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La mia generazione…

La mia generazione è quella che ha vissuto la guerra fredda dopo la seconda guerra mondiale, con tanto di divisioni in blocchi ed il famoso muro di Berlino.

di Salvatore Calleri | 30 Luglio 2024
Salvatore Calleri

La mia generazione invisibile, ossia la mitica X che nessuno ricorda, è quella che aveva 20 anni tra gli anni 80 ed i 90. Per gli amanti della precisione, è quella dei nati tra il 1965 ed il 1980.
Una generazione che è un mix di chi sta peggio dei propri genitori e di super ricchi grazie alle nuove tecnologie. Ed il sottoscritto non appartiene alla seconda categoria.

La mia generazione è quella che ha vissuto la guerra fredda dopo la seconda guerra mondiale, con tanto di divisioni in blocchi ed il famoso muro di Berlino.

Non posso non ricordare il mio unico viaggio ad est in auto nel 1988, in Ungheria e Cecoslovacchia. Eravamo 8 amici in due auto, una Lancia Delta bianca 1300 ed una Citroen Bx 11 rossa. Ci guardavano come se fossimo dei super ricchi. In realtà, per l’Italia, non erano auto di grandi pretese. Al contrario. Capimmo che l’est non era messo benissimo, non che avessi dei dubbi in proposito, ma era una esperienza da fare. Il sistema nel 1988 comunque mostrava le prime crepe. La colonna sonora di quel viaggio fu una cassetta dei The Housemartins. Gruppo pop inglese in cui c’era un giovanissimo Norman Cook, oggi noto come Fatboy Slim.
Ebbene, dopo 35 anni, sarà per l’effetto nostalgia, sarà che si diventa vecchi, mi attira il vecchio mondo della Germania Est. Il mondo delle Trabant. Delle spie. Delle Cola non Coca Cola. Del compasso e martello. Eppure non sono mai stato comunista nè marxista. Da sempre sono un socialista-personalista-liberale anti liberista che, negli anni ’80 era contento, come oggi, di avere la Nato.

Pertanto, quando recentemente è uscita su Netflix la seconda stagione di Kleo, me la sono divorata in una giornata e mezza. Fantastico sapore di tempi andati. Non ve la spoilero ma vi consiglio di vederla.
Inizio in modo egoistico a rimpiangere il muro e, si badi bene, che nel 1989 ero felicissimo della sua caduta. Col muro, ad ovest avevamo il capitalismo migliore attento al sociale, con l’eccezione della tatcheriana Inghilterra iperliberista di cui festeggiai la caduta. Oggi il capitalismo senza concorrenza non ci fa stare bene e molte delle nostre conquiste sociali stanno venendo meno, complice le rigidità di bilancio. Ed i ricchi son sempre più ricchi con la classe media sempre più povera.

L’eroina Kleo mi piace perché da persona rigida diventa persona libera, che inizia a pensare con la propria testa. In questo ci vedo la nostra generazione X. Piena di difetti come noi. M tutto sommato non eravamo (e non siamo) malaccio.

Salvatore Calleri

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, capitalismo, colonna sonora, genitori, germania, guerra mondiale, italia, mondo, nato, seconda guerra mondiale

Info Salvatore Calleri

Salvatore Calleri (1966) è nato a Catania e vive sin da piccolo a Firenze.
Laureato in giurisprudenza nel 1991 ha conosciuto Antonino Caponnetto con il quale ha collaborato strettamente fino al 2002, anno della sua morte.
Esperto di lotta alla mafia, analista nel campo della sicurezza e della criminalità organizzata internazionale è presidente della Fondazione Caponnetto e consigliere della Fondazione Pertini.
Di entrambe ha ispirato la nascita. Coordina l’Omcom (Osservatorio Mediterraneo Criminalità Organizzata e Mafia). Blogger.
Ideologo del Progetto Tulipani Rossi verso gli Stati Uniti d’Europa.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Camilla Calosi

    19 Luglio 2026 alle 18:30

    ciao Salvatore buonasera, sono Camilla Calosi, non so se ti ricordi di me, figlia di Paola Ceccolini, la Badia Fiorentina, un incubo di tantissimi anni fa. Volevo venire all’incontro di cui aveva parlato Leonardo de Il mondo che vorrei anche perché avevo visto il tuo nome e mi avrebbe fatto piacere salutarti, ma non ho potuto. Avrei piacere di salutarti e farti conoscere mio marito e i miei figli, di cui mia madre darebbe super fiera. Tra l’altro Elisena, mia figlia, vuole fare il magistrato antimafia. L’email è quella di mio marito. Spero di avere modo di salutarti di persona

    Rispondi

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