Un esempio per tutti: le annunciate candidature dei partiti alle prossime elezioni regionali campane di fine maggio. Semplicemente, un oltraggio alla Legge ed alle Istituzioni!
Nel paese, esiste un problema su tutti, che è quello di un’illegalità sempre più diffusa, ai vari livelli e nei diversi territori. Le cronache offrono testimonianza quotidiana di questa deriva culturale, politica e sociale. Ed è indubbio che la colpa principale, ripeto di questa deriva, è addebitabile alla classe politica che negli anni trascorsi e anche oggi, finalizzando quasi sempre la propria azione alla mera conservazione del potere, ha governato e governa il paese ed i territori.
In fase di strategia, l’errore più marchiano è stato quello di separare il “centro” dalle “periferie”, in termini di decisioni iniziative e atti consequenziali, che viceversa ai vari livelli di governo avrebbero dovuto ispirarsi ad un principio comune di etica della responsabilità. Potrebbe sembrare anche banale, ma ricordo che gli elementi di teoria del diritto costituzionale che identificano uno stato sono il territorio e la popolazione che ne fa parte.
E invece, negli ultimi vent’anni circa, al fine di garantirsi l’ingresso nell’Unione Europea, il governo dello stato centrale si è letteralmente inventato una forma di “federalismo alla rovescia”, trasferendo parte del debito pubblico dello stato nei conti degli enti locali e affidando ai livelli di governo locale il potere di gestire la politica nei territori.
Dal mio osservatorio privilegiato, che è la Campania, questa situazione è divenuta ormai quasi insostenibile. Senz’altro è giunto il tempo, non più procrastinabile, in cui si assuma innanzitutto la decisione ed ogni conseguente iniziativa utile a ripristinare nei diversi territori, già martoriati dal crimine organizzato, un almeno diffuso senso di legalità e di rispetto delle istituzioni democratiche. Cosa che, invece, ancora non accade. Un esempio per tutti: le annunciate candidature dei partiti alle prossime elezioni regionali di fine maggio. Semplicemente, un oltraggio alla Legge ed alle Istituzioni!
In generale, occorre che la Legge riprenda la sua funzione e pertanto ritorni ad essere certa e rispettata in ordine alla “ratio” essenziale che la contraddistingue. A prescindere quindi da ogni diversa interpretazione che mina un’etica di appartenenza in continuo disfacimento ed è ormai solita convenire ad una o più parti e non viceversa, come si dovrebbe, all’intera comunità di riferimento. La posta in gioco è alta ed è sempre il destino di una comunità; almeno da quando gli “antichi greci” e l’Occidente hanno adottato per la costruzione di ogni società il fondamento del diritto. E quindi la Legge.
O, mediante la figura retorica della prosopopea, quelle stesse Leggi che, secondo l’insegnamento di Platone nel Critone, ricordano a Socrate: “Ora dunque tu te ne andrai all’Ade ingiustamente condannato non da noi Leggi, ma dagli uomini. E poiché sei venuto al mondo, sei stato allevato ed educato, come puoi dire di non essere, prima di tutto, creatura nostra, in tutto obbligato a noi, tu e i tuoi avi?”. Non è più tempo di parole, occorrono fatti. Adesso!

http://www.salernonotizie.it/2015/04/19/forum-della-cultura-salerno-appello-per-la-legalita-ai-campani/