Mi riferisco all’articolo del 15.07.2013 di Fronzuti R. “L’IMU è ingiusta e violenta” e in particolare alla frase “Per gli immobili commerciali andrebbe sancito il concetto di tassare il reddito; l’immobile sfitto dovrebbe essere automaticamente esente”. Sono proprietario di un immobile commerciale di 280 mq situato in una frazione di 900 abitanti di un comune di complessivi 3.000. L’immobile è sfitto dal 2004 e sebbene tre agenzie abbiano l’incarico di affittarlo nessuno si è mai fatto avanti. Nel frattempo chiudono scuole, poste, negozio di alimentari, giornalaio, ambulatorio medico e rimane solo il panificio, un bar e un osteria. L’anno scorso stanco di pagare 1.800 euro annui tra IMU e TASI do incarico al geometra di procedere con il declassamento a semplice deposito (infatti da anni è utilizzato come ricovero per i fiori, biciclette, mobili vecchi, …).Dopo mesi l’ex catasto mi rigetta la pratica e il comune teme di deliberare delle esenzioni per immobili commerciali sfitti da almeno 5 anni (nessun comune ha mai previsto esenzioni del genere!). Unica via di uscita? Murare le vetrine. Quindi altre migliaia di euro (dopo le varie pratiche catastali) che se ne vanno per seppellire i sacrifici fatti dai miei genitori. In conclusione trovo che non abbia senso tassare attività sfitte e quasi sicuramente impossibili da affittare visto crisi e centri commerciali: non producono alcun reddito anzi sono un costo. Vi chiedo di riprendere l’argomento e segnalare queste ingiustizie che coinvolgono molti paesini anche del “ricco” Nord-Est. Grazie.
Claudio Bosman

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