La seduzione del potere, l’attrazione mass-mediatica, la routine dei meccanismi parlamentari disgregheranno il Movimento.

Un tale soggetto, il Movimento 5 Stelle, non può –restando se stesso- mettere radici in un paesaggio che con tutti gli innumerevoli difetti, ha natura politica.
Dicevano i romani (Orazio): “Naturam expellas furca, tamen usque recurret”. E la politica non la puoi espellere dal terreno della politica. La classe dirigente italiana, tranne poche individuali eccezioni, è di bassissimo livello: non adempie il suo compito primordiale: risolvere i problemi della “gente”. E la gente si rivolta: astenendosi dal voto o votando per formazioni che esprimono la sua rabbia. Ma se tale rabbia non trova canali costruttivi (risolve i problemi) essa diventa delusione e provoca l’allontanamento di chi ci ha creduto.
Prendete il fascismo. Mussolini giocò tutto sul malcontento dell’Italia uscita dalla guerra e sull’inerzia della classe dirigente. Ma non usò il “blog”, cioè parole: usò la violenza piegando – con l’appoggio della classe dominante – la resistenza, imponendo la sua dittatura e facendo piazza pulita con un nuovo regime. Ma vilipendere col blog classe e sistema dominante non presentando un’alternativa è velleitario.
Le “camicie nere” di Mussolini erano i manipoli che dovevano fare “bivacco” dell’“aula sorda e grigia” e non deputati e senatori che con tutti i distinguo e le opposizioni finiscono per integrarsi nel sistema; il quale seguendo la sua logica li assimila, li snatura. E alle sparate di Grillo, cominciano a reagire, prendendole per “sparate”.
Un sassolino, una pietra dietro l’altra, la montagna di Grillo si sgretolerà e partorirà un topolino.
Se hai giurato guerra al sistema, guerra deve essere: altrimenti sono urla scomposte. La seduzione del potere, l’attrazione mass-mediatica, la routine dei meccanismi parlamentari disgregheranno il Movimento.

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