
I capi di Stato e di governo dell’Unione Europea sono tutti d’accordo su una cosa: spendere 800 miliardi in cannoni, bombe, sistemi missilistici.
Non saranno finanziamenti per una difesa comune come raccontano mentendo.
Ogni Stato spenderà la sua quota a debito per accrescere i suoi armamenti e potrà farlo perché si sono allentate le regole di bilancio. Ma dopo quei soldi dovranno essere restituiti.
Motore di tutto questo sono i tedeschi: la feldmaresciallo Von der Leyen, il socialdemocratico ultra sconfitto Scholz, e il vincente della destra della CDU Merz, pronto ad accordarsi con i neonazisti sui migranti.
Sono loro che hanno deciso di cambiare le regole di bilancio per riarmare l’esercito tedesco. Lo dimostra anche il fatto che alla proposta si sono accodati anche i paesi frugali, i rigoristi che la Germania ha sempre controllato.
Quanto alle proposte di Macron sulla difesa nucleare europea, basata sulle bombe francesi, non risulta che se ne sia neppure discusso: inutili giaculatorie.
Invece, l’alleanza dei “volenterosi”, guidata dalla Gran Bretagna, resta in piedi, pronta a mettersi a servizio di Trump.
Le parole chiave sono “riarmo” e “alleanza dei volenterosi”.
La prima -riarmo- indica una scelta bellicista a favore dell’industria della guerra europea e anche americana; una decisione che non dispiace certo a Trump.
Le seconde – alleanza dei volentierosi – ricordano la Coalition of the Willing del 2003, quando sulla base di informazioni false i paesi occidentali, guidati da USA e Gran Bretagna, attaccarono l’Iraq con il pretesto che possedesse armi di distruzione di massa chimiche e biologiche.
A sentire i leader europei, che terrorizzano le opinioni pubbliche, l’esercito russo sarebbe sul punto di invadere i paesi della Unione Europea e a bivaccare nelle capitali, a Parigi o a Berlino.
Auguriamoci che, a suon di evocazioni della guerra, non ci siano con la Russia sviluppi analoghi a quelli dell’Iraq, perché stavolta la possibilità reale dell’uso di armi nucleari porterebbe l’Europa alla catastrofe.
Quello che è certo è che l’Unione è assolutamente priva di una proposta di pace che le consenta di rientrare nel gioco diplomatico e di pesare su scelte che la riguardano direttamente.
Questo avviene proprio mentre USA e Russia stanno costruendo una trattativa per il cessate il fuoco che vede Trump, in cambio delle terre rare, intenzionato ad accordarsi con Putin.
Rifiutando di scegliere la via della diplomazia e del dialogo, l’Europa si condanna ad un ruolo marginale e ancora una volta ancillare rispetto agli interessi americani.
Come si può ben vedere, anche dai giornali, Meloni si è accodata a questa politica sciagurata; i suoi distinguo, infatti, non risultano significativi né efficaci.
Per l’Italia, l’aumento della spesa militare per l’1,5 per cento del PIL, come vorrebbe la Commissione Europea, significa una somma aggiuntiva di 30-35 miliardi, e di ulteriori 18 miliardi che il nostro Paese, secondo il pacchetto Von der Leyen, dovrà pagare per le spese comuni.
Cifre impegnative per chi, come noi, ha già un debito alto e per i cittadini italiani che dovranno restituirlo. Sono soldi che vengono sottratti a sanità, istruzione, pensioni e in genere protezione sociale e sviluppo sostenibile.
Ha ragione Schlein ad opporsi con decisione alle scelte sciagurate di una Commissione europea dominata da una destra bellicista, alleata con una socialdemocrazia sostanzialmente succube, ridotta a una funzione accessoria.
Ci sono battaglie difficili che devono essere fatte fino in fondo perché sono giuste e perché non farle snaturerebbe l’identità di una forza che voglia essere coerentemente di sinistra.
È importantissimo che in Italia PD, M5stelle e Alleanza Verdi e Sinistra siano e restino uniti in questa lotta per un’Europa diversa.
Enrico Rossi

Hai ragione. Non avevo mai visto una tale linea così bellicista.
L’Europa avrebbe autorevolezza per imporre a Putin una pace giusta. Ma non lo fa