
Fortunatamente ci è venuta incontro la giunta nazionale dell’ANM, “indignata” per le dichiarazioni “inaccettabili” del presidente del consiglio, sulle procure di Milano e Palermo. «Ancora una volta l’onorevole Berlusconi – lamenta in un documento la giunta del sindacato delle toghe – definisce folli i magistrati che hanno come unica responsabilità quella di esercitare le loro funzioni al servizio del Paese, senza condizionamenti». «È del tutto inaccettabile – sottolinea l’Anm – che il Capo del Governo affermi che i magistrati impegnati in indagini difficilissime su fatti tra i più gravi della storia del nostro paese, quali le stragi mafiose dei primi anni ’90, sprecano i soldi dei contribuenti. Come se non fosse interesse di tutti fare piena luce, e con ogni mezzo, su vicende gravissime che presentano aspetti ancora oscuri».
Ci interessa questo punto: l’opinione dei magistrati è che le inchieste penali siano una variabile indipendente rispetto al pubblico danaro, svincolate da qualsiasi rapporto costi-benefici. In nome di questo principio, ai tempi eroici di Tangentopoli, migliaia di miliardi di lire furono spese per inchieste condotte con grande spiegamento di mezzi anche quando ciò non era minimamente necessario: o perché le prove erano già acquisite, o perché era temerario il solo pensare di poterle acquisire. Di quelle inchieste solo una minima parte si concluse con la condanna degli indagati e molti enti pubblici, soprattutto Regioni, Province e Comuni si dissanguarono per risarcire amministratori risultati innocenti per le spese sostenute per i loro avvocati nei procedimenti promossi dalla magistratura penale e/o contabile.
Ecco, occorre dirlo con fermezza: nemmeno la giustizia (meglio i processi, che sono altra cosa) può sottrarsi alla esigenza di non sprecare danaro pubblico. Ed anche per questo è auspicabile l’abolizione della ipocrita obbligatorietà dell’azione penale e necessaria la separazione delle carriere.
Quanto a Berlusconi, il suo pensiero sulle procure di Milano e di Palermo è noto. Mentre ancora ci deve spiegare perché non ha mantenuto due promesse in tema di giustizia. Appunto, l’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale e la separazione delle carriere fra magistratura inquirente e giudicante.
P.

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