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LA LEGGE 40, STORIE E BUGIE DI ORDINARIA MALAFEDE

La Legge 40 dal 2004 ad oggi ha portato quarantamila italiani nelle cliniche straniere, ha ristretto in maniera significativa la pratica dell’inseminazione artificiale, ha impedito a coppie portatrici sane di gravi malattie genetiche di avere figli, ha negato senza una sola ragionevole spiegazione la fecondazione eterologa praticata nei dieci anni precedenti.
Di Chiara Boriosi

di Chiara Boriosi | 8 Ottobre 2010

Dunque, avevamo ragione, la Legge 40, o meglio l’abominevole Legge 40, è anticostituzionale: lo afferma con chiarezza la prima sezione del Tribunale civile di Firenze che ha sollevato il dubbio di costituzionalità sulla norma della legge sulla fecondazione artificiale con la quale si vieta alle coppie sterili di accedere alla fecondazione eterologa, con ovuli o seme donati da persone esterne alla coppia, ed ha dunque rinviato alla Corte Costituzionale la Legge 40 sulla fecondazione assistita. Peraltro c’è già un precedente, perché già altre parti di questa legge erano state rinviate alla Corte Costituzionale che aveva imposto alcune modifiche importanti, fermo restando che, per quanto si faccia il possibile per non parlarne, con encomiabile quanto vergognoso spreco di pressioni politiche e silenzi omertosi dei media, la Corte Europea dei Diritti dell’uomo ha recentemente emesso un verdetto di condanna nei confronti dell’Austria, che aveva vietato la fecondazione eterologa, e tale verdetto rientra a pieno titolo nel Trattato di Lisbona che afferma che le decisioni di detta Corte sono direttamente applicabili negli ordinamenti degli stati firmatari, compreso ovviamente il nostro. Come dire che la Legge 40 ha comunque i giorni contati, ma a coloro che con reale sprezzo dei diritti civili individuali l’hanno voluta, tanto da blindarla in Parlamento ignorando gli oltre quattromila emendamenti che erano stati presentati, farà buon gioco dirsi vittime dell’esecrabile laicismo europeo piuttosto che della propria colossale malafede che li ha portati a calpestare ogni forma di basico rispetto dei cittadini pur di partorire una legge di cui non c’era alcun bisogno ma che è stata fortemente perseguita dalle gerarchie vaticane, tanto è vero che al momento dell’approvazione in parlamento Berlusconi dichiarò – mai smentito – che il Cardinale Ruini aveva molto insistito per ottenere tale provvedimento legislativo. In realtà, nei dieci anni precedenti, la fecondazione artificiale, compresa quella eterologa, era stata praticata legalmente e correttamente in Italia, senza mai dare atto a derive discutibili, come l’utero in affitto, ad esempio, grazie alla professionalità ed all’illuminato buonsenso dei medici che, in simili questioni, dovrebbero davvero essere gli unici ad avere l’ultima e definitiva parola. La Legge 40 ha causato l’avvio di un fenomeno che, dal 2004 ad oggi, ha portato quarantamila italiani nelle cliniche straniere, ha ristretto in maniera significativa la pratica dell’inseminazione artificiale, pena multe milionarie ai medici trasgressori, ha impedito a coppie portatrici sane di gravi malattie genetiche di avere figli proibendo la diagnosi pre-impianto, ha negato senza una sola ragionevole spiegazione la fecondazione eterologa praticata nei dieci anni precedenti: in sintesi, ha stabilito per legge – sissignori, per legge, e qui sta la vergogna che deve ricadere sui legislatori e sui pecoroni che l’hanno votata – chi può avere figli e chi no, respingendo in un limbo di inferiorità sia coloro che avevano la “colpa”, a quanto pare, di essere portatori sani di una malattia, sia coloro che, non avendo mezzi economici adeguati, non potevano recarsi nelle cliniche estere. Ora, che uno stato si spinga al punto di stabilire chi possa avere figli e chi no, ci parve subito, all’epoca, gravemente lesivo dei diritti civili individuali, una indebita, pesantissima, ingiustificata intrusione nella sfera privata delle persone, così come il divieto alla fecondazione eterologa, scelta che può e deve riguardare esclusivamente la coppia che decide di farne uso, fermo restando che due individui adulti e consenzienti possono legittimamente ed insindacabilmente decidere se fare ricorso o meno ad un donatore esterno. Dunque, che la Legge 40 sia oggi rimandata alla Corte Costituzionale con una chiara eccezione di incostituzionalità non ci stupisce né punto né poco, semmai ci rammarichiamo del ritardo con cui questa azione si concretizza pensando all’enorme numero di cittadini italiani che nel frattempo è dovuto andare altrove per accedere a cure che qui gli sono negate; siamo invece oltremodo indignati dalle argomentazioni con cui la poco onorevole sottosegretario Eugenia Roccella – una ex radicale convertita, dunque più temibile di un ex fumatore che pensa di avere tutte le ragioni in tasca – ha immediatamente commentato questo rinvio alla Corte Costituzionale della sua mostruosa creatura legislativa: mentendo. Sissignori, la sottosegretaria Roccella ha dichiarato che così facendo si sovverte la sovranità popolare che, tramite referendum, aveva confermato l’impianto della Legge 40, ma ha mentito clamorosamente, perché – grazie ad una campagna terroristica che spinse gli italiani a non andare a votare, convincendoli che non erano abbastanza intelligenti per decidere su tali complicati temi – il referendum NON raggiunse il quorum, per sua fortuna, perché comunque la maggioranza dei votanti si era espressa a favore delle modifiche sostanziali alla legge stessa, nei quattro quesiti proposti. Dunque, una bella menzogna emessa a mezzo stampa, con corollario di favole che siamo stanchi di ascoltare: i bambini hanno diritto di avere la certezza della paternità, di conoscere il proprio corredo genetico per potersi curare o per prevenire eventuali malattie ereditarie, e naturalmente la frase finale ad effetto che non manca mai di far colpo sulle anime semplici: allarmi, qui si vuole tornare al Far West!! Abbiamo scritto sopra che il Far West in Italia in questa materia non è mai esistito, ribadito questo vorremmo chiedere alla sottosegretaria Roccella come sia essa in grado di garantire ai bambini adottati la certezza della paternità e la conoscenza del loro corredo genetico, quando la legge vieta la conoscenza di qualunque elemento che possa risalire ai genitori che hanno abbandonato il figlio naturale e lo hanno dato in adozione. La fecondazione eterologa si basa sullo stesso principio dell’adozione, con la non lieve differenza che uno dei due genitori è anche il genitore naturale del nascituro perché donatore di ovulo o di sperma, dunque semmai è un passo avanti rispetto all’assoluto buio in cui sono avvolti i bambini adottai. Ci fermiamo qui, perché lo sdegno per simili mezzucci, per tali squallide acrobazie verbali ci sommerge: la Corte Costituzionale faccia il suo lavoro, la Corte europea speriamo lo completi presto, ma fermiamoci a guardare in faccia chi, con l’arroganza di un potere senza contraddittorio, ha preteso di codificare ogni scelta della nostra vita ed ancora si difende mentendo spudoratamente, perché se un giorno torneremo ad essere titolari almeno di un diritto di voto che sia anche e prima di tutto un diritto di scelta potremo rimandare a casa chi, con ottusa malafede, ha rovinato la vita di migliaia di italiani, facendoli sentire cittadini di serie inferiore neanche degni di aspirare alla genitorialità.

Chiara Boriosi

Pubblicato in : Primo piano

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. puccio cartoni

    15 Ottobre 2010 alle 08:14

    E c’è un altro guaio : quel “troppe volte i Giudici devono intervenire per fare giustizia ” non mi piace proprio . L’indipendenza della Magistratura si dovrebbe basare anche sul fatto che i Giudici “applicano” la legge ,non la modificano.Non è trippa per gatti !
    Un altro pezzo della “certezza del diritto” che va a farsi benedire…

    Rispondi
  2. Francesco Mazzeo I Socialisti per le Liberta'

    11 Ottobre 2010 alle 10:17

    Bisogna far sviluppare quella cultura che consideri i politici nostri dipendenti come dice Beppe Grillo. Una legge cosi’ non puo’ essere considerata una COSA NORMALE. Troppe volte devono intervenire i giudici per fare giustizia, questo rende l’idea di quanta forzatura c’e’ nell’impianto legislativo.

    Rispondi
  3. puccio cartoni

    10 Ottobre 2010 alle 09:07

    Puntualizzo due cose : primo,che io non considero certo un “brutto Paese il nostro”,ma piuttosto bruttissimo il sistema politico (dato che genera simili elementi ,specie ora che questi si sono “blindati”) ; secondo ,che la questione in oggetto merita argomentazioni variegate ed approfondite ,tra cui certamente quello della libertà personale, che ne è solo un aspetto ,comunque da rispettare .
    Detto questo , mi sembra encomiabile l’evidenziazione di “menzogne spudorate” , che certamente “qualificano” gli estensori …ed in questo ,si conferma che siamo messi proprio male !

    Rispondi
  4. Chiara

    9 Ottobre 2010 alle 17:42

    Cari amici, intanto grazie per la vostra partecipazione. Ammetto senza problemi che la Legge 40 è una sorta di macigno piantato sul mio stomaco da ben sei anni e che non riesco a mandar giù, perchè è fuori da ogni mia convinzione e principio l’idea, anzi, la sola possibilità che lo stato possa ingerirsi a tal punto nella vita dei cittadini da legiferare fin sulle nostre scelte più intime e personali. Detto questo, il corollario di menzogne, falsità, pregiudizi ideologici, bigotterie spicciole ed opportunismi reali che ha sempre accompagnato questa legge, ha purtroppo il potere di scatenare i miei peggiori istinti, perchè di fatto va a sommarsi alla mia già esaperata sopportazione di un intero sistema politico che brucerei oggi stesso, se ne avessi la possibilità. L’altra sera, in un dibattito televisivo, ho sentito un segretario regionale dell’Udc affermare che: la Legge 40 è stata approvata da un governo di centrosinistra, coagulando i voti di un’ampia maggioranza trasversale. Gli è stato fatto presente che la Legge 40 è stata invece fatta da un governo di centrodestra che l’ha blindata alle due camere sulla propria maggioranza, vietando la discussione in Parlamento di oltre quattromila emendamenti. Ora, non mi ha mica fatto shcifo la bugia; no, mi ha fatto schifo che, pur di fronte allo sputtanamento, l’onnipotente in questione non ha battuto ciglio nè si è sentito quantomeno in dovere di scusarsi per spaccio di balle in diretta televisiva. Mandiamoli a casa. Tutti.

    Rispondi
  5. valerio giannellini

    9 Ottobre 2010 alle 15:24

    Dimenticavo un piccolo dettaglio, relativo a radicali e fumatori. Non tutti sono tossicodipendenti, nè tutti cadono colpiti sulla via di Damasco.
    Il fatto è che i giovani, rivoluzionari agitanti qualsiasi bandiera, possono poi facilmente rivelarsi trote, anguille o caimani. Povero papà Roccella.

    Rispondi
  6. Luigi

    9 Ottobre 2010 alle 15:06

    Cara Chiara,
    Come sai al LHC di Ginevra, si accelerano atomi alla velocità della luce, facendoli scontrare, per poi studiare le leggi fondamentali della natura.
    Ovviamente, con meno di 10.000 iterazioni logiche, chiunque può dedurre, che entro un secolo, con una simile macchina nella Luna, inizieremo l’Embyro space colonisation, (si trova su Wikipedia) che in Veneto, significa che l’unico modo per andare ad un pianeta abitabile intorno a Stelle a c.a, 20 anni luce dalla Terra, sarà con Robottini, uteri artificiali, e cellule geminali.
    Pertanto spero che tu ti renda conto, quanto ti sosteniamo nell’affrontare tutte le questioni Etiche relative, coraggio, il futuro dell’Umanità dipende anche da te!

    Rispondi
  7. Marzio Siracusa

    9 Ottobre 2010 alle 10:37

    Poiché da sempre la qualità media dei partoriti e del loro esito adulto è abbastanza deplorevole, visto che oggi non occorre arare il campo e difendere una patria che non esiste più né al passato né al futuro, non si potrebbero introdurre nell’educazione scolastica aspetti teosociodemosanitari che almeno mettano in dubbio la necessità di procreare a letto o in provetta? Parlo di necessità antropologica affatto egoistica a cui però per le solite bizzarrie storiche fa da ottima motrice l’egoismo dei single. Nella mia cerchia di conoscenze ho sempre constatato che gli ossessionati dal generare figliano imbecilli, mentre quelli che rinviano o non figliano più o figliano frigoriferi da riempire per la vecchiaia. Non mi sembra che il diritto a figliare un frigorifero debba risvegliare i massimi sistemi. E considerando pure che dopo il picco storico della longevità si avrà una benefica riduzione della durata della vita, insieme alla scomparsa dei petulanti mirabella planetari, non sarebbe questo un bell’inizio per stasare la terra senza attendere la marinettiana igiene del mondo che altrimentì prima o poi rispunterà?

    Rispondi
  8. valerio giannellini

    9 Ottobre 2010 alle 10:33

    ignavia, ignoranza e malafede fanno maggioranze.
    grazie, chiara Chiara

    Rispondi
  9. Francesco Mazzeo I Socialisti per le Liberta'

    8 Ottobre 2010 alle 18:14

    Brava Chiara,che brutto Paese e’ il nostro, politici non si sa se cattivi o ignoranti e che comunque quando hanno approvato questa legge sapevano di compiere una forzatura. Si approvano le leggi il piu’ delle volte guardando non all’intersse generale, ma al tornaconto del voto in questo caso quello cattolico. La carita’ cristiana e’ un’altra cosa e il rischio per la chiesa non esiste perche’ chi puo’ avere figli continua ad averli in modo naturale, chi non puo’ averli per curarsi e tentare di averli va all’estero. Allora diventa soltanto uno sfizio e una prepotenza vietarlo in Italia. Certamente purtroppo c’e’ da aggiungere che non siamo dei cittadini di serie a, perche’ a votare per il referendum siamo andati una piccola minoranza. Che tristezza!

    Rispondi
  10. Alessandra Campagnano

    8 Ottobre 2010 alle 11:42

    L’articolo di Chiara Boriosi, animato da passione civile, fa chiarezza su quanto è accaduto a proposito delle Legge 40. Certi personaggi, che ricoprono – ahinoi! – cariche pubbliche, confidano nel fatto che l’opinione pubblica in Italia è stordita quotidianamente da telenovelas in modo che non eserciti il suo ruolo. Tocca quindi ai cittadini far valere i propri diritti con grande dispendio di energie, tempo e risorse.

    Rispondi

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