• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La morte di Navalny: dall’ Italia serve una reazione unitaria e forte forte

Qualunque ne sia la causa – la morte di Alexey Navalny rinchiuso in  isolamento  (per una condanna a 19  anni) nella colonia penale  “Polar Wolf”  sopra il circolo polare artico toglie ogni dubbio residuo sul fatto che le  elezioni presidenziali  della Federazione Russa (il prossimo 17 marzo 2024) saranno una tragica  farsa.

di Marco Mayer | 16 Febbraio 2024
YouTube/Навальный LIVE, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Qualunque ne sia la causa – la morte di Alexey Navalny rinchiuso in  isolamento  (per una condanna a 19  anni) nella colonia penale  “Polar Wolf”  sopra il circolo polare artico toglie ogni dubbio residuo sul fatto che le  elezioni presidenziali  della Federazione Russa (il prossimo 17 marzo 2024) saranno una tragica  farsa.

Nonostante il regime putiniano  avesse  messo  in atto misure repressive,  dieci anni fa  Navalny era riuscito a candidarsi (arrivando secondo con il 27, 4%,  dei  votanti moscoviti) alle elezioni municipali del 8 settembre 2013  per  il Sindaco di Mosca. 

Le libertà politiche e civili erano già limitate, ma da allora il processo di  involuzione autoritaria  ha subito una progressiva accelerazione di cui l’ opinione pubblica italiana non  é stata adeguatamente informata dai media, forse ancora nostalgici del mito di  Pratica di Mare.

Per indorare la pillola sui  giornali di continua a parlare genericamente di  autocrazia; la verità é che nell’ ultimo decennio la  Federazione Russia è precipitata in una feroce dittatura fondata sulla dura repressione interna e su una  aggressività internazionale che richiama alla memoria le invasioni dei carri armati sovietici a Budapest (1956) , Praga (1968 e Kabul 1979). Per dare una idea dei livelli di involuzione politica basti  ricordare che pochi mesi fa, il 18 agosto 2023  – con la sacra benedizione  un prelato –  è stato inaugurato con grande clamore mediatico  una statua di Stalin nella citta’  di Velikji Luke suscitando polemiche persino all’ interno della Chiesa Ortodossa Russa il cui orientamento è notoriamente filoputiniano. 
Evidentemente qualcuno si deve essere  ricordato  che in trenta anni di regime staliniano sono state uccise decine di migliaia di sacerdoti cristiani e distrutto  un numero ancora  superiore di chiese.
https://www.bbc.com/news/world-europe-66548485

Che fare? La morte di Alexey Navalny segna tragicamente uno spartiacque e la politica italiana – possibilmente unita –  deve reagire. 

Ho ben chiare le mille diversita’ dei contesti storici (e delle responsabilità che nel caso Navalny sono tutte da accertare)  ma quando ho appreso la notizia della morte di Navalny  per un riflesso condizionato ho pensato a Giacomo Matteotti e alla storia del ventennio successivo.

Servono gesti  di protesta  eclatanti che segnalino  agli occhi del  mondo  la brutalità liberticida del Cremlino che peraltro non consente neppure alle madri dei  militari russi uccisi  in combattimento in Ucraina di manifestare per le vie  di Mosca. 

La prima cosa (prendendo spunto da  quanto la nostra nazione  ha fatto per  Elena Bronner moglie di Andrei Sacharov) 
https://www.repubblica.it/cultura/2023/09/03/news/mosca_chiude_il_centro_andrej_sacharov_chi_era_il_dissidente-413174414/

è invitare la madre Iumilla e la moglie  Iulia in Italia e approfondire con loro quasi sono le migliori scelte per onorare la memoria di Alexey  Navalny e per sostenere con maggiore energia le sue grandi battaglie di libertà.

Ma accanto alla solidarietà umana serve anche una  decisione  piu politica per far capire ai piani alti del Cremlino che con l’ Italia in materia di libertà non si scherza.

Su questo versante  molto significativa (anche  per la sua fitta  rete di relazioni in Italia)  e certamente una ipotesi da esplorare   e’ la  revoca ad Alexey Miller l’ onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana. https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/306212

Al di la’ della persona Gazprom uno dei maggiori pilastri su cui di regge  il  regime  di Vladimir Putin.

https://www.reuters.com/article/uk-usa-russia-sanctions-miller/gazprom-ceo-miller-says-proud-of-inclusion-on-u-s-sanctions-list-idUKKCN1HD2DR/

Francamente non mi pare  che il Presidente ed Amministratore Delegato di Gazprom si meriti ancora  la prestigiosa onorificenza italiana che ha ricevuto nel 2010 dall’ Ambasciatore Vittorio Claudio Surfo, all’ epoca titolare dell’ Ambasciata italiana a Mosca e successivamente  International Advisor di ENEL 

Marco Mayer

Pubblicato in : EditorialeTag: 17 marzo, amministratore delegato, anni, chiesa, elezioni, giornali, italia, madri, mare, misure, mondo, nazione, notizia, opinione pubblica, orientamento, politica italiana, processo, putin, regime, repubblica, repubblica italiana, usa

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti