
All’apertura della camera ardente per l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Fratelli d’Italia sospenderà ogni manifestazione politica. Secondo me fanno bene. Nelle stesse ore verrà riscritta la norma sugli extraprofitti delle banche. Anche qui, secondo me fanno bene. Intanto Giorgia Meloni respinge l’invito di Salvini di rompere con l’UE sull’immigrazione. Mossa corretta. Qual è il problema? Che io non ho votato e non voterei Fratelli d’Italia. Questo perché, nei programmi e nei valori di quel mondo, non c’era l’essere accomodanti, pragmatici e amici di banche e UE. In una parola, FdI non nasce come partito moderato.
Ci riesce molto meglio degli altri partiti di quell’area, è vero. Ma è una frode elettorale. Prendere voti atteggiandosi a incendiari e governare da pompieri è una cosa che dovrebbe sollecitare un generale rimprovero. Non qui, però, non in Italia. Qui si dà per scontato che chi nasce Fratelli d’Italia diventi Amici dell’Europa, che da sovranisti si passi a populisti e infine a liberali e che chi sognava la destra sociale costruisca un centro tecnocratico.
In caso a qualcuno suoni male, direi che però l’esito era ampiamente scontato: Giorgia Meloni diceva di voler ricostruire quella “Casa dei Padri” che altri avevano, nottetempo, bruciato. Confermo che il PDL nacque di notte, ma purtroppo ricordo bene chi teneva le torce e non era Fini, per capirci. Come ricordo Urso in maglioncino legato sopra le spalle e polo pastello, venire a spiegarci che era una ottima idea. Giorgia Meloni ha legittimamente cambiato idea. Ma il fatto che ci sia riuscita senza alcun mea culpa, ma riscrivendo la storia avrebbe dovuto far accendere svariati segnali di allarme.
Così come avrebbe dovuto farli accendere la mole di citazioni della “cultura della destra” da parte del suo mondo. La “cultura di destra” è una roba che in Italia conoscono a fondo in dieci forse, ma che contiene in sé più o meno qualsiasi cosa non fosse il comunismo ortodossa. Dando, quindi, a chi la impugna, la libertà di farne più o meno quel che vuole, piegandola come serve.
“Sì, va bene, ma se gli elettori lo accettano qual è il problema?”. Che se lo accettiamo vale davvero tutto. E se in politica vale tutto non resta più niente cui aggrapparsi nelle tempeste. La DC ha funzionato grazie a una grande, preparata, competente e indispensabile ai fini della guerra fredda classe dirigente. Finita la guerra fredda quella grande, preparata e competente classe dirigente è stata spazzata via in un lustro dalla tempesta di mani pulite. Non avevano nulla per resistere, se non la competenza e la preparazione. Ci hanno mostrato plasticamente che le elezioni in questo paese non le vincono le classi dirigenti, neppure quelle competenti e preparate, ma i partiti indispensabili.
Oggi FdI è indispensabile, perché serve un partito moderato guidato da un leader giovane e avvezzo alla comunicazione. La Lega ci aveva provato a occupare quel luogo, ma sparito l’uomo della comunicazione è precipitata. Forza Italia ha Antonio Tajani, quindi in questo campionato non compete nemmeno. FdI ha le due caratteristiche necessarie. Ma ha solo quelle. L’ideologia la sta abbandonando per atrofia, ma è una scelta miope. Certo, OGGI, non serve. Ma cosa vorrà il popolo elettoralmente bulimico del bel paese tra un anno? Se hai solo un asset, perso quello, è finita. Citofonare FI per maggiori dettagli.
E Berlusconi è durato ben di più di quanto potrà durare la giovinezza di Giorgia Meloni. Questo rende elettoralmente pericolosa la truffa di una FdI moderata e pigliatutto. Speriamo lo capiscano e mantengano la barra diritta. Perché, pur essendo una truffa che quella che abitano sia la Casa dei Padri, di sicuro sapere che qualcuno ci prova comunque a mantenerla come tale dà l’idea che in questo mondo non tutto fugga via. Ed è sinceramente una bella sensazione.
Luca Rampazzo

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