
Sarà stato il ritratto senza veli del mondo accademico oppure l’aver coniugato efficacemente le memorie con il saggio di costume, dando al suo libro quella singolare fisionomia a cavallo tra i generi letterari ora tanto in voga. Probabilmente non tutti hanno alle spalle un’esistenza così stimolante come quella di Ariani, che il mondo lo ha visitato davvero, catalogando e studiando le più inconsuete specie animali, con cui ha vissuto a stretto contatto, come racconta in alcuni esilaranti episodi che volutamente non vi anticipiamo per non privarvi del piacere di leggerli. Né Ariani ha riservato il suo interesse solo a quelli, avendo mostrato di essere sensibile al fascino femminile, da lui rappresentato senza censure sia nella dimensione, più tradizionale, romantica, che in quella marcatamente sessuale. Un libro di oltre trecento pagine, che scorre senza intoppi non solo per la prosa fluida e raffinata, ma per lo spirito arguto con cui Ariani osserva i mutamenti avvenuti nel tempo in seno alla società, regalandoci dei gustosi flash sulla Napoli degli anni sessanta.
Ed ecco il motivo dell’imprevisto successo de “La modella e il coccodrillo”: la sua trasversalità che lo rende apprezzabile ad un pubblico quantomai vasto che, divertito dal continuo raffronto fra i costumi degli esseri umani e quelli degli animali, si riconoscerà, al tempo stesso, nell’uomo, nelle sue disavventure, raccontate da Ariani con impagabile sincerità.
Monica Florio

Lascia un commento