
Giustamente il csx festeggia la presa di Genova.
E fantastica su una replicabilità del modello “unitario” su scala nazionale.
In realtà la vittoria nel capoluogo ligure (che conosco molto bene) è da ricondursi a un fisiologico esaurimento di un ciclo che è stato decennale.
Sull’usato sicuro ha prevalso la voglia di aria nuova, peraltro ben interpretata da una candidata giovane e con una sua indubbia freschezza. Se, poi, Genova verrà ricacciata nell’acquitrino immobilista delle precedenti amministrazioni di sinistra, resta tutto da vedere. E mi auguro di no.
Il 5% dei 5scemi non dovrebbe conferire loro un grande potere contrattuale. Ma almeno un assessore lo prenderanno. E si sa come va con sta gente.
Ma è una storia tutta ancora da scrivere.
Che, poi, la “grande alleanza” possa essere replicata alle politiche è dato dubitarne. Le linee di faglia tra il populismo putinista di Conte e i “riformisti” non mi paiono superabili.
E nemmeno mi pare che la Shlein abbia le doti politiche per sanare una contraddizione che presenterà il conto in termini di veti incrociati.
I sogni sono belli. Ma, come noto, muoiono all’alba.
Stefano Pillitteri
p.s. la foto è mia


Lascia un commento