Premio speciale della giuria di Venezia 76, sorpresa per molti, applaudito da un gruppo di critici in sala stampa, il film di Maresco presenta una Palermo stanca, smemorata e disillusa che, in occasione del venticinquesimo anniversario della morte di Falcone, ucciso dalla mafia con la moglie e la sua scorta, vede arrivare con indifferenza e noia la nave che porta giovani studenti da tutta l’Italia che come ogni anno porteranno per le strade di Palermo i loro “No alla mafia”.

Cantano e ballano per la strada i giovani con i loro manifesti colorati e lasciano contrariata Letizia Battaglia, oggi ottantenne ma ancora fiera e battagliera, un tempo fotografa de “L’Ora” che con enorme coraggio, ancora giovane cominciò a fotografare i morti per mafia denunciando gli intrighi politici che affliggevano la Sicilia. Ha rischiato e anche tanto Letizia Battaglia nella sua denuncia dei misfatti della mafia e non accetta che il ricordo di un atto tanto grave sia ridotto a “festa2 (non dimentichiamo che due mesi dopo Falcone la mafia uccise anche Borsellino e la sua scorta sotto casa della madre). A documentare la diversa accoglienza riservata ai giovani dalle autorità e dalle persone intervistate c’è Franco Maresco. Con il cinismo che gli è proprio si sposta con la sua camera in un quartiere fantasma, lo Zen 2 dove gli emarginati vivono nel buio dei loro traffici illeciti , nell’emarginazione totale e dove Ciccio Mira, impresario di feste di piazza, con il suo produttore Matteo Mannino, hanno organizzato una serata con “I cantanti neomelodici per Falcone e Borsellino”. Pochi gli spettatori che non vogliono parlare di mafia , non vogliono dire “no alla mafia” e sanno solo rispondere “no comment”. E’ caustico Maresco quando chiede a Ciccio Mira “…ma lei è un millantatore?” e l’interpellato pensando che si tratti di un complimento asserisce contento.
A tratti comico (si ride amaro), a tratti grottesco (il caravan serraglio degli “attori” della festa) il film documenta il decadimento degli ideali di libertà, la mancanza di memoria dei palermitani, la tragedia d Ciccio Mira e del suo imprenditore che non sanno ciò che è legale e quello che non lo è, che non sanno e non possono dire “No alla mafia”. Il film è già nelle sale.
Maria Rita Monaco

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