli unici processi sono stati fatti a sciaguratissimi “compagni di merende”. Oggi siamo tornati ad indagare su ambienti altolocati, vere e proprie lobbies fatte di possidenti, medici, farmacisti, giornalisti, scrittori, magistrati, etc. Le inchieste sul mostro di Firenze sono il terreno sul quale niente è incredibile e non esiste alcun confine tra mondo fantastico e mondo reale. E così, per la serie “ora puntiamo ai mandanti” che in Italia ha sempre successo, il PM di Firenze Paolo Canessa ha inviato l’avviso di chiusura delle indagini (si tratta dell’inchiesta ter) al Farmacista di San Casciano Francesco Calamandrei: secondo l’accusa sarebbe stato il mandante di almeno cinque doppi delitti. Avrebbe pagato Pacciani per farsi consegnare i macabri feticci asportati dalle vittime. Ma in tal modo l’inchiesta fiorentina (questa) si salda con l’inchiesta del sostituto procuratore di Perugina Mignini, secondo il quale il farmacista sarebbe anche il mandante dell’uccisione di un medico perugino, Francesco Narducci, trovato affogato nel lago Trasimeno nel 1985. Secondo Mignini in realtà sarebbe stato ucciso per ordine degli stessi che ordinavano di uccidere le coppiette nei dintorni di Firenze. E tra loro ci sarebbe stato anche il giornalista Mario Spezi incarcerato per 23 giorni con l’accusa di “depistare” le indagini.
Insomma, un guazzabuglio, che ha ispirato anche diversi libri, fra i quali, ultimo in ordine di tempo “Dolci Colline di Sangue”, proprio di Mario Spezi.
ORMAI UN GIOCO DI POTERE?
Spezi ripercorre in “Dolci Colline di Sangue” tutte le tappe della vicenda del “Mostro di Firenze”.
Mostro che nell’immaginario collettivo ha il volto di Pietro Pacciani e poco importa se le indagini sono ancora in corso e se attualmente in carcere, con l’accusa di essere il mostro, vi è Mario Vanni, detto Torsolo, uno dei famigerati compagni di merende.
Eh si. Perché gli ultimi anni della suddetta cronaca giudiziaria sono stati caratterizzati dal processo ai “compagni di merende” di San Casciano, meraviglioso borgo nei pressi del capoluogo toscano.
Pietro Pacciani detto i’Vampa, Mario Vanni detto Torsolo (la parte più inutile della mela, ndr), Giancarlo Lotti detto Katanga, e poi ancora i vari Nesi, Faggi, ect ect. I primi tre accusati volta volta di essere assassini o complici, gli altri considerati super teste.
In realtà scorrendo le pagine del libro di Spezi si rivivono vicende oramai dimenticate. In carcere con l’accusa di essere stato il mostro di Firenze si sono alternati caratteristici personaggi, dal guardone Spalletti (oggi si definirebbe voyeur e troverebbe su internet pane per i propri denti) ai vari componenti della banda sarda (anche questi si potrebbero definire gang band bisex!!!) composta dalla famiglia Vinci & Co. Tutti volta volta scagionati perché il mostro colpiva ancora.
Vi sono stati poi numerosi personaggi che parrebbero usciti dalla trilogia del Signore degli Anelli. Dal necrofilo al falso ginecologo. Vi sono persone che, negli anni della terribile caccia al mostro, non hanno retto alle infamanti accuse rivoltegli da vicini di casa e si sono perfino tolti la vita.
Insomma, la vicenda del mostro di Firenze è stata una tragedia cittadina, sia per chi, come le vittime e i propri parenti, ha pagato il prezzo più caro sia per chi si è visto sbattuto in carcere o sui giornali con le peggiori e più infamanti accuse.
Ad oggi l’unico che ancora continua a pagare le proprie (?) colpe è Mario Vanni, in carcere con l’accusa di essere il mostro.
Ma le indagini non si fermano e la squadra anti mostro dell’oramai famoso commissario Giuttari continua con le indagini; forse anche lui, come lo siamo noi e come lo sono la maggior parte delle persone, non è del tutto convinto che Vanni sia il mostro.
Oggi la clamorosa svolta delle indagini! Dopo aver per annI ventilato accuse – rafforzate a gran voce dalla sedicente giornalista romana Carlizzi che, a suo dire, è direttamente in contatto con la Madonna di Fatima – a mandanti misteriosi ed appartenenti ad ambienti altolocati, riunitisi in logge deviate, si apprende dai giornali che la SAM ha individuato un nuovo ed unico mandante per 5 (solo 5) delitti: il farmacista di San Casciano Francesco Calamandrei.
Non è un nome nuovo. Egli fu accusato anni ed anni or sono dalla moglie di detenere nella propria abitazione feticci umani conservati in frigorifero; moglie sotto cura psichiatrica e ritenuta incapace di intendere e di volere.
Ma non vogliamo entrare nel merito della vicenda. Invitiamo alla lettura del libro chi volesse apprendere ulteriori informazioni.
Ma una riflessione finale la vogliamo fare. Tutto ciò ha un senso?
Lasciamo ai lettori di Pensalibero la riflessione. Ciascuno si dia la risposta nella quale crede.
L’impressione purtroppo, però, è che non si arriverà mai alla fine della vicenda e che tutto sia diventato oramai uno “sporco” gioco di potere per tenere in piedi l’intera organizzazione investigativa ed il potere che ne consegue.
Claudio Tirinnanzi

Quando si parla dei mali della giustizia facendo riferimento alle iniziative ed ai comportamenti della magistratura nei confronti di inquisiti che sono anche uomini politici, si creano sempre due partiti: i difensori d’ufficio dei magistrati “a prescindere” e coloro che invece vorrebbero poterli criticare come qualsiasi altra categoria di persone o di professionisti.
Mi chiedo se i difensori “a prescindere” hanno argomenti anche per casi come questi e se i più che legittimi dubbi costituiscano tentativi di “delegittimazione” dei magistrati secondo l’accusa che viene lanciata come arma contundente quando mancano gli argomenti.
In conclusione: se si parlasse più spesso dei mali giudiziari facendo riferimento a casi di gente comune, forse qualche passo in avanti si potrebbe compiere per riformare un sistemanel quale, secondo me, molte sono le cose da buttare via.