Le azioni positive sono quelle che più di altre sembrano stare a cuore alla nostra giovane scrittrice, che, partendo da una originale citazione di Albert Einstein (la vita è come andare in bicicletta, per mantenere l’equilibrio devi muoverti), ci invita ad avere coraggio. (www.laformulaperlafelicita.it).

La felicità non è un’utopia. Dunque è importante l’approccio alla vita. Differente tra persone e persone; che, tutte, Silvia descrive con ironia, accompagnandole allo specchio perché possano vedere limiti, difetti, errori che le allontanano dai binari della felicità. Ecco le “persone arrabbiate”, poi le “stand-bay”, alle quali contrappone le persone felici che – dice – amano imparare… difficilmente giudicano… sanno che esiste l’errore, ma “non hanno paura di sbagliare poiché per loro niente è irrimediabile se non un rimpianto”.
La “formula” si articola su salute, libertà, azioni positive, che, insieme, possono concorrere alla realizzazione di una vita felice.
E se la salute è analizzata scientificamente nelle trentacinque pagine del capitolo a lei dedicato, il discorso sulla libertà è breve, essenziale, perché – secondo Silvia – il successo di una vita non è dato da denaro e potere, ma dalla quantità di libertà (e felicità) di cui disponi e godi.
Otto i capitoli di questo originale manuale.
Nel primo, la presentazione della formula: felicità, salute, libertà, azioni positive.
Nel secondo l’analisi della salute, con l’invito a “prenderti cura del tuo corpo, consapevolmente” e con amore, dando importanza, tra l’altro, ad una corretta alimentazione. Alla quale è riservato
il terzo capitolo, un trattatello che va dall’esame di vitamine, proteine, carboidrati, fino alla valorizzazione dell’elemento acqua: la nostra “sor’aqua, molto utile et humile et pretiosa et casta” secondo lo spirituale Francesco; essenziale per rendere “facili e regolari“ le funzioni del corpo secondo la nostra concreta Silvia.
Interessante il discorso sullo stress: con quadruplice spiegazione, etimologica, psicologica, scientifica, analitica; e con puntuale distinzione in eustress, lo stress “buono” , che spinge al raggiungimento degli obbiettivi, e distress,quello “cattivo”, da combattere, perché induce a scompensi, fisici ed emotivi.
Paginette intense quelle dedicate alla libertà, nelle quali, rovesciando luoghi comuni e superficiali, Silvia tratta la libertà in relazione al tempo: per dire che l’ossessione di tanti, di troppi, quella di non avere tempo, “ti impossibilita all’azione più grande che esista, quella di conoscere te stesso e di capire chi veramente sei”; e per passare successivamente a denunciare i fattori che limitano, mortificano la libertà, primi tra i quali – ed è denuncia di attuale evidenza – “la dipendenza dai giudizi, dalle aspettative, dagli standard che la società impone”; perché – attenti! – solo chi non si cura di queste tre ossessioni riesce ad essere felice.
Le azioni positive, poi, sono quelle che più di altre sembrano stare a cuore alla nostra giovane scrittrice, che, partendo da una originale citazione di Albert Einstein (la vita è come andare in bicicletta, per mantenere l’equilibrio devi muoverti), ci invita ad avere coraggio; meglio, ad avere cuore nella vita, a non essere inerti, a interrogarsi su quello che sia possibile fare. E propone un crescendo rossiniano di quesiti ( Cosa potresti “cambiare” nella tua vita per essere più felice? Cosa potresti “smettere” di fare per essere più felice? Cosa potresti fare di “nuovo” per essere più felice ?…….. ) , esortando il lettore a rispondere: per smettere, proprio attraverso consapevoli risposte, di ignorare le cause del non sentirsi felice.
Un altro capitolo è dedicato ai “fattori esterni” che influiscono sulla nostra vita. Qui sono pertinenti ed attuali le considerazioni sull’ambiente a noi circostante, sulle luci, i colori, la musica e, soprattutto, i silenzi. Il silenzio; del quale, da tempo, ci è stato tolto il diritto a godere. Perché ci siamo assuefatti al rumore, denuncia Silvia; che domanda: perché per tanti “è così drammatico restare soli con i propri pensieri”? Perché, d’altra parte, tanti rifiutano quel “particolare tipo di approccio costruttivo al silenzio chiamato meditazione”? Meditare – si legge nelle ultime pagine – porta chiarezza mentale e contribuisce al nostro equilibrio interiore.
Proprio questo, un felice equilibrio interiore, è l’obbiettivo che Silvia ci addita.
Acuta e ironica, come il suo sguardo ( guardatela, nella piccola foto in quarta di copertina ); diretta
( dà del tu al lettore , e lo incalza, con parole nette, provocatorie talora, ma, alla fine,
affettuose ) ; determinata e fiduciosa .
Giovane scrittrice, di trentasei anni.
Ricerca, elabora, offre “la formula per la felicità”.
Oggi!
Incoraggiante, no ?

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