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La lettera di Lorenzo Conti

Lettera aperta di Lorenzo Conti al Presidente della Repubblica Napolitano

di Lorenzo Conti | 20 Novembre 2006

Egregio Signor Presidente,
mi chiamo Lorenzo Conti, figlio di Lando Conti, ex Sindaco di Firenze assassinato dalle BR-PCC il 10 febbraio 1986.
Questa lettera aperta è maturata in anni di sofferto silenzio, anni nei quali le Istituzioni si sono contraddistinte per la loro incomprensibile assenza nei confronti sia della mia famiglia che nei confronti di tutte quelle che hanno subito una sorte analoga alla nostra.
Come tutti sanno (o dovrebbero sapere), da qualche mese è presente in Parlamento l’Onorevole Sergio D’Elia, ex terrorista eletto nella lista formata dallo SDI e dai Radicali e denominata “Rosa nel Pugno”.
Successivamente, con riconoscimento di rilevo, il Signor D’Elia ha ricevuto la nomina di Segretario della Camera dei Deputati.
Non voglio soffermarmi sui criteri di selezione del candidato D’Elia nella citata lista, voglio semplicemente rendere noto che la sua elezione e il successivo incarico, sono da ritenersi quantomeno diseducativi nei confronti delle giovani generazioni e nei confronti di tutti coloro che credono nelle Istituzioni.
E’ bene ricordare Signor Presidente, che nella nostra giovane repubblica – oggi da Lei rappresentata – vi fu chi operò per rafforzare la democrazia e chi combattè con le armi per indebolirne il significato ed eliminare i suoi servitori.
Per troppo tempo si è cercato di rimuovere il fenomeno terroristico nella speranza che il silenzio avesse il sopravvento su le responsabilità politiche delle ideologie di riferimento.
Per troppo tempo si è cercato di riabilitare “i compagni che sbagliano” riconducendo i delitti da loro commessi ad un particolare momento storico, politico e sociale.
Mi pare del tutto sottovalutato il fatto che ciò che rappresenta il passato per alcuni terroristi, rappresenta oggi il nostro presente.
Non sono, non siamo, spinti dal desiderio di vendetta ma dal desiderio di giustizia: morale e sociale.
Le rivolgo quindi, Signor Presidente, un appello, affinché Lei inviti l’On. D’Elia a dimettersi dalla carica di Segretario della Camera dei Deputati nonché a stimolare il Parlamento alla costituzione di una Commissione che analizzi il fenomeno terroristico dei cosiddetti “anni di piombo” e ne smascheri le sue vili compromissioni.
Fiducioso in un Suo autorevole e tempestivo intervento Le invio i miei migliori saluti.

Pubblicato in : Primo piano

Info Lorenzo Conti

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gabriele

    31 Luglio 2009 alle 18:06

    Carissimo amico Lorenzo,io sono stato condannato per detenzione,spaccio e consumo di stupefacienti,nel 1990,nel 1992 sono stato Destituito di Diritto dal mio misero lavoro di Archivista ex Enpas ora inmpidap,Nel frattempo stavo in affidamento
    in prova ai servizi sociali e nel 1994 fui definitivamente Riabilitato.
    Faccio presente che sia nel 1999 al tar,che nel 2001 la Corte Costituzionale e nel 2007
    il Consiglio di Stato di respinsero i ricorsi dicendo,che a me’ non spettava ne’ un Procedimento Disciplinare,ne’doveva essere rispettato nessun termine dalla sentenza definitiva della Cassazione,infatti mi licensiarono dopo 545 giorni dalla sentenza definitiva.
    Sapete perche’ e accaduto tutto guesto perche” mia moglie non sichiama ne’ Elisabetta Zamparutti,compagna di Sergio D’elia ne’ Marco Panella ne’ Emma Bonino
    del partito Radicale.
    Se non avete capito chi comanda in Italia malgrado tutto e la sinistra Italiana.
    Sapete guanto professori universitari lavorano al proprio posto dopo essere stati riabilitati ci sono in Italia.

    Grazie
    Gabriele

    Rispondi
  2. Giuseppe Cutino

    28 Novembre 2006 alle 14:06

    Penso sia inutile aggiungere ulteriori commenti alla bellissima lettera di Lorenzo, se non rimarcare sull’incompresibile tendenza, tutta italianam di a voler sempre ed a tutti i costi tutelare Caino: non sono vendicativo, ma preferisco stare accanto ad Abele.
    Giuseppe Cutino

    Rispondi

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