
La Germania intende con decisione e determinazione di aumentare di 3 miliardi di euro i propri aiuti militari all’Ucraina nel 2026, portandoli a circa 11,5 miliardi, secondo quanto appreso martedì dall’AFP dal ministero delle Finanze tedesco, che fa riferimento in particolare alla “sostituzione” dei sistemi Patriot. Il ministro delle Finanze, Lars Klingbeil, d’accordo con il suo omologo della Difesa, Boris Pistorius, “proporrà nell’ambito del progetto di legge finanziaria rettificativa un aiuto supplementare di 3 miliardi di euro per l’Ucraina” nel 2026, ha indicato un portavoce del ministero.
Questo aumento porterebbe quindi a 11,5 miliardi di euro il budget di aiuti all’Ucraina previsto per il prossimo anno. Infatti, Berlino aveva indicato in agosto di destinare nove miliardi di euro al sostegno a Kiev nel 2025 e di prevedere lo sblocco di 8,5 miliardi di euro nel 2026 e nel 2027.
“Il nostro obiettivo è iniziare le erogazioni già all’inizio del secondo trimestre del prossimo anno”. Lo detto in merito al piano dell’esecutivo Ue sul prestito di Riparazione all’Ucraina con gli asset (risorsa) russi immobilizzati il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis. “Più a lungo continuiamo a ritardare, più difficile diventerà la situazione e potrebbero aprirsi domande di possibili soluzioni ponte. Quindi, prima è meglio”. Dombrovskis ne ha parlato in un’intervista a un ristretto gruppo di media a Sofia. Per quanto riguarda i rischi legali” del possibile prestito “il servizio legale della Commissione Ue li ha valutati molto attentamente e li ha considerati contenuti”. Circa “Cinquemila soldati nordcoreani sono stati dispiegati in Russia, a tappe, dallo scorso settembre e dovrebbero essere mobilitati per la ricostruzione delle infrastrutture”. Lo ha dichiarato il deputato sudcoreano Lee Seong-kweun ai giornalisti, dopo un briefing dei servizi di intelligence. “Sono stati individuati segnali continui di addestramento e selezione del personale in vista di ulteriori dispiegamenti di truppe”, ha aggiunto. La Corea del Nord ha partecipato attivamente allo sforzo bellico della Russia fornendo migliaia di soldati per respingere, tra la fine del 2024 e la primavera del 2025, le truppe ucraine che avevano preso posizione in una piccola parte della regione russa di confine di Kursk. Circa 600 militari nordcoreani sono stati uccisi e altri migliaia feriti in questi combattimenti, secondo i servizi di intelligence sudcoreani. Il presidente russo Vladimir Putin ha promulgato una legge che autorizza il ricorso ai riservisti per proteggere le raffinerie di petrolio e altre infrastrutture energetiche in Russia, sullo sfondo degli attacchi ucraini contro tali impianti che si verificano quasi ogni settimana. Questi attacchi con droni ucraini causano regolarmente danni agli impianti del settore petrolifero e del gas e alle condutture destinate al trasporto di idrocarburi, provocando un aumento dei prezzi del carburante. Il testo promulgato martedì da Putin apre la possibilità di inviare riservisti “per garantire la protezione di impianti essenziali” su richiesta del governo e in cambio di un compenso finanziario. I riservisti sono persone che in passato hanno prestato servizio nell’esercito o in altre strutture incaricate della sicurezza e che hanno stipulato un contratto per essere poi incorporati nella riserva. La Commissione europea sta cercando delle soluzioni e ora sta valutando la possibilità di richiedere al Consiglio un “mandato” per proseguire le discussioni all’interno dei gruppi di lavoro, senza dover chiedere il via libera per ogni fase dei negoziati, ha spiegato martedì Marta Kos, commissaria europea responsabile per l’Allargamento, presentando alla stampa una relazione sullo stato di avanzamento dei negoziati tra l’UE e i dieci paesi che desiderano aderirvi. Resta da vedere se Budapest accetterà questo “mandato”, ha riconosciuto la commissaria. Il produttore norvegese di munizioni Nammo ha firmato una lettera di intenti con un partner industriale ucraino per la produzione, lo sviluppo e la vendita di munizioni in Ucraina, secondo quanto dichiarato martedì dal governo norvegese in un comunicato. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato il suo omologo ungherese Viktor Orban a non “bloccare” l’adesione del suo Paese all’Ue. “Ci piacerebbe davvero che il primo ministro ungherese ci sostenesse, o almeno che non ci bloccasse”, ha dichiarato a un forum sull’allargamento dell’Ue organizzato dal network Euronews a Bruxelles, collegandosi dalla zona di Pokrovsk, teatro di intensi combattimenti in questi giorni.
Presidente Volodymyr Zelensky, a suo avviso, chi ha vinto la guerra in Ucraina?
Giuseppe Basilico

Praticamente il suicidio politico e economico della Germania. Che era partner della Russia e sarebbe partner della Cina (che ha snobbato il suo ministro dell’economia da poco) e che finisce per sostenere una autocrazia corrotta e retta da un comico incapace e irresponsabile.