
Ci siamo. La guerra Ucraina è ad un vero punto di svolta.
L’idea degli USA di fornire all’esercito di Kiev le cosiddette bombe a grappolo: ordigni concepiti come veri e propri “cavalli di Troia” per disseminare indiscriminatamente morte su vasta scala; messe al bando a livello internazionale dalla Convenzione di Oslo (che ne proibisce l’uso, la produzione, lo stoccaggio ed il commercio) cambia tutto: sia sul versante strettamente strategico/militare, sia sul versante politico/diplomatico ma soprattutto sul versante etico/morale.
L’apertura di Washington a Kiev sulle “armi inumane” (come vengono definite dalla Conversione di Oslo le bombe a grappolo) apre due fronti: da un lato è un chiaro riconoscimento della forza dell’avversario ovvero del Cremlino, ed un’implicita ma assai eloquente ammissione dell’inconsistenza militare della tanto declamata controffensiva ucraina d’estate. Dall’altro apre -sul fronte USA- una deriva senza ritorno che risponde al semplice ed inquietante quesito: e dopo? Perché neppure le bombe a grappolo saranno sufficienti per vincere. Dunque?
C’è di più.
L’uso di ordigni riconosciuti dalla comunità internazionale (ONU) “inumani” potrebbe rappresentare l’innesco, la pistola fumante, il “bomba libera tutti” per l’utilizzo di ogni arsenale tra cui le armi biologiche e le stesse armi nucleari. A scorrettezza, scorrettezza e mezzo!
Ma non basta.
L’opzione bombe a grappolo rischia di sbriciolare il fronte antirusso che Vladimir Putin aveva, suo malgrado, creato e cementato al fianco dell’Ucraina dopo l’irresponsabile e vile invasione russa.
Errori su errori!…. E morte su morte!
Ecco l’atroce questione che apre la nuova scriteriata strategia americana: trasformare l’Ucraina da vittima in carnefice.
E non saranno le cinque regole dettate da Biden (e forse neppure imposti) a Zelensky sull’uso interno (cioè non sul territorio russo) e mirato (cioè non sui civili: miraggio!) di tali armi micidiali a offuscare la responsabilità morale ed etica di una tale scelta.
Non solo l’aggredito si porrebbe sullo stesso piano dell’aggressione usando armi moralmente deplorevoli (sempre che vi siano armi non deplorevoli) ma si fornirebbero le motivazione etiche affinché al fianco di Mosca si possa schierare apertamente la Cina con tutta la sua forza economica, militare e demografica.
La situazione è avviata su un crinale sempre più scosceso. È il momento di una pausa di seria e realistica riflessione anche alla Casa Bianca.
C’è la necessità di dare segni distensivi come, ad esempio proporre un nuovo nome meno bellicista per la guida della NATO. La proroga di un ulteriore anno per Jens Stoltenberg che martedì i Paesi membri sembrano intenzionati a votare sarebbe l’ennesimo segnale devastante.
La pace ha bisogno di coraggio, di segni di buona volontà non di bruti ed inutili pugni di ferro!
Di fronte a tutto ciò l’Europa, se non vorrà diventare complice dell’avvio della terza guerra mondiale, ha il dovere morale nei confronti degli USA e di tutto l’Occidente di porre, in sede NATO, un veto invalicabile; un confine insuperabile: la guerra in Ucraina, se ha da essere ancora combattuta, deve restare, in ogni modo, difensiva e rispettosa, sempre e comunque, tutte le convenzioni internazionali.
Tutto il resto -il Cielo non voglia- porterà inevitabilmente all’irreparabile.
Daniele Marchetti

Le bombe a grappolo sono solo una ipotesi e non contro la popolazione. Sono sistematicamente usate dai Russi dal 2014/15 come documentato da Pensalobero.it già a quel tempo.
Questa è una guerra di invasione e la responsabilità è solo Russa che compie solo atti di criminalità contro civili, ambiente e città.
Pensare che ci sarà una terza guerra mondiale è uno spauracchio che fa comodo a chi vorrebbe una pace iniqua.
La terza guerra mondiale non ci sarà, la Russia non ne ha la forza per compierla, né il resto del mondo di sostenerla per pragmaticità di intenti.
Né la NATO potrà scatenarla, perché è una organizzazione difensiva e può difende i paesi membri coinvolti. Ragion per cui non può fino a guerra conclusa fare entrare l’Ucraina che è il paese aggredito, ma esterno alla NATO.
Sarà e continuerà ad essere sostenuta l’Ucraina, dai singoli paesi compreso gli USA, che sono i maggiori fornitori di armi al paese aggredito.
E l’ aggressore è la Russia, non gli USA, anche se qualcuno da isterico fa capricci per racconte il contrario.