Cari compagni e amici di questo sito, riprendo a scrivere nel giorno in cui al centro della nostra attenzione c’è lo scontro tra la Fiat e i lavoratori che vogliono fare rispettare una sentenza di un tribunale della Repubblica che ha annullato il licenziamento di tre operai e ordinato che riprendano il loro lavoro in fabbrica. C’è chi difende Marchionne alla guida di una nuova Fiat multinazionale: questi metodi sono le nuove regole del mercato. La legge del padrone. Sul Corriere (17-08-2010) ho letto che il magnate russo Vasily Boiko, devoto ortodosso, ha scritto una lettera ai suoi 6500 dipendenti per dire che “ se entro sessanta giorni gli scapoli che hanno una relazione sentimentale non si sposano con le loro compagne saranno licenziati e, con loro, quelli che hanno consentito alle loro mogli di abortire”. Un modello cui la Fiat può ispirarsi.
Emanuele Macaluso www.leragioni.it
LA LEGGE DEL PADRONE
A proposito dello scontro tra la Fiat e i lavoratori che vogliono fare rispettare una sentenza di un tribunale della Repubblica che ha annullato il licenziamento di tre operai.
Di Emanuele Macaluso

Ritengo che le nuove relazioni industriali, siano sempre più in un unico indirizzo, quello che ogni parte ritiene più corretto per la Sua parte.
Non c’è più rispetto per il dialogo, anzi il dialogo è sempre più contro dei muri e le parti sono contente così.
La FIAT ha disdetto il Contratto Nazionale e la Confindustria che ha detto.
Al Sindacato queste relaizoni piacciono perchè possono dire e fare tutto all’incontrario di tutto.
Tutti vanno in corteo ai convegni televisivi per dire e dire e dire, nel frattempo la crisi sovrasta tutti e tutto.
Nessuno si sta ponendo con un progetto di sviluppo.
Cosa fare in questo marasma, dove il sindacato padronale e dei dipendenti si sono trasformati in società di servizi.
Ritengo che bisogna ricostruire le relazioni aziendali, partendo dalle piccole e medie aziende approffittando degli Enti Bilaterali Casse Edili, Enti Bilaterali Artigiani e Commercianti ricostruire i contratti su base Regionale (come fatto nel Veneto) monitorando i distretti e le zone proponendo una formazione continua ai titolari di impresa ed ai loro dipendenti approfittando dei fondi INPS, EBAV, CEAV ecc.
Rimboccandoci le maniche, ricordo che le piccole e medie imprese sono la spina dorsale dell’Italia ma sono quelle che non hanno credito, che non hanno visibilità attraverso i media, non hanno politiche di marketing perchè le loro Associazioni sono troppo prese nelle loro introspezioni e non sono capaci di guardare più in là.
Apriamo un dibattito sull’asfisia della CNA, Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio e utilizziamo le nostre conoscenze per sommare le piccole conoscenze per fare sistema.
Maurizio EBANO Direttore Artigianato Padovano Piccole e Medie Imprese