
Kyiv non vuole incontrare il presidente tedesco Steinmeier, fino ad ora sostenitore di Putin e in precedenza collaboratore della Merkel e prima di Gerhard Schröder, questi presidente del gasdotto North Stream 2 sotto il controllo della russa Gazprom.
Assai gradita, invece, la visita di Boris Johnson, ricevuto da Zelensky passeggiando poi per le strade della capitale. Il presidente tedesco, si è dissociato dagli orrori di Putin e Lavrov col quale ha intrattenuto intensi rapporti. Ma per il governo ucraino ancora non ci sono le condizioni sufficienti per un incontro e ciò sottolinea la differenza in modo molto marcato.
La corruzione che viaggiava sul cavallo dell’anti nucleare, il green, le anti trivelle, l’eolico, e poi faceva affari comodi con l’anti economico gas della Russia, ha molta responsabilità in questa tragedia: vale per la Germania in primis come in buona parte anche per l’Italia.
La prossima vittima potrebbe essere la Finlandia con i suoi mille e trecento chilometri di confine in Karelia. La Storia si ripete: nel 1939 col permesso di Hitler, con cui si era già spartita la Polonia, l’Unione Sovietica invase la Finlandia difesa dal suo popolo con il generale Gustaf Mannerheim e il sostegno dei paesi europei, tra i quali anche l’Italia di allora prima che facesse il passo fatale. La Finlandia oggi sta pensando di entrare nella NATO per garantirsi da un attacco russo. Troppo tardi? Ancora tutto passa dalla resistenza dell’Ucraina che fatalmente, e come da Storia insegna combatte la Russia come al tempo di Mazepa e Carlo XII di Svezia.
Ma, lasciando il triste passato, oggi Helsinki e anche Stoccolma, chiedono di entrare in NATO per essere tutelati da una possibile invasione russa. Potrà accadere anche se “strategicamente” la Russia col suo esercito si riunisse in una parte del Donbass e si dichiarasse soddisfatta dopo i suoi stermini in Ucraina.
La Russia evita di attaccare paesi NATO, sapendo benissimo che questa è una organizzazione difensiva e un boccone troppo grosso da digerire, visto anche la difficoltà di occupare l’eroica Ucraina dopo cinquanta giorni di invasione.
Enrico Martelloni

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